Liceo classico: cosa si studia e si diventa, materie e sbocchi

Daniela Saraco 24 Febbraio 2020

Ecco perché scegliere il liceo classico: cosa si studia e cosi si diventa con questa diploma di maturità, materie che si studiano al classico e sbocchi professionali previsti.

Le informazioni necessarie per chi vuole iscriversi a questo istituto, i pro e contro, programmi con il nuovo ordinamento e opportunità di lavoro o di studio post diploma.

Finita la scuola media, arriva un momento importante: il cambiamento della vita dei ragazzi che da adolescenti diventano adulti. Alla terza media è tempo di scegliere il nuovo percorso di studi tra classico o artistico, tecnico o professionale. Non esistono test per scegliere la scuola superiore giusta ne prove da superare: ma allora come fare e cosa bisogna considerare?Sicuramente chi è appassionato di materie umanistiche, non può che scegliere il liceo classico. Ma a cosa serve e quale è il programma? Scopriamolo subito.

Il percorso classico è indirizzato allo studio della cultura umanistica.  Favorisce una formazione letteraria, storica e filosofica per comprendere lo sviluppo della civiltà e della tradizione occidentale e del mondo contemporaneo sotto un aspetto antropologico. Favorisce l’acquisizione delle competenze  umanistiche, riservando attenzione anche alle scienze matematiche, fisiche e naturali, e consente di elaborare una  visione critica della realtà. Guida lo studente ad approfondire e a sviluppare le conoscenze e le abilità e a maturare le competenze necessarie.

Negli ultimi tempi le iscrizioni degli studenti hanno subito un drastico calo,  in favore degli istituti professionali. Nell’era della tecnologia, difatti, sembra sempre meno interessante studiare al liceo classico. Altro problema, riguarda lo sbocco professionale che il corso di studi può fornire. Questo istituto, difatti, fornisce una formazione idonea per iscriversi poi a una facoltà universitaria in linea con quanto appreso, come per esempio Lettere moderne, Lettere antiche, Filosofia,  Scienze della comunicazione e Scienze politiche. Ecco l’elenco materie, il programma di studi, le facoltà suggerite e gli sbocchi lavorativi di chi sceglie un diploma classico.

Cosa si studia al liceo classico, materie e insegnamenti di questo diploma di maturità

La convinzione di molti è  che al Liceo Classico si studia solo l’Italiano. In realtà, se sicuramente molte ore nel ciclo completo dei cinque anni sono dedicate allo studio di questa materia così come al latino e al greco, si studiano comunque  altre discipline. L’ italiano, il latino e il greco sono le materie che fra tutte sono  le più rappresentative di questo tipo di scuola.
Ecco l’elenco delle materie del liceo classico:

  • Italiano
  • Latino
  • Greco
  • Lingua e cultura straniera
  • Storia   
  • Geografia
  • Filosofia
  • Matematica
  • Fisica
  • Scienze naturali
  • Storia dell’arte
  • Scienze motorie e sportive
  • Religione cattolica o Attività alternative  

Cosa si diventa con la maturità classica e cosa si può fare dopo, sbocchi

La prima domanda da porsi è “che competenze dà il Liceo Classico che possono essere impiegate nel mondo del lavoro?” Di sicuro la maturità classica insegna a:

  • conoscere la cultura umanistica
  • sopportare carichi di lavoro molto elevati, visto che il carico di studio è notevole
  • abituarsi alla lettura

L’Università è considerata la naturale prosecuzione degli studi classici in quanto questo tipo di scuola non fornisce saperi pratici ma solo teorici che possano poi essere approfonditi nel corso degli studi universitari presso la facoltà scelta. L’ampiezza delle materie trattate permette agli studenti che hanno acquisito la maturità classica di poter iscriversi alla maggior parte delle facoltà.

Le università consigliate dopo la maturità classica sono:

  • Lettere classiche e moderne
  • Storia e filosofia
  • Giurisprudenza
  • Scienze Politiche
  • Psicologia

Non  si è obbligati a continuare dopo  aver terminato gli studi classici, ma gli sbocchi lavorativi sono ridotti. Ultimamente anche i concorsi pubblici riservati ai diplomati sono sempre più pochi.

Ecco, comunque, quali sono le professioni più in linea con chi ha studiato in questo liceo:

  • giornalista
  • copywriter
  • società editoriali
  • e-commerce
  • aziende di nuovi media
  • amministrazione delle aziende
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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto