Università telematica a distanza all’estero e valore legale in Italia

Redazione Controcampus 19 Maggio 2015

Tutto sull'università telematica a distanza all’estero: come funziona, quando e come fidarsi, quali Università all'estero rilasciano un titolo di studio con  valore legale in ItaliaNegli ultimi anni la diffusione delle università telematiche a distanza ha subìto un’impennata a dir poco notevole.

Ma, come spesso accade, c’è un rovescio della medaglia: crescono, in maniera esponenziale, i dubbi relativi alla validità legale dei titoli di studio da esse rilasciati. La laurea a distanza ha lo stesso valore di quella tradizionale?

Il punto sulla validità della laurea italiana, sull’università telematica a distanza all’estero e in Italia, sul riconoscimento della laurea in Svizzera e sul valore legale dei titoli esteri. Il tutto corroborato e rinvigorito dall’interessante parere di una voce istituzionale, quella del direttore generale dell’Università telematica Unipsa.

L’Avv. Massimo Maria Silvestri, che afferma: “I titoli conferiti dalla nostra università telematica sono validi”.

La laurea continua a simboleggiare un ottimo grimaldello, un passepartout aguzzo, adunco, in grado di aprire le serrature più dorate del panorama lavorativo italiano.

A sostenerlo, come ben saprete, è il Consorzio Almalaurea, autore di una pregevole e minuziosa indagine sullo stato di salute delle nostre università. Il titolo di laurea è tuttora un valido biglietto da visita; un pezzo di carta da esibire, all’occorrenza, a corredo dei propri curricula, nei più rinomati uffici della “giungla” occupazionale italiota.

Ma, al di là di questo, va detto, per correttezza ed onestà intellettuale, che non tutti i titoli accademici sono egualmente spendibili.

Dalla laurea italiana alla validità dei titoli rilasciati dall’università telematica a distanza

Esistono, cioè, delle lauree e delle figure professionali di gran lunga più gettonate, e contesti geografici storicamente meno “fertili” di altri. Fra i vari titoli di laurea esistenti, vi sono, dunque, delle discrepanze oggettive e soggettive. Difformità che talvolta, però, traggono fondamento da pregiudizi, titubanze e livori non del tutto giustificabili. Si pensi ai M.o.o.c, Massive Open Online Courses d’impronta paneuropea, alle piattaforme e-learning ed all’università telematica, da tempo immemore bersaglio delle critiche dell’opinione pubblica.

Negli ultimi tempi la diffusione delle Università a distanza ha subito un’impennata a dir poco notevole, attraendo migliaia di aspiranti corone d’alloro sia nel Bel Paese, sia nel resto d’Europa e del mondo. Le Università a distanza furono istituite dodici anni fa, con un decreto ministeriale (Moratti – Stanca) inerente ai criteri ed alle procedure di accreditamento dei corsi di studi telematici. Tecnicamente, sono degli istituti di istruzione superiore di livello universitario abilitati al rilascio di titoli accademici di valore legale, con modalità, appunto, di insegnamento a distanza.

Lezioni videoregistrate, cd-rom multimediali, test online, proficue interazioni con tutor e altri studenti in video conferenze: la formazione a distanza agevola, in maniera a dir poco lampante, coloro i quali, per motivi personali o lavorativi, non sono in grado di frequentare, con costanza, un normale corso di studi. L’università telematica a distanza, dunque, è figlie delle dirompenti trasformazioni della rete, e protende a sponsorizzare metodologie d’insegnamento più innovative e flessibili, ma non per questo di qualità inferiore.

La fruizione dei servizi didattici, però, impone, da un lato, l’utilizzo di personal computer e connessioni in rete (strumenti a dir poco indispensabili per abbattere qualsiasi tipo di barriera geografica) e, dall’altro, una ferrea auto-disciplina; gli studenti, infatti, non respirano quotidianamente l’aria degli atenei, e corrono il rischio di smarrire la retta via. Sarà anche per tale motivo, forse, che il sistema degli atenei telematici, seppur bagnato dal successo, stenta a decollare e necessita di repentini correttivi normativi.

Quanto al valore legale dei titoli, bisogna rammentare che le università a distanza “riconosciute” sono state dotate, sin dagli albori, della possibilità di rilasciare titoli equipollenti a quelli degli atenei tradizionali. Discorso a parte va fatto, invece, per l’università telematica con sede all’estero. In prima battuta va chiarito che non esiste alcun meccanismo automatico per il riconoscimento dei titoli accademici a livello europeo. Uno studente che desiderasse proseguire gli studi in un altro paese del vecchio continente dovrebbe mettersi in contatto con le autorità competenti al fin di ottenere il riconoscimento del proprio titolo. Ad ogni modo, il riconoscimento dei titoli universitari in Europa è regolato dalla Convenzione di Lisbona del 1997 del Consiglio d’Europa e dal sublime Processo di Bologna del 1999.

In tali normative si afferma, in soldoni, che “la competenza per il riconoscimento dei cicli e dei periodi di studio svolti all’estero e dei titoli di studio stranieri è attribuita alle università italiane ed agli istituti di istruzione universitaria, che la esercitano nell’ambito della loro autonomia e in conformità ai rispettivi ordinamenti, fatti salvi gli accordi bilaterali in materia”.

Intervista esclusiva all’Unipsa, università telematica a distanza

Desiderosi di far luce sul sistema delle università a distanza straniere e, in particolare, sulla validità dei titoli di laurea da esse rilasciati, abbiamo contattato l’Avv. Massimo Maria Silvestri, Direttore Generale dell’Unipsa, l’università telematica a distanza più rinomata della Svizzera Italiana.

Direttore Silvestri potrebbe parlarci del successo dell’università telematica a distanza Politecnico di Studi Aziendali e, in particolare, delle modalità d’iscrizione ai suoi corsi di studio?

“Il successo della nostra università è sempre stato legato alla possibilità di riconoscimento dei crediti per l’esperienza professionale pregressa, già fin dalla sua fondazione nel 1987. Ora anche in Europa con il programma life long learning si è data molta importanza alla valutazione della esperienza professionale e si è regolata la possibilità di tramutare questa esperienza in crediti universitari. Altra peculiarità che ha decretato il nostro successo è la possibilità di sostenere gli esami online, cosa non permessa nemmeno nelle università cosiddette telematiche italiane, dove l’esame comunque deve essere sostenuto in presenza. Queste particolarità ci hanno proiettato verso un target specifico, gli adulti lavoratori che così trovano il modo più agevole di completare i propri studi universitari. Possono iscriversi tutti gli adulti lavoratori (manager, professionisti. Imprenditori) che abbiano il possesso almeno di un diploma di scuola superiore (maturità) e che abbiano 3 anni di significativa esperienza professionale documentata. Secondo il sistema VAE validazione delle esperienze un nucleo di valutazione interno valuta ciascuno studente e prospetta un percorso di studi individuale con esenzione parziale o totale dagli esami di profitto e, se del caso, con ammissione diretta alla preparazione di una tesi, che sarà poi discussa in presenza”.

Università telematica a distanza in Svizzera: ecco come funziona

Nella sezione info generali del sito dell’Università telematica a distanza Politecnico degli Studi Aziendali (Unipsa), si affronta un tema a dir poco nevralgico: il riconoscimento dei titoli dell’università telematica a distanza nei Paesi membri dell’U.E.

Potrebbe, cortesemente, rendere edotti i nostri lettori in merito al meccanismo della validità ai fini del riconoscimento e della spendibilità dei vostri titoli accademici in Italia?

Che differenza c’è tra il riconoscimento accademico per la prosecuzione degli studi e il riconoscimento (non automatico) per fini diversi dalla prosecuzione degli studi?

“Il riconoscimento dei titoli universitari in Europa è regolato dalla Convenzione di Lisbona del 1997 del Consiglio d’Europa. In Italia la Convenzione è stata ratificata dalla legge 148/2002 e relativo regolamento attuativo il D.P.R 189/2009 che regola le ipotesi di riconoscimento per fini diversi da quello del proseguimento degli studi. La Convenzione ha stabilito dei principi innovativi rispetto alla situazione precedente e la possibilità di un riconoscimento finalizzato per il proseguimento degli studi in un’università di un altro paese a meno che non si possa dimostrare che esista una differenza sostanziale fra i piani di studio. La competenza a decidere spetta alle singole università. La legge italiana ha abrogato esplicitamente la normativa precedente che prevedeva la cosiddetta equipollenza cioè la conversione fra il titolo straniero con il rilascio del corrispondente titolo italiano. Le differenze fra il riconoscimento a fini accademici e quelli diversi sono costituite dalle procedure e dagli organi che hanno la competenza a decidere, ma i principi non divergono”.

I diplomi di laurea triennale conseguiti, ad esempio, in economia aziendale, presso la vostra università telematica sono validi ai fini del riconoscimento totale o parziale in Italia?

Si tratta, cioè, di titoli equipollenti a quelli conseguiti in un ateneo italiano ? “I titoli conferiti dalla nostra università telematica sono validi ai fini della possibilità del riconoscimento ai sensi della Convenzione di Lisbona del 1997 e per fini diversi previsti e regolati dalla legge 148/2002.

L’equipollenza, come detto in precedenza, è stata cancellata e sostituita dal riconoscimento finalizzato, proprio di una integrazione dello spazio comune europeo dopo la dichiarazione di Bologna del 1999”.

Antonio Migliorino

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto