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23 Settembre 2019

Novità maturità 2020 con il nuovo ministro al MIUR: cosa cambia

Novità maturità 2020 con il nuovo ministro al MIUR
Novità maturità 2020 con il nuovo ministro al MIUR

Novità maturità 2020 con il nuovo ministro al MIUR

Ultime novità maturità 2020 con il nuovo ministro al MIUR: ecco cosa cambia con il nuovo Ministro dell’istruzione Bussetti.

Quali sono le novità per la maturità 2020 con il nuovo ministro dell’istruzione Fioramonti?

I futuri maturandi si fanno mille domande visti, considerati i cambiamenti repentini che hanno interessato non solo l’esame di Stato durante l’ultimo anno, ma il cambio dello stesso ministro. Infatti,  la tesina è stata abolita dall’ex Ministro Bussetti, e tante le novità apportate alle prove. Appena salito in carica, il Ministro Fioramonti ha subito tranquillizzato tutti. Non ci saranno, difatti, tante novità per gli esami di Stato che , pare, rimangono quelli dell’edizione 2019.

Riportiamo, di seguito, le principali caratteristiche della maturità riformata dal DL 62/2017, comprese le modifiche stabilite dal Miur lo scorso anno:

  • prima prova, composta da 7 tracce e tre tipologie diverse: analisi del testo (2), testo argomentativo (3) e tema di attualità(2).
  •  seconda prova può essere multidisciplinare, interessando quindi due o più materie.
  • prova orale, parte  con un argomento estratto dallo studente (tra tre “buste” proposte dai commissari), per poi continuare con la relazione sul PCTO – o ex alternanza scuola lavoro – e le domande di Cittadinanza e Costituzione.
  •  terza prova abolita.

Il punteggio massimo da raggiungere è di 100/lode. Si ottiene con 20 punti ad ogni prova (scritti e orale) e 40 punti di credito scolastico.

Novità maturità 2019: cosa cambia per gli esami di stato con il nuovo ministro al MIUR Bussetti

Il Miur decide ogni anno come si svolgono  le prove dell’esame di maturità , con l’ordinanza ministeriale dedicata agli esami di Stato. Bisogna, dunque, aspettare il provvedimento per verificarne i cambiamenti.

Fatto certo è che il nuovo Ministro dell’Istruzione punta molto sul valore delle scuole e dell’istruzione stessa. Dichiara, infatti, :” Spesso la scuola è anche il primo se non unico presidio delle istituzioni con cui i cittadini vengono in contatto. Ed è per questo che negli anni le sono stati delegati molti e forse troppi compiti che adesso si rivelano indispensabili come barriere al disagio e alla dispersione scolastica: dall’assistenza psicologica alla cura dei disagi alimentari, dalla educazione all’ambiente a quella alla salute o alla sicurezza stradale. “ Dice ancora :”Attraverso la scuola dobbiamo comunicare loro la possibilità di creare un Paese migliore. La Scuola è l’unico punto da cui tutti i nostri studenti possono in qualche modo rilanciarsi, ripartire. Lo stesso vale per l’Università e il mondo della Ricerca.”

Potrebbe, invece, essere inserito un curriculum dello studente che , insieme al diploma, riporta oltre il giudizio scolastico, le competenze professionali, artistiche, linguistiche e personali  dello studente.

Dall’alternanza scuola alle prove Invalsi: cosa cambia agli esami di stato

Con la riforma dell’esame di Stato la partecipazione alle prove Invalsi e l’alternanza scuola lavoro risultano obbligatorie ai fini dell’ammissione all’esame. Lo scorso anno, però, l’obbligatorietà non è stata rispettata. Quindi è compito del nuovo ministro comunicare se è  necessario completare  le ore di alternanza scuola lavoro e  partecipare alle prove Invalsi. Pertanto, i requisiti per l’esame di maturità,  dovrebbero dunque essere:

  • frequenza per almeno tre quarti del monte ore annuale personalizzato;
  • partecipazione, durante l’ultimo anno di corso, alla prova Invalsi;
  • svolgimento dell’attività di alternanza scuola-lavoro secondo quanto previsto dall’indirizzo di studio nel secondo biennio e nell’ultimo anno di corso;
  •  la sufficienza in tutte le discipline e in condotta.
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