Università chiuse per Coronavirus, nuove misure emergenza Covid-19

Daniela Saraco 4 Marzo 2020

Sono intervenuti in conferenza stampa il presidente del Consiglio Conte e la ministra MIUR Azzolina per dichiarare che chiusura di Scuola e Università, chiuse per Coronavirus dal 4 al 15 marzo 2020.

News delle attività didattiche in Italia, le precisazioni del Presidente Conte, le ultime indicazioni sul Coronavirus per Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Campania, Piemonte e tutte le regioni Italiane.

Le università restano chiuse dal 5 al 15 marzo per l’emergenza Coronavirus. E’ la decione delle istituzioni.  Il governo, durante la riunione a Palazzo Chigi tra il premier  Conte, i ministri e il tavolo scientifico ha deciso lo stop delle attività degli atenei. Le lezioni erano state già sospese  nelle così dette zone rosse. Da domani però la chiusura delle università per Covid-19 riguarda tutto il territorio nazionale e non solo Lombardia, Emilia Romagna e Veneto.

Il Ministro Azzolina ha dichiarato in videoconferenza da Palazzo Chigi “Per il governo non è stata una decisione semplice. Abbiamo aspettato il parere del comitato tecnico scientifico e abbiamo deciso di sospendere le attività didattiche da domani”. Il  premier Conte spiega le motivazioni  sulla chiusura delle università “ Abbiamo chiesto al comitato tecnico-scientifico un ulteriore approfondimento sul virus”.

Stamattina, infatti,  tutti i ministri erano riuniti per valutare un aggiornamento sull’emergenza sanitaria. La riunione è stata in gran parte dedicata a scuole e università. Il decreto sarà firmato entro sera. Ci saranno nuove regole da seguire. Inoltre il governo decreta nuove azioni di prevenzione. Infatti, il sistema sanitario rischia di andare in sovraccarico. Il Ministro della Salute conferma un problema con la terapia intensiva se la crisi da coronavirus dovesse continuare. Dopo i casi di due assessori emiliani, di un poliziotto lombardo, c’è  la notizia di tre professori campani contagiati. Ma perchè le università sono chiuse? E dove? Ecco le news del nuovo decreto legge coronavirus.

Ultimi aggionamenti per le università chiuse in Italia per Coronavirus: quali sono le date di chiusura degli atenei e dove è prevista la sospensione e blocco delle lezioni di formazioni: emanato nuovo decreto legge.

Università chiuse per Coronavirus dal 4 al 15 marzo 2020: le dichiarazioni del premier Conte

Il governo chiude scuole e università da domani fino al 15 marzo. È una delle misure per far fronte all’emergenza coronavirus. La decisione è stata  discussa dall’esecutivo in una riunione a Palazzo Chigi e confermata in una conferenza stampa dalla ministra Lucia Azzolina. Nella tarda serata il governo varerà le nuove regole, valide per un mese in tutto il Paese. Sulla base delle indicazioni del comitato scientifico, saranno decretate nuove misure speciali. Intanto, il  ministro dell’istruzione sta lavorando  per garantire lo svolgimento degli esami di maturità e  universitari.

Ma perchè le università restano chiuse? Saranno sospese in via preventiva tutte le attività didattiche e chiusi tutti i luoghi di aggregazione. Il Governo teme che il virus possa diffondersi rapidamente. Ecco perchè il Premier dice: “Stiamo lavorando al Dpcm con le ultime misure per far fronte al Coronavirus.” Aggiunge poi: ” Lo firmerò stasera così da disporre la chiusura delle scuole e delle università da domani .” Queste le parole pronunciate dal presidente del Consiglio in conferenza stampa a Palazzo Chigi.

Nuove misure anti-virus Covid-19: come prevenire il Coronavirus

Università chiuse per Coronavirus e nuove misure

Grafica misure anti virus foto ansa

 

E’ disponibile sul sito dell’OMS e sul sito del ministero, un elenco di misure di protezione personale. Per prevenire il contagio, ecco alcune misure di prevenzione anti virus.

  • lavarsi spesso le mani con acqua e sapone o con soluzioni a base di alcol per eliminare il virus dalle tue mani
  • mantenere una certa distanza – almeno due metri – dalle altre persone, in particolare quando tossiscono o starnutiscono o se hanno la febbre, perché il virus è contenuto nelle goccioline di saliva e può essere trasmesso col respiro a distanza ravvicinata
  • evita di toccarti occhi, naso e bocca con le mani se presenti febbre, tosse o difficoltà respiratorie

La Presidenza del Consiglio dei Ministri ritiene necessario dare nuove misure preventive. Nello specifico decreta per il comparto scuola la sospensione di

  • congressi, riunioni, meeting ed eventi sociali;
  • le manifestazioni di qualsiasi natura sia in luogo pubblico che privato;
  • le competizioni sportive di ogni ordine;
  • i servizi educativi dell’infanzia;
  • le attività didattiche di ogni ordine e grado, nonchè la frequenza alle università;
  • i viaggi di istruzione.

Nelle Università le attività didattiche possono essere svolte con modalità a distanza. Gli Atenei, inoltre, assicurano il recupero delle attività formative. E’ di due giorni fa, infatti, la prima laurea  in comunicazione presso l’università di Milano. La studentessa lombarda è stata tra le prime a sperimentare la  nuova modalità dettata dall’emergenza sanitaria.

Lo stop alle attività scolastiche su tutto il territorio nazionale parte da domani. Di conseguenza, con la chiusura degli istituti, è preferibile seguire le misure di prevenzione in  tutti i luoghi pubblici. Gli italiani devono comunque attenersi a quanto riportato nel nuovo decreto.

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto