Novità maturità 2020 con il nuovo ministro al MIUR: cosa cambia

Daniela Saraco 23 Settembre 2019

Ultime novità maturità 2020 con il nuovo ministro al MIUR: ecco cosa cambia con il nuovo Ministro dell'istruzione Bussetti.

Quali sono le novità per la maturità 2020 con il nuovo ministro dell’istruzione Fioramonti?

I futuri maturandi si fanno mille domande visti, considerati i cambiamenti repentini che hanno interessato non solo l’esame di Stato durante l’ultimo anno, ma il cambio dello stesso ministro. Infatti,  la tesina è stata abolita dall’ex Ministro Bussetti, e tante le novità apportate alle prove. Appena salito in carica, il Ministro Fioramonti ha subito tranquillizzato tutti. Non ci saranno, difatti, tante novità per gli esami di Stato che , pare, rimangono quelli dell’edizione 2019.

Riportiamo, di seguito, le principali caratteristiche della maturità riformata dal DL 62/2017, comprese le modifiche stabilite dal Miur lo scorso anno:

  • prima prova, composta da 7 tracce e tre tipologie diverse: analisi del testo (2), testo argomentativo (3) e tema di attualità(2).
  •  seconda prova può essere multidisciplinare, interessando quindi due o più materie.
  • prova orale, parte  con un argomento estratto dallo studente (tra tre “buste” proposte dai commissari), per poi continuare con la relazione sul PCTO – o ex alternanza scuola lavoro – e le domande di Cittadinanza e Costituzione.
  •  terza prova abolita.

Il punteggio massimo da raggiungere è di 100/lode. Si ottiene con 20 punti ad ogni prova (scritti e orale) e 40 punti di credito scolastico.

Novità maturità 2019: cosa cambia per gli esami di stato con il nuovo ministro al MIUR Bussetti

Il Miur decide ogni anno come si svolgono  le prove dell’esame di maturità , con l’ordinanza ministeriale dedicata agli esami di Stato. Bisogna, dunque, aspettare il provvedimento per verificarne i cambiamenti.

Fatto certo è che il nuovo Ministro dell’Istruzione punta molto sul valore delle scuole e dell’istruzione stessa. Dichiara, infatti, :” Spesso la scuola è anche il primo se non unico presidio delle istituzioni con cui i cittadini vengono in contatto. Ed è per questo che negli anni le sono stati delegati molti e forse troppi compiti che adesso si rivelano indispensabili come barriere al disagio e alla dispersione scolastica: dall’assistenza psicologica alla cura dei disagi alimentari, dalla educazione all’ambiente a quella alla salute o alla sicurezza stradale. “ Dice ancora :”Attraverso la scuola dobbiamo comunicare loro la possibilità di creare un Paese migliore. La Scuola è l’unico punto da cui tutti i nostri studenti possono in qualche modo rilanciarsi, ripartire. Lo stesso vale per l’Università e il mondo della Ricerca.”

Potrebbe, invece, essere inserito un curriculum dello studente che , insieme al diploma, riporta oltre il giudizio scolastico, le competenze professionali, artistiche, linguistiche e personali  dello studente.

Dall’alternanza scuola alle prove Invalsi: cosa cambia agli esami di stato

Con la riforma dell’esame di Stato la partecipazione alle prove Invalsi e l’alternanza scuola lavoro risultano obbligatorie ai fini dell’ammissione all’esame. Lo scorso anno, però, l’obbligatorietà non è stata rispettata. Quindi è compito del nuovo ministro comunicare se è  necessario completare  le ore di alternanza scuola lavoro e  partecipare alle prove Invalsi. Pertanto, i requisiti per l’esame di maturità,  dovrebbero dunque essere:

  • frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato;
  • partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova Invalsi;
  • svolgimento dell’attività di alternanza scuola-lavoro secondo quanto previsto dall’indirizzo di studio nel secondo biennio e nell’ultimo anno di corso;
  •  la sufficienza in tutte le discipline e in condotta.
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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto