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22 novembre 2018

Significato della violenza domestica: definizione, origini e reato

Significato della violenza domestica
Significato della violenza domestica

Significato della violenza domestica

Qual’è significato della violenza domestica: definizione del temine nel vocabolario della lingua italiana, origini del femminicidio e quali sono le forme di reato della violenza sulle donne, dall’aggressione verbale, emotiva e psicologica alla violenza fisica, sessuale e finanziaria.

Qual è la definizione di violenza domestica? È reato il femminicidio? Esiste una legge contro la violenza domestica e contro le donne?

Cosa fare quando si vivono esperienza di femminicidio? Sotto quali forme si nasconde? La violenza psicologica è meno dura di quella fisica? queste le domande a cui risponderemo oggi per capire il significato della violenza domestica.

La violenza da sempre è stata una forma di controllo. Molto spesso non si manifesta apertamente. Anzi è subdola e si articola in più fasi.

La prima fase è l’intimidazione, in questa fase il tuo partner fa di tutto perché tu viva in uno stato costante di paura e molto spesso si nasconde dietro la gelosia.

La seconda fase è l’isolamento. Grazie ad infinite lamentele e sottili ricatti si cade spesso in un vortice di ascolto forzato solo per non “creare problemi” o per mantenere una forma di equilibrio nella coppia. Le tensioni però continuano a crescere sempre più finché non giunge la fase della svalorizzazione. Molto spesso a quest’ultima fase segue la violenza vera propria, quella fisica, che in un certo senso costringe ad allontanarsi forzatamente da diversi ambienti (familiari, di lavoro, di amicizie). In Italia, ad oggi, la violenza domestica, quando riconosciuta è reato, ma ancora sottovalutato in primis dalle vittime stesse.

Significato della violenza domestica definizione del temine nel vocabolario, origini e reato

Abbiamo compreso le fasi di una violenza domestica, ma quali sono le origini del reato?

Nella definizione di violenza domestica sono comprese molteplici azioni e comportamenti che mirano all’ affermazione del potere e del controllo sull’altra persona, sul suo agire e pensare. E la cosa che ancora oggi (nel 2018) stupisce ancora è che può succedere a chiunque.

In Italia i maltrattamenti in famiglia sono considerati un reato e vi sono delle norme che regolano la vita delle vittime.Il reato è procedibile sia d’ufficio (senza una formale denuncia dell’offeso), sia a querela di parte. Dopo la denuncia avranno inizio le indagini e solo dopo accurate analisi si potranno prendere provvedimenti contro l’aggressore. Ma sotto quali forme si presentano?

  • abusi verbali e psicologici;
  • abusi sessuali (baci non desiderati, l’esser toccata senza che tu lo voglia, l’attività sessuale violenta);
  • violenza fisica;
  • violenza economica (controllo maniacale dei tuoi conti bancari, sottrazione di denaro, essere umiliata nel caso sia lui a guadagnare la maggior parte del denaro).

E quali sono le pene? La pena per chi è colpevole del reato di violenza verso familiari o conviventi è quella la reclusione da due a sei anni. In altri casi si fa riferimento a reati di ingiuria, percosse e minacce.

Riflessioni sul significato della violenza domestica e contro le donne

La violenza domestica ad oggi, nonostante sia molto conosciuta, passa sempre più inosservata. Molto spesso basta davvero poco per far si che da un litigio si passi  ad alzare le mani e una volta successo può capitare molto facilmente anche altre volte.

Molto, troppo spesso si tende a perdonare, a giustificare queste dinamiche. Si tende ad attribuire tutto alla rabbia feroce, ad un momento, ma troppo spesso quel “momento” si ripete. E sempre molto spesso la donna non si rende conto del pericolo che corre perdonando.

Il perdono a volte si concede troppo facilmente, lasciando sempre più sotto le scarpe il rispetto che ogni donna meriterebbe. Studiando la letteratura classica o moderna, la donna è sempre stata vista come una dea, da ammirare, da venerare, da sfiorare con un sol dito solo per farle provare la felicità e nient’altro, ma ogni giorno di più queste lezioni di vita vengono dimenticate per fare spazio all’istinto. Alla voglia di far girare le cose in una determinata direzione. Una sola, ma quella sbagliata.

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