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26 Marzo 2019

Calcolo tasse della partita Iva: costi e contributi per ogni regime

Calcolo tasse della partita Iva
Calcolo tasse della partita Iva

Calcolo tasse della partita Iva

Come funziona il calcolo delle tasse della partita Iva oggi: consigli utili su come fare a sapere quali sono i costi di apertura e gestione e i contributi da pagare per ogni regime.

Piccola guida per sapere come calcolare le tasse per il regime ordinario e come funzione per il regime forfettario. Guida sui costi e sui contributi da versare.

Come si calcolano le tasse della partita Iva in maniera semplice? Come funziona nel 2019? Dipende dal regime scelto. Per il regime ordinario la tassazione è più alta mentre per il regime forfettario è più bassa. Come fare il calcolo autonomamente non è complicato, esistono programmi e software da acquistare e programmi da scaricare online gratuiti.

Il conteggio può essere fatto anche con excel. In alternativa ci si può affidare al Dottore Commercialista per calcolare i costi e i contributi della partita Iva agevolata.

Diversi sono gli adempimenti da fare e non è sempre facile capire cosa bisogna sapere per essere in regola oggi.

Informazioni utili su come funzione e su come calcolare le tasse in modo semplice e veloce possono essere acquisite anche online. Il calcolo tasse della partita Iva in regime forfettario e ordinario deve essere corretto, altrimenti si possono avere problemi con il fisco.

Come fare il calcolo tasse della partita Iva: simulazione regime ordinario e forfettario

Fare il calcolo della partita Iva oggi è più semplice rispetto al passato. Ci si può affidare ad un Dottore Commercialista esperto oppure per chi ha un pò di pratica il conteggio si può fare con excel o con programmi e software da acquistare o da scaricare sul web gratuiti.

Il regime ordinario ha una tassazione alta. Al calcolo dell’Irpef di una ditta individuale si applicano le aliquote in base agli scaglioni di reddito. Ai fini di una simulazione, con un reddito imponibile pari a euro 38.000,00, l’imposta da versare è cosi calcolata:

  • fino a euro 15.000,00 l’aliquota è del 23% e l’imposta è di euro 3.450,00;
  • da euro 15.000,00 a euro 28.000,00 l’aliquota è del 27% e l’imposta è di euro 3.510,00;
  • da euro 28.000,00 a euro 38.000,00 l’aliquota è del 38% e l’imposta è di euro 3.800,00.

Con un reddito imponibile pari a euro 38.000,00 va versata un Irpef di euro 10.760,00 (3.450 + 3.510 + 3.800). L’imposta cosi calcolata è ridotta delle detrazioni da lavoro e per carichi di famiglia eventualmente spettanti.

Per l’ires di società di capitali l’aliquota è unica ed è del 24%. Con un reddito pari a euro 38.000,00 l’imposta da versare è pari a euro 9.120,00 (38.000 * 24%).

Le imprese e i professionisti che invece applicano il regime agevolato determinano il reddito imponibile applicando all’ammontare dei ricavi o dei compensi percepiti un coefficiente di redditività diverso in relazione all’attività esercitata. Il reddito cosi calcolato è soggetto ad una imposta sostitutiva del 15% delle imposte. A titolo di esempio, per il professionista con un compenso annuo pari a euro 25.000,00 l’imposta da versare è cosi calcolata:

  • reddito imponibile: euro 19.500,00 (25.000,00 * il coefficiente di redditività del 78%);
  • imposta sostitutiva al 15%: euro 2.925,00 (19.500,00 * 15%).

Calcolo costi e contributi della PI regime ordinario e forfettario

L’apertura e la chiusura di una partita Iva oggi, sia per il libero professionista che per l’impresa, a prescindere dal regime scelto non ha costi. Eventuali esborsi sono dovuti per il versamento del diritto annuale da versare alla Camera di Commercio competente in caso di iscrizione e cancellazione dal Registro Imprese.

Chi apre una partita Iva nel 2019 ha l’obbligo di versare i contributi previdenziali. Le imprese e i professionisti senza cassa di previdenza devono versarli all’Inps. I professionisti iscritti all’Albo devono versarli alla cassa professionale. L’importo dei contributi dipende dal tipo di attività svolta, distinte in 4 categorie:

  • artigiani;
  • commercianti;
  • lavoratori autonomi senza cassa;
  • professionisti con cassa autonoma.

Per gli artigiani e i commercianti è previsto un contributo fisso più una quota variabile. Una percentuale fissa è prevista per i liberi professionisti. Contributi agevolati da versare all’Inps sono previsti per chi accede al regime forfettario. In particolare, al reddito agevolato come determinato si applica la contribuzione dovuta ai fini previdenziali ridotta del 35%, dietro comunicazione all’istituto di previdenza. La domanda di riduzione contributi Inps per i forfettari non deve essere inviata ogni anno entro il 28 febbraio ma è sufficiente aver ottenuto la riduzione nell’anno precedente.

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