Ddl Scuola 2015: da riforma a legge Buona Scuola Renzi, cosa cambia

Redazione Controcampus 13 Luglio 2015

Il Ddl Scuola 2015 dopo l'approvazione in parlamento dal Senato alla Camera, dalla Riforma ora è Legge Buona Scuola Renzi: ecco cosa cambia, scarica testo nuova legge scuola.

Il ddl Scuola è legge, approvata la Riforma il 9 Luglio.

Dopo mesi di barricate, ritardi, modifiche, la Camera approva in via definitiva il Ddl scuola 2015 Giannini-Renzi: 277 sì, 173 no e 4 astenuti nel voto finale a Montecitorio dopo la terza lettura.

Via immediato per le assunzioni ddl Scuola (36.627 docenti assunti entro il 31 agosto), mentre per autonomia scolastica, poteri dei presidi, formazione e valutazione dei docenti appuntamento all’anno prossimo.

Intanto esplode la furia di sindacati e mondo della scuola, che annunciano un autunno bollente: riforma coi paraocchi, pagina nera ma non è finita.

Ddl Scuola “al microscopio” nella lettura del Segretario Domenico Pantaleo (FLC CGIL).

Dalle slide di Palazzo Chigi, ai 12 punti fino al voto del 9 luglio scorso, la strada è stata accidentata. Contestazioni, pressioni interne ed esterne, scioperi di massa. Ma alla fine ce l’ha fatta. Emendamenti e mobilitazioni, di piazza e on web, non hanno scalfito la fiducia, granitica, con la quale, già nel Settembre scorso, il Governo aveva certificato la bontà degli interventi promossi con il Ddl scuola 2015.

Ddl Scuola 2015, testo e legge che divide: PD spaccato ed opposizioni in rivolta

Testo nuova legge sulla scuola del Governo Renzi: tutte le novità <<< clicca e scarica

Renzi accelera e porta a casa la partita. Vittoria di Pirro, commentano i contrari: solo 277 sì, quasi 40 voti sotto la maggioranza assoluta. La legge meno votata dell’era Renzi. Numeri che raccontano un dissenso “intestino” mai così evidente in casa PD. In 39 hanno disertato il voto, tra cui big del calibro di Pier Luigi Bersani Gianni Cuperlo e Roberto Speranza. Compattissimo il fronte del no: la Lega risponde picche all’introduzione della teoria gender, Sel sventola cartelli bianchi e blu: “Oxi alla ‘buona scuola’ di Renzi”, mentre il M5s protesta con una lettura corale degli articoli 3, 33 e 34 della Costituzione dedicati alla scuola e alla ricerca.

Ddl scuola 2015: novità alla Camera per la Riforma della Scuola

Al ddl Scuola o Legge Scuola, che dir si voglia, l’arduo compito, ora, di dimostrare se Renzi saprà montare il cavallo di battaglia dell’autonomia o, se invece, finirà disarcionato nella polvere. Di seguito gli interventi più attesi.

  • Cosa succederà con la nuova legge scuola – Il nuovo Piano straordinario di assunzioni previsto dal nuovo Ddl Scuola darà alla scuola l’8% di docenti in più, una media di 7 insegnanti aggiuntivi per ciascun istituto. Oltre 100.000 docenti saranno dunque assunti quest’anno attingendo dalle Graduatorie ad esaurimento e dalle Graduatorie di merito. Una parte sarà assunta a luglio, un’altra a settembre e un’altra ancora a fine ottobre.
  • Finanziamenti e ampliamento dell’offerta didattica – Approvato il finanziamento aggiuntivo di 3 miliardi a regime sul capitolo istruzione e un piano di assunzioni per la copertura delle cattedre vacanti. L’intera comunità scolastica sarà coinvolta nell’elaborazione del Piano dell’offerta formativa con il Ddl Scuola, il documento costitutivo dell’identità culturale e progettuale di ogni istituto. Continua l’investimento dello Stato sull’edilizia scolastica, con fondi per gli interventi di manutenzione, ma anche per la costruzione di strutture innovative. L’offerta formativa sarà declinata in base alle esigenze degli studenti e coerente con la necessità di orientarli al futuro. Sarà predisposta una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti in alternanza. I ragazzi potranno esprimere una valutazione sull’efficacia dei percorsi effettuati.
  • Presidi e poteri – I dirigenti scolastici secondo il Ddl Scuola 2015 diventano leader educativi: meno burocrazia e più attenzione all’organizzazione della vita scolastica. Dovranno essere i promotori del Piano dell’offerta formativa e avranno la possibilità, a partire dal 2016, di mettere in campo la loro squadra individuando, sui posti che si liberano ogni anno, i docenti con il curriculum più adatto a realizzare il progetto formativo del loro istituto. L’individuazione dei docenti da parte dei presidi avverrà all’interno di ambiti territoriali predisposti dagli Uffici Scolastici Regionali (chiamata diretta9. Il dirigente potrà promuovere iniziative sull’orientamento e per la valorizzazione delle eccellenze. L’operato dei capi di istituto sarà sottoposto a valutazione.
  • L’alternanza scuola-lavoro – L’alternanza scuola-lavoro sarà garantita a tutti nell’ultimo triennio delle scuole superiori, licei compresi, si potrà fare anche all’estero e nelle istituzioni culturali.
  • Rafforzamento dell’edilizia scolastica e sì al digitalizzazione –  Sul digitale e l’innovazione l’investimento diventa permanente nel Ddl scuola 2015: dopo i primi 90 milioni, ce ne saranno altri 30 all’anno a partire dal 2016. Non solo: il ddl scuola prevede un bando (300 i milioni) per la costruzione di scuole altamente innovative dal punto di vista architettonico, impiantistico, tecnologico. Scuole ‘green’ e caratterizzate da nuovi ambienti di apprendimento digitali. Viene istituita la Giornata nazionale per la sicurezza nelle scuole.

Dal Ddl scuola 2015 alla riforma sulla “Buon Scuola per Pantaleo

Domenico Pantaleo

Domenico Pantaleo

Il sì alla Camera, ovviamente, non spegne i riflettori sulla Legge Scuola. Proviamo, allora, a mettere sul tappeto criticità e prospettive del ddl Scuola, muovendo da una domanda apertissima: quella che comincia adesso sarà finalmente una “Buona Scuola”?

Siamo di fronte ad un capolavoro di miopia politica oppure ad una svolta coraggiosa ed incompresa? Lo abbiamo chiesto a Domenico Pantaleo, Segretario Generale Flc Cgil.

Segretario Pantaleo, dopo una tormentata “gestazione”, il ddl Scuola diventa legge.

La priorità, ovviamente, rimane l’immissione in tre fasi dei 100mila precari promessa da Renzi. Cosa giudica i tempi e le modalità del Piano assunzionale straordinario? E quale destino possiamo immaginare per TFA e PAS?

“Il piano di assunzioni di 100.000 docenti è importante ma non cancella il precariato nella scuola e anzi rischia di stabilizzare una parte e di licenziarne tantissimi altri con l’evidente intento di dividere i precari. Non si svuotano nemmeno le graduatorie a esaurimento perché non si prevede l’assunzione dei docenti precari dell’infanzia, della primaria e di classi di concorso che non hanno più posti disponibili. Il governo non intende attuare la sentenza della corte di giustizia europea che impone il diritto alla stabilizzazione per coloro che hanno maturato 36 mesi di servizio su posti disponibili. Si prevede un limite massimo di 36 mesi del durata dei contratti a tempo determinato con il chiaro intento di rendere impraticabile le future stabilizzazioni. Quella norma è chiaramente illegittima ma sopratutto mortifica la dignità e le competenze di tantissimi docenti. Gli ATA sono esclusi dalle stabilizzazioni e anzi 2000 assistenti amministrativi precari a settembre saranno licenziati per effetto della legge finanziaria.  Noi proponiamo un piano pluriennale che garantisca a tutti i precari aventi titolo (tutti gli iscritti GAE, abilitati PAS, TFA della seconda fascia, idonei del concorso, laureati in scienze della formazione primaria) processi di stabilizzazione a tempo indeterminato prima di bandire un nuovo concorso. Data l’urgenza dei tempi e i tanti adempimenti autorizzativi e amministrativi è urgente un decreto che comprenda anche gli ATA con 36 mesi di servizio. Renzi e il suo Governo vogliono ricattare il Parlamento condizionando l’ingresso in ruolo dei precari con l’approvazione rapida di una riforma inaccettabile e incostituzionale.”

L’approvazione del ddl Scuola getta, a Suo dire, ombre nefaste sul futuro del nostro sistema scolastico, a coronamento di una strategia politica miope, che ha programmaticamente messo fuori gioco ogni forma di ascolto e di dialogo, fino all’accusa di “incostituzionalità” sollevata a più voci da più parti, e non solo da parte dei sindacati.

Ci spiega meglio?  Cosa cambia con il ddl Scuola?

“Il ddl Scuola configura una brutta scuola che allarga le disuguaglianze sociali e territoriali, calpesta diritti e libertà, cancella la contrattazione e impone un modello autoritario. Si mette in discussione la scuola pubblica come “organo costituzionale”.

“Non si intravede alcun disegno di cambiamento del sistema di istruzione che affronti temi strategici come l’elevazione dell’obbligo scolastico a 18 anni, la revisione dei cicli, la lotta alla dispersione scolastica, l’apprendimento permanente, il diritto allo studio, un piano credibile di edilizia scolastica e messa in sicurezza delle scuole. Gli investimenti sono del tutto insufficienti per innovare veramente la scuola italiana. Sono concessi sgravi i fiscali ai ricchi per favorire le scuole paritarie ma si continuano a negare risorse alle scuole statali. Tutto il disegno di legge sulla brutta scuola è finalizzato a interventi sull’organizzazione e non a migliorare didattica e programmi. Insomma non c’è traccia di un progetto di scuola aperto a tutti, obbligatoria e gratuita utile a superare gli ostacoli all’uguaglianza e alla libertà.”

Nell’occhio del ciclone, il ruolo dei superpresidi. Quelli che emergono dal ddl scuola assomigliano di più ai padri padrone dei fratelli Taviani che non ai leader educativi decantati dal duo Renzi-Giannini. Che Opinione si è fatto in merito?

“L’autonomia scolastica nel disegno di legge sulla brutta scuola riporta indietro la lancetta dell’orologio. Viene superata la funzione degli organi collegiali nel favorire la partecipazione di tutte le componenti dell’autonomia scolastica alla programmazione dell’offerta formativa. Si esporta anche nelle scuole l’uomo solo al comando concentrando i poteri tutti nelle mani dei dirigenti scolastici. Il disegno di legge lede la liberta’ di insegnamento e quindi l’art.33 della Costituzione consentendo al solo dirigente scolastico di assumere direttamente gli insegnanti, di assegnare incarichi ai docenti del suo staff, di concedere premi per 200 milioni senza criteri nazionali decisi dalla contrattazione. Nel passaggio alla camera si e’ peggiorato il testo introducendo un nucleo di valutazione formato da docenti, studenti e genitori che senza criteri e competenze dovrebbe sostenere le scelte del dirigente scolastico. Caso unico in tutte le pubbliche amministrazioni ai DS vengono assegnati contemporaneamente compiti di programmazione, indirizzo e gestione. In base al Ddl scuola 2015 i nuovi assunti non sono più valutati dai pari ma dal solo dirigenti scolastico  il quale sente il comitato di valutazione e può rescindere il contratto a chi non ha superato l’anno di prova. Siamo di fronte a rischi evidenti di discriminazioni e abusi. Per tutte queste ragioni bisogna fermare questa legge scuola, fare un provvedimento urgente per le immissioni in ruolo e cambiare radicalmente i contenuti.”

Ora che la “brutta scuola”, uso una Sua espressione, è diventa legge, come reagirà il mondo della scuola?

“La mobilitazione continuerà con tutti i mezzi possibili. Ci opporremo al Ddl Scuola e a settembre in tutti i modi possibili all’attuazione di quei contenuti che distruggono la scuola pubblica”.

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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto