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23 Novembre 2018

Origini della giornata contro la violenza sulle donne e femminicidio

Origini della giornata contro la violenza sulle donne
Origini della giornata contro la violenza sulle donne

Origini della giornata contro la violenza sulle donne

Ecco le origini della giornata contro la violenza sulle donne: dal ricordo dell’assassinio delle tre sorelle Mirabal, all’incontro femminista Latinoamericano e dei Caraibi del 1981.

Cos’è la violenza sulle donne, quali sono i dati ed i tipi di violenza sulle donne? Qual è la definizione ONU sulla violenza di genere? la storia cosa ci racconta? Le donne che subiscono violenza hanno possibilità di avere un sostegno psicologico? Queste le domande a cui risponderemo oggi per comprendere a fondo le origini della giornata contro la violenza sulle donne. 

La violenza sulle donne è molto diffusa nel mondo. Quando parliamo di violenza sulle donne, ci riferiamo alla violenza subita da parte di uomini, in particolare dai propri partner o dai propri familiari e si riferisce ad ogni gesto messo in atto con l’intenzione di fare del male o terrorizzare la vittima. Assume diverse forme e la più pericolosa si svolge tra le mura di casa.

I dati Istat violenza sulle donne parlano di una forte crescita del fenomeno. Dal 2000 ad oggi le donne vittime di omicidio nel nostro Paese sono state tremila ed il numero continua a crescere sempre più. Nel 2016 c’è stato un aumento del 5,6%. La maggioranza degli omicidi sono avvenuti al nord, tra le mura di casa ed una donna su quattro ha subito violenze per diverso tempo prima. Le persone anziane sono ancora più a rischio, in quanto più indifese.

Origini della giornata contro la violenza sulle donne: quando è nata e perché il 25 novembre

Abbiamo compreso cos’è la violenza sulle donne, dove si svolge prevalentemente e i dati istat cosa riportano del fenomeno del femminicidio. Ma quali sono le origini della giornata contro la violenza sulle donne? Quando nasce? E perché?

La giornata internazionale contro la violenza sulle donne nasce da un’esigenza, l’esigenza di sensibilizzare l’opinione pubblica verso una tematica forte, che spesso passa inosservata. Il 25 novembre è la data scelta da un gruppo di attiviste riunitesi nell’Incontro Femminista a Bogotà del 1981 e che l’ONU ha ufficializzato per invitare i governi, le organizzazioni internazionali e le ONG a svolgere forti attività di divulgazione. È una ricorrenza istituita tramite la risoluzione numero 54/134 del 17 dicembre 1999. 

La data fu scelta in ricordo dell’assassinio del 1960 delle tre sorelle Mirabal, considerate esempio di donne rivoluzionarie. Esse furono le prime a contrastare il regime di Rafael Leónidas Trujillo (1930-1961), il dittatore che tenne la Repubblica Dominicana nell’arretratezza e nel caos per oltre 30 anni. 

Le tre sorelle, mentre si recavano a far visita ai loro mariti in prigione, furono bloccate da alcuni agenti di Polizia, condotte in un luogo nascosto e massacrate a colpi di bastone e successivamente strangolate. Furono poi riposte di nuovo nella propria auto e gettate in un burrone. Gli agenti pensarono di simulare un incidente, ma durante le analisi, fu chiaro che le tre donne non erano morte a causa di un incidente, ma a causa di torture.

Riflessioni sulle origini della  giornata contro la violenza sulle donne

In Italia, storicamente, la simbologia ha sempre avuto un forte valore. Soprattutto al sud gli usi e costumi sono infiniti e tutti rimandano ad un significato particolare. Come da tradizione, anche per la giornata del 25 novembre sono stati scelti dei simboli. Ecco quali:

  • colore arancione (per l’Italia Rosso), che l’Ente delle Nazioni Unite per l’uguaglianza di genere ha scelto come simbolo di un futuro in cui le donne si saranno liberate della violenza degli uomini.
  • scarpe rosse lasciate abbandonate su tante piazze del nostro Paese per sensibilizzare l’opinione pubblica. L’idea dell’artista messicana Elina Chauvet, partita da un’installazione che ha fatto il giro del mondo, è diventato ben presto il simbolo per denunciare il femminicidio.
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