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19 Marzo 2019

Aprire una partita Iva regime ordinario: come funziona, costi e tassazione

Aprire una partita Iva regime ordinario
Aprire una partita Iva regime ordinario

Aprire una partita Iva regime ordinario

Ecco come aprire una partita Iva regime ordinario: consigli utili per capire come funziona per imprese e professionisti, quali sono i costi e quale la tassazione, spese e detrazioni.

La ditta individuale e le società che svolgono una attività economica devono aprire una partita Iva. Lo stesso vale per il Dottore commercialista, per l’Avvocato o per il Consulente del lavoro. Il regime da adottare può essere quello ordinario, forfettario, dei minimi o agevolato per i giovani. La domanda deve essere presentata all’Agenzia delle Entrate direttamente online o presso lo sportello. Da gennaio 2019 entra in scena la fattura elettronica, anche tra privati, fatta eccezione per i contribuenti nel regime dei minimi e nel forfettario. L’aliquota Iva da applicare dipende dall’attività svolta, quella ordinaria è del 22%.

L’apertura della partita Iva è a costo zero però questo non vuol dire che non ci sono costi.

I costi annuali che devono essere sostenuti da chi apre una attività e quindi una partita IVA hanno una quota fissa e una variabile. La tassazione varia in relazione al regime adottato.

Come aprire una partita Iva regime ordinario costi e modelli AA7/10 e AA7/10 – scarica PDF

Modello AA9/12 apertura Partita Iva per ditte individuali e i professionisti << SCARICA

Modello AA7/10 Agenzia delle Entrateapertura di partiva IVA per società << SCARICA

Per aprire una partita Iva bisogna inviare un modello all’Agenzia delle Entrate. Il modello non varia in base al regime scelto, ma è diverso a seconda della forma giuridica scelta per iniziare l’attività. Le ditte individuali e i professionisti devono utilizzare il modello AA9/12 mentre le società devono utilizzare il modello AA7/10.

Le imprese e i professionisti (Dottore commercialista, Avvocati, Consulenti del Lavoro) obbligati all’iscrizione nel Registro imprese devono inviare i modelli con la Comunicazione Unica che vale quale assolvimenti di tutti gli adempimenti amministrativi previsti per l’iscrizione al Registro Imprese ed ha effetto ai fini previdenziali, assistenziali, fiscali nonchè per l’ottenimento della partita Iva. Se l’iscrizione al Registro imprese non è obbligatoria, i modelli possono essere inviati a qualunque ufficio dell’Agenzia delle Entrate, a mezzo servizio postale, per via telematica direttamente dal contribuente o da un professionista intermediario abilitato.

Per le ditte e società che hanno deciso di aprire una partita Iva in regime ordinario, nei moduli non deve essere compilato il quadro “Regimi fiscali agevolati”. In caso contrario deve essere indicato il numero 1 per l’adozione del regime agevolato per l’imprenditoria giovanile e il numero 2 per il regime forfettario.

I costi di apertura e quelli di mantenimento sono pari a zero, salvo il compenso pagato al  professionista per l’invio della pratica. L’esborso è dovuto solo per l’iscrizione alla Camera di Commercio e al versamento dei diritti di segreteria.

Tassazione partita Iva in regime ordinario e costi di chiusura: quali sono

Il regime fiscale di contabilità ordinario è quello naturale delle società di capitali. Per la ditta individuale e per le società di persone può essere adottato in caso di ricavi elevati, oltre 400.000,00 euro per le prestazioni di servizi e oltre i 700.000,00 euro per le cessioni di beni. Per i professionisti il regime si applica solo per opzione.

Chi decide di aprire una partita Iva in regime ordinario deve pagare l’Iva, è soggetto alla ritenuta d’acconto e non ha diritto alla semplificazione contabile. L’adozione di tale regime comporta la tenuta dei libri IVA, nonchè dei registri contabili previsti dal codice civile nonchè di altri registri previsti da disposizioni di legge. Per di più vi è l’obbligo della dichiarazione IVA trimestrale e annuale.

La tassazione sul reddito è piena, ossia è elevata rispetto a quella prevista dal regime forfettario.

Aliquota IRES al 24% – IRPEF varia per scaglioni di reddito: ecco quali

  • 23%, per i redditi fino a euro 15.000,00;
  • 27%, per i redditi da euro 15.000,00 a euro 28.000,00;
  • 38%, per i redditi da euro 28.000,00 a euro 55.000,00;
  • 41%, per i redditi da euro 55.000,00 a euro 75.000,00;
  • 43%, per i redditi oltre 75.000,00.

Sono piene anche le addizionali regionali e comunali e l’Irap. Il regime ordinario è d sicuto quello che prevede il regime di tassazione più elevato e non prevede una semplificazione in termini di tenuta della contabilità. Al contrario, il regime forfettario oltre a prevedere un elevato livello di semplificazione, prevede una imposta  del 15% sostitutiva delle imposte sui redditi, delle addizionali regionali e comunali e dell’Irap.

In caso di chiusura della partita Iva deve essere utilizzato lo stesso modello adottato in fase di apertura e presentarlo a qualsiasi ufficio entro 30 giorni dalla data di cessazione dell’attività. L’Agenzia delle Entrate procede alla chiusura d’ufficio della partita Iva in caso di inattività, di impresa o professionale, nelle tre annualità precedenti. Non ci sono costi di chiusura fatta eccezione per il versamento dei diritti di segreteria dovuti in caso di cancellazione dalla Camera di Commercio.

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