A Toys Orchestra: nuovo album e tour A Toys Orchestra

Redazione Controcampus 20 Gennaio 2014

Gli A Toys Orchestra raccontati dal frontman della band Enzo Moretto: tutte le novità sul prossimo album e non solo.

Dopo il successo live dell’album “Technicolor Dreams”, rispolverato ad hoc per un tour che si legasse al passato, ma che raccontasse anche del futuro della band, gli A Toys Orchestra sono felicemente pronti a “batter la ritirata” per concentrarsi sul prossimo album, in uscita in autunno.

Ma prima, un saluto speciale e in perfetto stile A Toys Orchestra e che non poteva concretizzarsi diversamente, se non attraverso il sound unico di “Technicolor Dreams” (premiato come album indipendente dell’anno nel 2007).

È così che gli A Toys Orchestra hanno deciso di salutare il pubblico incontrandolo, per regalare ai tanti fan un ultimo messaggio musicale live, prima di “sparire dalle scene”, come lo stesso frontman dei A Toys Orchestra, Enzo Moretto, dichiara. E i risultati non si sono fatti aspettare. Un grande successo di presenze per il live “Technicolor Dreams”, tour conclusosi solo pochi giorni fa a Perugia dopo le fortunate tappe di Napoli, San Benedetto, Palermo, Catania, Salerno, Bologna, Padova.

Oggi gli A Toys Orchestra sono pronti per un’altra e meravigliosa avventura che nasce da un’idea tutta italiana come le loro origini, che si evolve su sentieri internazionali come i loro testi, e che approderà in terra tedesca per tante importanti novità. Quelle che, gli A Toys Orchestra, credono di “dovere” ai loro sostenitori e fan, italiani e europei.

Enzo Moretto

Enzo Moretto

Gli A Toys Orchestra, attraverso le parole del frontman Enzo Moretto, si raccontano tra il passato, presente e l’immediato futuro che li vedrà protagonisti di un nuovo album tutto da ascoltare.

Dal 1998 ad oggi tanti album, palchi europei, collaborazioni televisive, un importante premio come band indipendente dell’anno e successi accumulati di album in album.

Ma chi sono oggi gli A Toys Orchestra, cosa è cambiato da allora?

“Sono sincero nel dirti che in realtà oggi non siamo diversi, non siamo cambiati chissà quanto. Perché l’impulso originario è rimasto invariato. Il motivo per cui si continuano a scrivere canzoni, questo “mestiere”, è rimasto uguale a se stesso per noi. Forse ciò che è cambiato é la consapevolezza che abbiamo oggi di noi e l’evolversi del circostante intorno a noi. Il nostro pubblico è cambiato. Abbiamo una maggiore consapevolezza di ciò che che facciamo sicuramente. Ma se devo dire che ci sentiamo qualcuno o qualcosa di diverso rispetto all’inizio, no. Ci sentiamo la stessa band di quando suonavamo nei garage solo che oggi abbiamo delle opportunità differenti.”

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra: a quanto sembra, una band dal genere indefinibile. I meno attenti vi inquadrano nel genere pop rock, mentre qualcuno dice di voi: “Il loro ambiente si muove da un pop-rock intimista di estrazione sixties/seventies di scuola british ad un ambito psichedelico unito a melodie forti e malinconiche e con testi onirici e surreali”. Ti riconosci?

“Io mi sono abituato a ritrovarmi un po’ in tutte le descrizioni. Ne ho sentite di ogni tipo davvero. Questo però è una cosa che ho sempre accettato con accezione positiva perché è sinonimo che siamo abbastanza “sfuggevoli”, piuttosto non inquadrabili in un genere non definito e questo rappresentava anche il nostro obiettivo: non diventare parte di uno specifico segmento musicale.”

“Quindi riuscire a vivere liberamente la musica e poter spaziare tra generi più svariati. Per cui ogni volta che leggo di nuove definizioni del nostro genere, anche colorite al massimo, non può che farmi piacere.”

Perché avere deciso di riportare in tour quest’anno un album del passato, “Technicolor Dreams”?

“In realtà quando abbiamo deciso di tornare in tour avevamo consapevolezza di doverci mettere a lavoro con il nuovo disco e che saremmo scomparsi un po’ dalle scene.”

“Quindi abbiamo voluto fare qualche concerto che rappresentasse una sorta di saluto ai nostri sostenitori prima di andare in studio e assentarci fino all’uscita del nuovo album. Quando abbiamo deciso di fare questo live ci siamo resi conto che i live fatti fino a qualche mese prima erano ormai già sentiti in ogni dove d’Italia e quindi abbiamo deciso di provare qualcosa di diverso. Ci siamo anche resi conto che durante l’arco di tutti i concerti, il pubblico ci ha sempre rimproverato di aver suonato poco “Technicolor dreams”… ed era una realtà. Dalla sua uscita, infatti, non era mai stato suonato per intero. Quindi abbiamo accolto questi due motivi, cioè soddisfare il pubblico e la sua richiesta e anche il nostro desiderio di suonarlo per intero per la prima volta. Era la cosa più stimolante da fare per tornare a suonare dal vivo.”

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

In lavorazione un nuovo album per i Toys Orchestra. Siamo in dirittura d’arrivo?

“Siamo in fase “foglio di lavoro”. Siamo ai provini e le canzoni esistono. Il disco in forma bozza esiste. C’è solo da andare in studio e registrarlo. Dire “solo” è una sorta di eufemismo! Diciamo che dobbiamo andar in studio a registrarlo. E lo faremo all’estero”.

Quando uscirà il nuovo album, quindi?

“Realisticamente non prima del prossimo autunno. Sicuramente dopo l’estate, però vogliamo far si che non ci siano ansie e che si affrettino i tempi.”

“Noi quando dobbiamo fare un disco nuovo, per essere ligi al dovere non vogliamo che la nostra onestà intellettuale che venga suffragata da fretta e ansie.”

Quali anticipazioni può darci sul prossimo album dei A Toys Orchestra? Quali novità?

“Già il fatto che sarà registrato all’estero già è una grossa novità. Non per il fatto in sè, ma perché abbiamo deciso di utilizzare dei collaboratori e uno studio che non hanno mai lavorato con del materiale italiano o con delle band italiane. Quindi ci sarà un piglio più internazionale e più europeo. Quindi ci sarà modo di avvicinarsi sempre più all’Europa, più di quanto abbiamo già fatto finora. Molto probabilmente saremo a lavorare a Berlino in questo studio totalmente estraneo al mondo italiano e questa é sicuramente una grande novità. Poi sicuramente buona parte del nostro pubblico sa che gli A Toys Orchestra non fanno mai un album uguale o simile a un altro. Motivo per cui anche per questa tornata dovranno aspettarsi delle novità, un cambio di stile, qualcosa di diverso.”

Avete già programmato anche il tour di lancio per l’album? Partirà dall’Italia?

“Non so se partirà dall’Italia, ma sicuramente toccherà tutta Italia in maniera “massiccia”. Ci sarà il grosso sempre in Italia, come sempre!”

A Toys Orchestra

A Toys Orchestra

Gli A Toys Orchestra sono sempre molto vicini alla Germania, in particolare a Berlino. Cosa rappresenta per voi questa città?

“In realtà la Germania, al di la dell’Italia, é uno dei posti che ci ha sempre dato molta attenzione. Uno di questi luoghi dove possiamo dire di aver seminato meglio! Forse anche per questo siamo legati molto a questo territorio. In realtà buona parte dell’Europa Mitteleuropea sono posti in cui stiamo lavorando bene e stiamo cercando di approfondire e conoscere il territorio.”

Voi cantate rigorosamente in inglese da sempre. Gli A Toys Orchestra hanno mai pensato di lanciarsi anche su testi in italiano?

“Sarò molto sincero. Questa é una delle cose a cui non ho dedicato molto del mio tempo. Non ne vedo l’esigenza. Siamo nati così e in questo modo si è sviluppata la nostra storia e i nostri successi che sono avvenuti cantando in inglese e proponendoci come realtà europea.”

“É qualcosa che in altri posti d’Europa è superata da tempo. Basti pensare ai francesi, agli islandesi. È ormai un concetto superato cantare in lingua madre. Noi più che italiani siamo europei. Non c’è al momento nessun motivo per cantare in italiano e mi suonerebbe quasi come un ripiego. Non ne ho assolutamente voglia. Neanche i fan hanno mai richiesto cose del genere. Non molti in Italia sono riusciti a mantenersi indenni dalle contaminazioni linguistiche italiane.”

Siete di origini salernitane, nello specifico di Agropoli. Quali emozioni per gli A Toys Orchestra nel tornare a suonare nella città dove la vostra passione per la musica è nata e si é trasformata nella magia degli A Toys Orchestra?

“Quello è incredibile. Noi suoniamo ovunque, la nostra musica è stata suonata e si suona ovunque. Ma la cosa che mi emoziona di più è sempre quando torno ad Agropoli. Quando si torna a suonare in un posto, su un palco piccolo che non è comunque una grande metropoli… ma é comunque la tua città. Sai che ci sono le persone che ti conoscono da sempre. É una sorta di esame ogni volta, é incredibile. Una cosa che mi piace tantissimo e mi crea anche una certa agitazione positiva.”

Vi esibite spesso ad Agropoli?

“Sì, nelle vacanze natalizie ormai é quasi una tradizione essere lì. Ci si rivede con la famiglia, gli amici e si coglie l’occasione di far anche il proprio “lavoro” nella rilassatezza che include il caso. Sicuramente molto bello.”

Pasqualina Scalea

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto