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21 Marzo 2019

Alternanza scuola lavoro 2019: novità ore e cosa cambia

Alternanza scuola lavoro 2019
Alternanza scuola lavoro 2019

Alternanza scuola lavoro 2019

Buona scuola e alternanza scuola lavoro: tutte le novità della Legge di Bilancio del 2019: come cambia, quante ore da svolgere obbligatoriamente e in che modo riguarda l’esame di Maturità.

I numerosi mutamenti degli ultimi tempi nel campo dell’Istruzione non hanno risparmiato nemmeno lei: la tanto discussa alternanza scuola- lavoro.

Al di là delle posizioni pro e contro in merito, risulta utile sapere di che si tratta e come funziona dopo la nuova normativa. La sua conoscenza infatti può essere un valido strumento per gli studenti affinché possano pianificarne al meglio lo svolgimento.

D’altra parte non sarà superflua neanche per i docenti, così da poter assolvere totalmente al proprio ruolo di guida nella scuola.

L’alternanza scuola- lavoro deve la propria introduzione alla legge 107/2015 meglio nota come Buona Scuola.

L’obiettivo di tale svolta è incrementare le opportunità lavorative degli studenti e guidarli nell’orientamento. Dunque da allora tutti gli studenti del triennio superiore sono tenuti a svolgerla. In tal modo potranno confrontarsi per la prima volta col mondo del lavoro e mettere in pratica i principi teorici fino ad allora appresi.

Ultime novità sul progetto alternanza scuola lavoro 2019: cosa cambia nella normativa

Risulta doveroso precisare che l’alternanza non cesserà di esistere. I ragazzi frequentanti gli ultimi tre anni di superiori quindi continueranno a vivere tale esperienza concreta. Per chiarire le idee in merito sarà bene vedere in che modo si svolge.

Gli studenti potranno contare sulla figura di un tutor interno. Un docente che li guiderà nella scelta del percorso più conforme alle proprie attitudini e ambizioni. Al di fuori della scuola saranno invece coadiuvati dal tutor esterno,appartenente all’azienda prescelta.

Per cominciare, il giovane discente, dovrà accettare firmando il Patto Formativo. Ossia le norme vigenti in quello specifico luogo di lavoro. C’è da sottolineare inoltre l’esistenza di una Carta dei diritti e dei doveri degli studenti nell’alternanza. Tale documento nasce con l’obiettivo di tutelare i ragazzi e per garantire la giusta sicurezza nello svolgimento della pratica.

Una volta terminata l’alternanza lo studente compilerà un modulo di valutazione per render conto della propria esperienza. Allo stesso tempo riceverà un Certificato delle competenze acquisite.

Fino a qui dunque sembrerebbe tutto regolare. Ma la Legge di Bilancio 2019 ha introdotto importanti novità in merito. All’interno, oltre alla relativa trattazione delle risorse finanziare destinate alle scuole, sono elencati anche diversi cambiamenti.

Una novità importante sarà il cambio denominativo. Non troveremo più la pratica menzionata quale alternanza scuola – lavoro. Ma bensì come “Percorsi per le competenze trasversali e per l’orientamento”. La nuova nomenclatura dunque mira a chiarire in maniera istantanea i propri obiettivi.

Contrariamente a ciò che affermava la Buona Scuola inoltre, lo svolgimento del percorso non è più considerato preclusivo per l’esame di Stato. Ma rimane in ogni caso obbligatorio, tanto più che all’orale della nuova Maturità ne sarà richiesto un resoconto.

Ore obbligatorie dalla Buona Scuola alla nuova legge di Bilancio 2019

La legge di Bilancio ha comportato anche un altro importante mutamento sul piano pratico. La stessa infatti introduce delle modifiche inerenti il numero di ore da svolgere per tutti gli istituti secondari di secondo grado.

La Buona Scuola prevedeva un ammontare totale di 400 ore per il triennio degli istituti tecnici e professionali e di 200 per i licei. Il 2019 porta invece dei sospiri di sollievo per gli studenti, poiché le ore risultano drasticamente ridotte.

Il numero minino consentito di ore da svolgere sarà infatti di:

  • 210 per gli istituti professionali;
  • 150 per gli istituti tecnici;
  • 90 per i licei.

I cambiamenti apportati saranno in vigore da questo stesso anno e tutti gli istituti dovranno attenervisi rimodulando l’organizzazione dei percorsi, anche di quelli già avviati.

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