Pensione 2014: tabelle calcolo pensione on line, requisiti scadenze

Redazione Controcampus 4 Aprile 2014

Ecco chi potrà andare in pensione, come e quando.

Il sistema pensionistico italiano è diventato negli ultimi anni sempre più complesso, a causa dei diversi interventi di riforma.

Tra questi la Legge n. 214 del 22.12.2011, di conversione del decreto legge n. 201/2011, che ha modificato sensibilmente il sistema pensionistico italiano, stabilendo, dal 1° gennaio 2012, nuovi requisiti anagrafici e contributivi per il diritto alle prestazioni pensionistiche.

La normativa ha infatti operato pesanti cambiamenti, soprattutto nell’ottica di una maggiore austerità:

  • modifica dei requisiti per le pensioni di vecchiaia;
  • introduzione delle pensioni anticipate;
  • estensione del sistema contributivo a tutti i lavoratori;
  • aggancio dei requisiti pensionistici alla speranza di vita.

Come cambia la previdenza italiana. L’attesa controriforma Fornero non c’è stata, ma nel 2014 sono state diverse le modifiche apportate alla normativa sulle pensioni, in gran parte dovute all’onda lunga della legge del 2011. Per tutti viene così introdotto, secondo il meccanismo pro rata, il metodo contributivo di calcolo delle pensioni per le pensioni maturate dal 01/01/2012 in poi. Il che significa che le pensioni viengono calcolate con il sistema retributivo per l’anzianità maturata fino al 2011 e con il sistema contributivo per l’anzianità maturata dal 2012 in poi. Il sistema contributivo è un sistema di calcolo pensionistico basato sui i contributi versati durante l’intera vita assicurativa. Si distingue dal sistema di calcolo retributivo, che si fonda sulla media delle retribuzioni percepite negli ultimi anni di vita lavorativa.

Quindi tutti i lavoratori che avrebbero usufruito di pensioni calcolate esclusivamente con il calcolo retributivo avranno una pensione in pro rata calcolata con entrambi i sistemi di calcolo. Attualmente la riforma sulle pensioni prevede, quindi, una sola forma di previdenza obbligatoria in relazione all’età, ovvero la pensione contributiva di vecchiaia, eliminando definitivamente quella di anzianità, che viene sostituita/rimpiazzata dalla pensione anticipata.

Il capitolo dedicato alle pensioni 2014 e contenuto nell’ultima Legge di Stabilità appare particolarmente variegato, tanto da configurare l’ennesima, complicatissima jungla normativa: a quanti anni è possibile accedere alla pensione con le nuove regole? Quali sono i requisiti? Come calcolare la pensioni 2014 e quanti contributi bisogna maturare? Ecco in sintesi tutte le informazioni per l’uscita dal lavoro previste nel capitolo pensioni 2014.

Pensione anticipata (ex anzianità). Cos’è? Come funziona? Come calcolarla?

Le pensioni anticipate sono una prestazione economica erogata, a domanda, in favore dei lavoratori dipendenti e autonomi, che hanno:

  • raggiunto l’età stabilita dalla legge;
  • perfezionato l’anzianità contributiva e assicurativa richiesta;
  • cessato il rapporto di lavoro alle dipendenze di terzi alla data di decorrenza della pensione, fermo restando che, qualora la rioccupazione intervenga presso diverso datore di lavoro, non occorre una soluzione di continuità con la precedente attività lavorativa.

Dal 2012 è l’unica modalità attraverso cui lasciare il lavoro prima della maturazione dell’ordinaria pensione di vecchiaia. Corrisponde alle ormai abolite pensioni di anzianità ottenuta con il solo requisito contributivo dei 40 anni, indipendentemente dall’età.

Il periodo di contributi richiesto è però maggiore in particolare per gli uomini (42 anni e 1 mese) mentre per le donne (41 anni e 1 mese) sostanzialmente corrisponde a quello già previsto, più l’attesa per la finestra. Il requisito comunque non è fisso ma al pari delle soglie di età anagrafica dovrà essere aggiornato ogni tre anni (e poi ogni due) in base all’evoluzione della speranza di vita.

Quanto al calcolo delle pensioni anticipate, occorre moltiplicare il montante contributivo individuale (ovvero il capitale che il lavoratore accumula nel corso della vita lavorativa) per il coefficiente di trasformazione relativo all’età del lavoratore alla data di decorrenza delle pensioni. Per i soggetti che accedono alla pensione anticipata ad un’età inferiore a 62 anni si applica una riduzione dell’1% per ogni anno di anticipo nell’accesso, rispetto all’età di 62 anni. La percentuale annuale è aumentata al 2% per ogni anno ulteriore di anticipo rispetto a due anni.

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La Pensione di vecchiaia. Cos’è? Come funziona? Come calcolarla?

Le pensioni di vecchiaia sono la principale forma di previdenza pubblica. Si tratta di una prestazione patrimoniale che consiste nel versamento mensile di una somma di denaro da parte dell’INPS in favore di un lavoratore che abbia:

  • raggiunto l’età anagrafica prevista dalla legge
  • versato un determinato numero di contributi.

Destinatari delle pensioni di vecchiaia secondo la normativa vigente:

  • lavoratori dipendenti o autonomi oppure lavoratrici del settore pubblico: pensionamento previsto a 66 anni e tre mesi;
  • lavoratrici del settore privato: diritto all’uscita dal lavoro fissato a 63 anni e 9 mesi;
  • lavoratrici autonome: pensionamento fissato a quota 64 anni e 9 mesi.

Come calcolarla? Le variabili che concorrono a determinare le pensioni di vecchiaia sono molteplici: calcolo contributi, somme a debito del datore di lavoro, calcolo benefici contributivi e prestazioni anticipate e somme a credito del datore di lavoro. In questi ultimi tempi si sta ventilando la possibilità di introdurre “la busta arancione” (uno strumento già adottato in molti paesi europei al fine di informare i cittadini sulla propria situazione pensionistica), ma in attesa che il provvedimento venga ratificato ufficialmente, occorre seguire altre strade per verificare se e quando sarà possibile inoltrare domanda di pensionamento. La cosa migliore da fare è consultare il portale online dell’Inps all’interno del quale è necessario effettuare l’accesso alla propria pagina personale inserendo la relativa password; l’estratto conto visualizzato contiene l’indicazione del periodo di riferimento, la tipologia di contribuzione e i contributi idonei a riconoscere il raggiungimento del diritto a fruire del trattenente pensionistico.

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Pensione Integrativa. Cos’è? Come funziona? Come calcolarla?

Le pensioni integrative sono una soluzione parallela al reddito in vecchiaia che lo Stato offre al cittadino, utilizzando il denaro accantonato durante la sua vita lavorativa. Si affianca cioè alla classica pensione statale. Si parla, perciò, di previdenza complementare. Il funzionamento del sistema è semplice: un individuo versa per un periodo di anni un determinato capitale. I contributi versati vengono accantonati e rivalutati nel tempo e utilizzati unicamente per costruire la pensione integrativa. L’individuo percepirà una rendita vitalizia che sarà in funzione del capitale versato, di un coefficiente (che dipenderà da quando inizierà la rendita vitalizia e sarà maggiore se la rendita inizierà più avanti negli anni) e dal sesso dell’individuo.

La Previdenza Complementare si attua attraverso l’adesione, individuale o collettiva, ad una delle forme Pensionistiche Complementari previste: Fondi Negoziali, Fondi Aperti, Polizze Previdenziali.

Come si calcola? La norma civilistica prevede che per ciascun anno di servizio il datore di lavoro accantoni contabilmente una quota pari alla retribuzione annua utile ai fini del TFR divisa per 13,5. Ciò equivale a dire che tale quota è pari a 7,41% della retribuzione utile. Per i lavoratori privati l’aliquota di computo per l’accantonamento è pari a 7,41% della retribuzione alla quale però deve sottrarsi lo 0,5% destinato per tali categorie a un Fondo di garanzia costituito presso l’Inps.

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Pensione Minima. Cos’è? Come funziona? Come calcolarla?

È l’integrazione che lo Stato, tramite l’Inps, integra al pensionato quando la sua pensione, risultante dal calcolo dei contributi versati, è di importo ridotto, rispetto a quello considerato il “minimo vitale”. In questo caso l’importo della pensione viene aumentato fino a raggiungere una cifra stabilita di anno in anno dalla legge. L’integrazione al minimo è quindi una somma che si aggiunge alle pensioni di qualsiasi tipo quando quest’ultime, nel cosiddetto importo ‘a calcolo’, risultino di importo inferiore ad un determinato livello, il cosiddetto “Trattamento minimo”.

In altri termini, le pensioni liquidate col sistema retributivo o col sistema misto, in presenza di determinate condizioni di reddito, vengono integrate fino a concorrenza del trattamento minimo, quando il loro importo a calcolo è inferiore.

Dal 1° gennaio 2014, sul fronte pensioni 2014 è scattato il secondo di una serie di gradini periodici che riguarderanno il “quando” e il “quanto” della nostra pensione: l’adeguamento dell’età della pensione di vecchiaia alle aspettative di vita: il diritto scatterà:

  • per un dipendente uomo a 66 anni e 3 mesi, contro gli attuali 66 anni;
  • per una dipendente donna a 62 anni e 3 mesi, contro gli attuali 61.

Come si calcola? Per le pensioni 2014 il legislatore ha previsto per le pensioni minime i valori minimi di retribuzione giornaliera ai fini contributivi. Tali valori devono essere rivalutati annualmente in relazione all’aumento dell’indice medio del costo della vita. Il valore del minimale giornaliero viene moltiplicato per 26 per ottenere il valore del minimale mensile. Quindi nel 2014 il valore è pari a 47,58 euro per 26 = 1.237,08 euro. In caso di assenze non retribuite, il minimale mensile di determina moltiplicando il valore giornaliero del minimale per il numero dei giorni retribuiti, in tutto o in parte.

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Pensione Sociale. Cos’è? Come funziona? Come calcolarla?

L’assegno sociale è una prestazione pensionistica che viene riconosciuta in presenza di precisi requisiti anagrafici e reddituali. La sua particolarità e’ quella di essere una prestazione “non esportabile” (qualora il suo titolare trasferisca definitivamente la residenza all’estero, la prestazione non viene più erogata).

Il diritto all’assegno sociale sorge quando si verificano le seguenti condizioni:

  • 65 anni di età;
  • cittadinanza italiana o essere in possesso della carta di soggiorno;
  • mancanza di reddito o redditi inferiori ai limiti stabiliti dalla legge. Per il diritto all’assegno si
  • considera anche il reddito del coniuge.
  • tutti devono essere residenti in Italia.

Come si calcola? Per accedere alle pensioni sociali è necessario che i lavoratori abbiano un’anzianità contributiva inferiore a 18 anni al 31/12/1995 e possano far valere, al momento dell’opzione, una anzianità contributiva di almeno 15 anni, di cui 5 successivi al 1995. Ai fini del calcolo occorre:

  • individuare la retribuzione annua dei lavoratori dipendenti o i redditi conseguiti dai lavoratori autonomi o parasubordinati;
  • calcolare i contributi di ogni anno sulla base dell’aliquota di computo;
  • determinare il montante individuale che si ottiene sommando i contributi di ciascun anno opportunamente rivalutati sulla base del tasso annuo di capitalizzazione derivante dalla variazione media quinquennale del PIL determinata dall’Istat;
  • applicare al montante contributivo il coefficiente di trasformazione, che varia in funzione dell’età del lavoratore, al momento della pensione.
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Pensione di Invalidità. Cos’è? Come funziona? Come calcolarla?

Le pensioni di inabilità consistono in un assegno mensile, pagato dall’Inps, sia ai lavoratori dipendenti che autonomi, per i quali sia stata accertata un’infermità fisica o mentale. Tuttavia devono esistere dei requisiti specifici, oltre all’infermità accertata da un medico dell’Inps, per poterne ottenere il riconoscimento, ovvero: bisogna aver maturato almeno 5 anni di contributi, dei quali non meno di tre devono essere stati versati nei cinque anni che precedono il momento in cui viene inoltrata la domanda, bisogna aver maturato non meno di 5 anni di anzianità assicurativa sempre presso l’Inps e deve provocare una totale e permanente impossibilità a svolgere qualsiasi tipo di attività lavorativa.

Come si calcola? Il calcolo dell’importo delle pensioni di invalidità avviene considerando le settimane di contribuzione maturate, alle quali viene aggiunto un bonus. Il bonus serve per coprire il periodo di tempo che manca per la decorrenze della pensione, e non può avere una durata superiore a 40 anni di contributi. In generale il suo calcolo avviene considerando come età di pensionamento i 55 di età anni per le donne e i 60 anni per gli uomini.  Un discorso a parte viene applicato per coloro che entro il 31 dicembre del 1995, avevano maturato un’anzianità inferiore ai 18 anni, poiché il calcolo del bonus avviene adottando il sistema contributivo: l’età di pensionamento viene fissata a 50 anni indipendentemente dal sesso o dalla cassa previdenziale di appartenenza.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto