Unimore nel Progetto Ruropeo CC-WARE

Redazione Controcampus 20 Marzo 2014

Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia - Avviata per la Regione Emilia Romagna e per gli 11 Paesi dell’area del Sud Est Europa una mappatura della vulnerabilità delle risorse idriche al cambiamento climatico, evidenziando le aree più critiche dove ci si può attendere che il cambiamento climatico possa mettere in crisi la disponibilità di risorse idropotabili.

Unimore

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L’iniziativa consentirà di individuare nuovi indicatori di vulnerabilità a scala sia nazionale che locale, questi ultimi in grado di supportare la scelta delle migliori tecniche di mitigazione della vulnerabilità attraverso l’adozione di servizi ecosistemici.

Si è tenuta a Modena in coincidenza con la Giornata Mondiale dell’Acqua la conferenza di medio termine del Progetto CC-WARE (Mitigating Vulnerability of Water Resources under Climate Change).

Si tratta di un progetto europeo che coinvolge 11 paesi appartenenti al sud est europeo – South East Europe (Austria, Slovenia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Grecia, Italia, Serbia, Bosnia Erzegovina, Croazia e Moldavia), che mira ad individuare nuovi indicatori di vulnerabilità quali-quantitativa della risorsa idrica in grado di tenere conto tanto dei cambiamenti climatici che delle trasformazioni socio-economiche attese fino al 2050. Organizzata dall’Agenzia Regionale per la Protezione e l’Ambiente dell’Emilia Romagna  – ARPA, partner italiano del progetto, e dall’Unimore, che le offre collaborazione sul piano scientifico insieme all’Università di Bologna, l’appuntamento si è proposto di rappresentare anche un contributo alla sensibilizzazione dell’opinione pubblica sulle problematiche connesse alle gestione delle risorse idriche e, in particolare, di quelle idropotabili.

Durante il convegno, è stato evidenziato non solo lo stato dell’arte per quanto riguarda le conoscenze circa l’entità dei cambiamenti climatici attesi negli anni fino al 2050 e le potenziali conseguenze che tali cambiamenti potranno avere, a scala europea, sulle risorse idriche, e segnatamente su quelle idropotabili, ma anche di presentare una prima mappatura della vulnerabilità delle risorse idriche al cambiamento climatico, evidenziando le aree più critiche dove ci si può attendere che il cambiamento climatico possa mettere a repentaglio la disponibilità di risorse idropotabili.

ARPA-ER e l’Unimore hanno avuto modo di illustrare l’approccio seguito dalla due istituzioni nello studio e nel monitoraggio delle acque sotterranee nell’area Appenninica della Regione Emilia Romagna. <Tale approccio innovativo – ha spiegato la dott.ssa Donatella Ferri di ARPA Emilia Romagna, responsabile del Centro Tematico Regionale Sistemi Idrici e del progetto CC-WARE per ARPA-ER – è finalizzato ad evidenziare lo stato quali-quantitativo di tale risorsa ed a stimare in che misura i cambiamenti climatici potranno avere conseguenze su di essa. In qualità di ente strumentale, l’ARPA potrà fornire adeguato supporto alla Regione Emilia Romagna per l’attuazione di politiche di pianificazione attualmente in corso in relazione alla revisione dei piani di gestione dei distretti idrografici, che sono lo strumento di tutela delle risorse idriche previsto dalla direttiva quadro sulle acque>.

Molti dei contributi presentati hanno consentito di porre l’accento sul fatto che diversi tipi di ecosistemi e corrette pratiche di gestione agro-forestale possono consentire di mitigare gli effetti del cambiamento climatico sulle risorse idriche: i potenziali benefici di ciò possono essere stimati a scala di sud-est Europa attraverso l’applicazione di indicatori e, più in dettaglio, in specifici casi di studio fino ad essere assunte all’interno dei piani di protezione e gestione acque, come avvenuto per la Regione Emilia Romagna.

I principali obiettivi del progetto sono:

  • definire una strategia transnazionale integrata per la mitigazione della vulnerabilità delle risorse idriche rispetto il cambiamento climatico, individuando le azioni chiave da porre in essere nell’implementazione di piani d’azione nazionali e/o regionali per preservare la risorsa idrica al fine di soddisfare gli obiettivi dei regolamenti e strategie dell’Unione Europea (Strategia Europa 2020, Strategia per la regione del Danubio, Direttiva Quadro sulle Acque e Water Blueprint, Libro Bianco sull’adattamento ai cambiamenti climatici)
  • evidenziare in che modo azioni di corretta gestione delle risorse idriche e di tutela e sviluppo di servizi ecosistemici (ESS), in particolare quelle che hanno la capacità di mitigare gli effetti del cambiamento climatico in aree nelle quali viene prelevata acqua destinata al consumo umano, possano mitigare tale vulnerabilità
  • trasferire le conoscenze acquisite e sviluppate ed i risultati conseguiti a livello regionale e locale, in modo da rafforzare la capacità istituzionale e le risorse umane a livello nazionale, regionale e locale
  • costituire un quadro di riferimento, a livello nazionale, della legislazione e delle strutture istituzionali regionali/nazionali, per attuare la strategia sviluppata a livello transnazionale e garantire un impatto a lungo termine del progetto CC- WARE
  • promuovere, in tutti i paesi del SEE (in particolare nei paesi in preadesione) l’implementazione di attività nazionali per la mitigazione della vulnerabilità delle risorse destinate al consumo umano, sulla base di una strategia transnazionale sviluppata congiuntamente
  • garantire, attraverso consultazioni, workshop e pubblicazioni, la più ampia diffusione dei risultati del progetto tra i portatori di interesse ed i politici (principalmente dei paesi in preadesione), in particolare riguardo la strategia per l’implementazione di piani d’azione nazionali.

Il progetto è iniziato con l’incontro (Kick-off meeting) svoltosi a Lubiana il 14-15 febbraio 2013 e avrà termine nel novembre 2014. All’interno del progetto, che vede il Ministero austriaco delle politiche agricole e forestali nel ruolo di leader, Arpa Emilia-Romagna svolge il ruolo di partner in rappresentanza delle regioni italiane adriatiche che appartengono all’area SEE. Complessivamente sono coinvolti 11 paesi: Austria, Slovenia, Ungheria, Romania, Bulgaria, Grecia, Italia, Serbia, Bosnia Erzegovina, Croazia e Moldavia.

Le attività progettuali sono organizzate in 5 Work Packages, la terza delle quali si è tenuta, appunto all’Unimore.

<Le tendenze del cambiamento climatico in atto, elaborate nell’ambito del precedente progetto europeo CC-WaterS (Cc waters), – spiega il dott. Hubert Siegel della Austrian Federal Ministry of Agriculture, ente che è Lead Partner del progetto CC-WARE – hanno evidenziato per le regioni del SEE, una correlazione tra l’aumento della temperatura media annua e la diminuzione media delle precipitazioni, ma ad oggi non è stata fatta, su larga scala, alcuna valutazione riguardo le ricadute che tali tendenze potranno avere sulla qualità e quantità delle risorse idriche. Nell’ambito del progetto CC-WARE, oltre i cambiamenti climatici, sono anche considerati i mutamenti socio-economici, che possono essere evidenziati anche dalle modifiche dell’uso del suolo e che determinano pressioni spesso consistenti sulle risorse idriche e avere gravi ripercussioni sulla qualità e quantità della risorsa idrica sotterranea, in particolare sull’uso idropotabile di quest’ultima. Pertanto la valutazione della vulnerabilità delle risorse idriche, che fino ad oggi è stata affrontata in condizioni stazionarie (vulnerabilità intrinseca dei corpi idrici oppure specifica in relazione a diversi inquinanti), con CC-WARE terrà conto dell’effetto prodotto nel tempo sia dai cambiamenti climatici che dai mutamenti socio-economici, considerando tra quelle possibili, le migliori azioni di mitigazione degli effetti negativi sugli aspetti quantitativi e qualitativi della risorsa idrica, ponendo particolare enfasi su quelle connesse allo sviluppo di servizi ecosistemici>.

Le attività di Arpa Emilia-Romagna nel progetto CC-WARE sono svolte in collaborazione con l’Unimore (Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche), attraverso il gruppo del prof. Alessandro Corsini dell’Unimore, e l’Università degli Studi di Bologna (Dipartimento di Ingegneria Civile, Chimica, Ambientale e dei Materiali) attraverso il gruppo della prof.ssa Lisa Borgatti.

<La valutazione – aggiunge il prof. Alessandro Corsini del Dipartimento di Scienze Chimiche e Geologiche dell’Unimore e responsabile supporto tecnico-scientifico ad ARPA Emilia Romagna – verrà fatta impostando nuovi indicatori di vulnerabilità a scala sia nazionale che locale, ed attuando misure di monitoraggio quali-quantitativo di alcuni importanti corpi idrici montani della Regione Emilia Romagna, al fine di supportare la scelta delle migliori tecniche di mitigazione della vulnerabilità attraverso, eventualmente, l’adozione di servizi ecosistemici. I principali servizi ecosistemici analizzati nel corso del progetto per ottenere un quadro rilevante per la gestione della protezione delle fonti di acqua potabile, sono quelli connessi al razionale sviluppo di silvicoltura, agricoltura e tutela delle zone umide, in relazione alla loro capacità di favorire la fornitura di acqua potabile in quantità adeguata in diverse regioni climatiche. L’attività a scala locale riguarda segnatamente il monitoraggio e lo studio di 3 sorgenti in complessi idrogeologici fratturati, e relative acque sotterranee, collocate nella zona montana di Modena e Reggio Emilia (nei comuni di Palagano, Toano, Carpineti)>.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto