Sciopero Pubblico Impiego dicembre 2014: Cisl Cgil Uil contro Jobs Act

Redazione Controcampus 4 Dicembre 2014

Dicembre 2014 rovente, l'Italia si ferma, i sindacati Cgil, Uil, Ugl e Gilda-Unams proclamano lo sciopero pubblico impiegoIl Jobs Act, la pietra dello scandalo, sarà sconquassato da un’insolita miriade di eventi dal candore sociale.

Intervista esclusiva all’On. Ignazio Messina, Segretario Nazionale dell’Idv.

Venerdì 12 dicembre Cgil, Uil, Ugl e Gilda Unams daranno vita ad un nuovo sciopero generale congiunto contro il Jobs Act e la Legge di Stabilità. “Così non va”: è questo il mantra, lo slogan dell’esegesi sobillata dalle sigle sindacali. L’evento sarà a dir poco emblematico: il Bel Paese si fermerà per 8 ore e sarà coinvolto ogni settore.

Sciopero pubblico impiego contro il Governo Renzi e Jobs Act

L’astensione dal lavoro, infatti, riguarderà scuola, pubblico impiego e comparto privato. La Cisl, impegnata nella mobilitazione per il rinnovo dei contratti pubblici, non aderirà. Per la leader Annamaria Furlan: “non ci sono motivazioni valide per fermare il Paese”. Diversa, invece, la posizione della Cgil, che venerdì scenderà in piazza, in prima linea, a sventolar le sue bandiere color rosso vermiglio. Il Sindacato di Corso d’Italia, guidato dall’impavida Camusso, cercherà di scuotere, graffiare, con urla e proclami, le stanze del potere. Tra gli obiettivi nevralgici, la lotta al Jobs Act ed alla Legge di Stabilità, il superamento della precarietà e l’abiura al mancato rinnovo dei contratti per ben sette milioni di lavoratori pubblici e privati. Ma gli adepti delle confederazioni, da troppo tempo costretti a strabuzzare gli occhi a causa dei vistosi disagi, tenteranno, altresì, d’imbastire e sollecitare un confronto costruttivo con Governo e Istituzioni locali.

Camusso proclama lo sciopero pubblico impiego

Camusso proclama lo sciopero pubblico impiego

Il Bel Paese, purtroppo, continua ad annaspare nelle obliose cloache della crisi economica. Lo dimostrano le statistiche. Gli effetti della debacle economica continuano a lacerare i tessuti sociali più deboli e ad esporli al serio rischio di povertà. Un rischio, anzi un vortice aleatorio, che cresce in maniera direttamente proporzionale al declino delle aspettative di lavoro; che, com’è noto, non sono certo delle migliori.

Lo “sciopero pubblico impiego” del 12 dicembre farà da cortina al tornasole del reale stato di salute delle Istituzioni italiane.

La speranza è che la politica economica e sociale possano davvero imboccare il sentiero della luce, anche perché: tutto ha una ragione se ha un ordine, altrimenti è caos.

Furlan proclama lo sciopero pubblico impiego

Furlan proclama lo sciopero pubblico impiego

In questi giorni, intanto, la Cisl è scesa in piazza. Le cause della mobilitazione albergano, essenzialmente, nel blocco dei contratti.

I dipendenti pubblici, infatti, attendono il rinnovo da ben 6 anni e, secondo alcune stime, avrebbero perso, mediamente, dai 3 ai 4 mila euro.

Le soluzioni per far ripartire lo sviluppo del Paese proposte dalla Confederazione affondano le proprie radici in un leitmotiv dal candore esterofilo: l’innovazione.

Investire in ricerca, istruzione e risparmio energetico: sono questi i motivi ricorrenti. Interessanti le dichiarazioni del Segretario Generale della Cisl, Annamria Furlan: “Le mobilitazioni della Cisl – spiega – non saranno solo un momento di protesta civile ma anche di proposte per cambiare il Jobs Act e la legge di Stabilità, per sollecitare un confronto costruttivo con il Governo, le istituzioni locali e le altre parti sociali. Noi facciamo solo sindacato. Si discute molto di Jobs Act – continua -, poco dei cambiamenti strutturali che possono far ripartire la crescita e l’occupazione. Le regole non bastano, per la svolta serve innovazione e ricerca”.

I motivi dello sciopero pubblico impiego per gnazio Messina di Idv

Ignazio Messina

Ignazio Messina

Con l’intento di far luce sull’operato del Governo Renzi e sulle cause dello sciopero pubblico impiego, qualche giorno fa, abbiamo sentito l’On. Ignazio Messina, Segretario Nazionale dell’Italia dei Valori.

La Riforma del Lavoro sullodata dal Ministro Poletti è una delle principali cause delle recenti manifestazioni sindacali. Secondo Lei il Jobs Act acuirà la crisi economica o lenirà le perplessità legate alla disoccupazione ed al precariato giovanile?

“Ritengo che al Senato si debba intervenire di nuovo sull’articolo 18 per una riforma del mercato del lavoro migliorativa, non peggiorativa.”

“L’Idv al Senato riproporrà lo ‘Sblocca Lavoro’, la proposta già depositata in Parlamento, perché la priorità non è come fare a licenziare meglio ma come fare per assumere meglio, solo così rimettiamo in moto l’economia del nostro Paese. L’articolo 18 è una tutela usata poco ma è un segnale politico forte. Gli imprenditori incontrati in giro per l’Italia non ci chiedono di togliere l’articolo 18, ci chiedono di sburocratizzare il sistema, di detassarle a partire dall’Irap e di favorire l’accesso al credito. Sono questi gli strumenti che servono, in primis”.

On. Messina, crede che il Governo Renzi possa davvero risollevare l’Italia dalle ceneri della crisi, oppure ritiene che l’eclissi della sovranità statale sia ormai divenuta irreversibile? Che cosa ne pensa, in generale, del Premier italiano?

“Se pensassi veramente che ci troviamo di fronte ad un’eclissi della sovranità statale, riterrei inutile tutto il lavoro al quale ci stiamo dedicando e che invece rappresenta un punto di forza. Certamente il periodo che l’Italia sta vivendo è veramente buio ma non ci si può rassegnare. Io credo che ci siano possibilità per venirne fuori ma non è semplice. Questo Governo ha dato una scossa e svecchiato il sistema ma noi giudichiamo di giorno in giorno, rispetto ai provvedimenti. Qualcuno non lo condividiamo, altri sì ma abbiamo le nostre proposte. La nostra parte la facciamo me sempre dalla parte dei cittadini”.

Calendario e date dello sciopero pubblico impiego

Ecco il calendario dello Sciopero Pubblico Impiego, patrocinato dalla Confederazione Italiana Sindacati Lavoratori (Cisl), finalizzato ad obbligare il Governo Renzi a riaprire il tavolo contrattuale:

  • Calendario sciopero pubblico impiego

    Calendario sciopero pubblico impiego

    Sciopero Generale e del Pubblico Impiego Cisl: A Firenze, il 2 dicembre, per le Regioni del Centro;

  • Sciopero Generale e del Pubblico Impiego Cisl: A Napoli, il 3 dicembre, per le Regioni del Sud;
  • Sciopero Generale e del Pubblico Impiego Cisl: A Milano, il 4 dicembre, per le Regioni del Nord;

Ecco, invece, le altre date relative allo sciopero pubblico impiego

  • Sciopero Generale e del Pubblico ImpiegoFedermot, Cobas, Cub e Usb: 9 dicembre – si fermeranno i giudici onorari e i lavoratori della Poste;
  • Sciopero Generale e del Pubblico Impiego: 11 dicembre – si asterrà la divisione Cargo di Trenitalia;
  • Sciopero Generale e del Pubblico Impiego Cgil, Uil, Ugl: venerdì 12 dicembre – astensioni da lavoro e manifestazioni pubbliche su tutto il territorio;
  • Sciopero Generale e del Pubblico Impiego: 15 dicembre – si fermerà l’unione nazionale dei Giudici di Pace;
  • Sciopero Generale e del Pubblico Impiego: 16 dicembre – si asterrà il personale turnista di Enav.

Antonio Migliorino

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto