Come riaprire dopo il Coronavirus attività commerciali e produttive

Mario Ragone 22 Aprile 2020

Indicazioni su come riaprire dopo il Coronavirus attività commerciali e produttive: ipotesi e caratteristiche della fase 2 dopo il lockdown: il punto dell'Ingegnere Luca Cascone.

Con la fase 2 ormai sempre più imminente, cominciano a farsi largo diverse ipotesi riguardanti il come riaprire attività commerciali e produttive. Esse, infatti, rappresentando la base economica del nostro Paese, dovrebbero riprendere quanto prima. Tuttavia, il quesito principale che ancora attanaglia il Governo è: cosa e come riaprire con la fase 2?

Andiamo allora a fare chiarezza sugli aspetti intricati della situazione post Coronavirus, con prospettive di parziale ritorno alla normalità. Nello specifico saranno oggetto della nostra analisi: condizioni e caratteristiche di riapertura dei vari settori produttivi. Per farlo ci siamo serviti anche del parere di un esperto, il consigliere della regione Campania Luca Cascone.

In ultima istanza, poi, abbiamo posto il focus anche sulle classi di rischio contagio ed aggregazione sociale, quale elemento di valutazione per la ripresa delle attività.

Cosa fare e come riaprire dopo il Coronavirus attività commerciali e produttive

L’approssimarsi della fase 2, ovvero della ripartenza economica del Paese nei suoi diversi settori produttivi, ha portato con sè una domanda cruciale. Cosa e come riaprire? Quali saranno le attività al centro del nuovo decreto ministeriale per la ripresa post lockdown? Quesiti, questi, a cui non è stata data ancora una risposta certa in attesa del pronunciarsi del Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Ciò che è certo, è che dal 4 Maggio in poi e con una certa gradualità, tutte le aziende pubbliche e private potranno alzare nuovamente la serranda. Risulta, infatti, di fondamentale importanza il riavvio degli strumenti di produzione, al fine di garantire un risollevamento del nostro sistema finanziario. Il Coronavirus non ha rappresentato, infatti, una semplice pandemia, ma molto di più. Esso ha trascinato con sè inevitabili conseguenze che hanno influenzato negativamente lo Stato italiano e non solo. Da qui l’esigenza di provare a tornare quanto prima alla normalità.

Una normalità che passa per forza di cose attraverso nuove decisioni politiche del governo. Esse dovranno tutelare sia i lavoratori che i cittadini (nelle vesti anche di clienti e dunque espressione della domanda). In tal senso si sono fatte strada varie ipotesi legate alle condizioni ed i tempi di ripresa produttiva e commerciale.

Tutte le condizioni per la riapertura di negozi ed attività nella fase 2

Spostiamo dunque il focus su modalità e tempistiche di riapertura delle diverse aree produttive (pubbliche e private) della fase 2. A risponderci è l’ingegnere e consigliere della regione Campania Luca Cascone.

“Premesso che il governo dovrà fare delle scelte e comunicare cosa ha deciso, si parla al momento di riapertura ma non sappiamo ancora nello specifico di cosa. Detto questo, è necessario fare con le aziende dei passaggi step by step, utili per una ripresa graduale che sarà sicuramente scaglionata. Ci sono dei passaggi obbligati che saranno fatti di comune accordo con le diverse aree commerciali. Dal punto di vista dei tempi è molto probabile che la fase 2 si svilupperà dal 4 Maggio in poi. La ripartenza economica è importante anche perchè è segnale di un ritorno alla normalità “

Condizioni per come riaprire dopo il Coronavirus attività e negozi

Nel panorama generale di ripristino delle attività commerciali del nostro Paese, si sono sviluppate diverse indicazioni utili a capire cosa e come riaprire dopo il Coronavirus. Cerchiamo allora di delineare un quadro della situazione in cui la discriminante principale è la classe di rischio contagio:

  • Attività produttive con probabile avvio già dal 27 Aprile: settore dell’automotive, moda, pelletterie, mobilifici, estrazione mineraria, agricoltura, pesca, settore edile e manifatturiero, editoriale, produzione cinematografica, biblioteche. In discussione ancora la riapertura dei cantieri poichè meno incline al rispetto del distanziamento sociale di 1 metro almeno, possibile invece nei casi sopracitati. Ulteriori condizioni, sono quelle di: uso di dispositivi di sicurezza, autocertificazione di rispetto delle norme, sanificazione degli ambienti due volte al giorno, utilizzo dello smart working laddove si renda necessario.
  • Attività con probabile avvio dal 4 Maggio: ristorazione e bar (al più tardi avvio a partire dall’11 Maggio), parchi, parrucchieri, centri estetici, trasporti terrestri e marittimi (non aerei poichè ritenuti a rischio alto di contagio). Ancora incerta, invece la situazione di palestre, teatri, piscine, cinema e sale giochi dove l’aggregazione è elevata sebbene vi sia una classe di rischio medio-bassa. Le condizioni per tali attività sono quelle del distanziamento sociale e dell’accoglienza individuale della clientela. Evitare dunque assembramenti (un locale di 40 metri quadri può contenere un cliente e due lavoratori per volta). Gestione dei clienti solo su appuntamento ed utilizzo di dispositivi di protezione.

Le suddette condizioni e date saranno soggette ovviamente a variazioni, conseguentemente al monitoraggio della curva epidemica dopo 15 giorni dalla ripresa. Per questo motivo si è parlato anche dell’ipotesi di suddividere il Paese in tre macroaree: Nord, Centro e Sud. Riaperture scaglionate, dunque, a seconda dei casi di diffusione del contagio.

© Riproduzione Riservata
avatar Mario Ragone Sono Mario Ragone, redattore web con formazione in Comunicazione Audiovisiva e Mediale. Ho grande passione per il Social Marketing e l'informazione a 360°. Mi occupo, infatti, di argomenti di vario tipo che spaziano dalla Cultura come Cinema e Televisione all'Economia, dalla Medicina allo Sport fino al mondo di motori. Penso che avere un'idea su molteplici tematiche della nostra vita, ci permette di passare dall'una all'altra con grande versatilità mentale, una condizione questa che rende una persona libera nell'esprimersi, senza farsi fuorviare o condizionare. Capacità critica di discernimento ed autonomia di pensiero sono per me gli unici due elementi che ci rendono realmente liberi dalla schiavitù dell'ignoranza. Approfondisco le mie rubriche con intervento di esperti e professionisti del settore di cui scrivo. Leggi tutto