Zona rossa: cosa significa e differenze, zone arancione e gialla

Daniela Saraco 6 Aprile 2020

Significato di zona rossa: cosa significa e quali sono le differenze tra zona gialla, arancione e rossa, perchè si chiama così, cosa si può fare in queste zone, rischi e pericoli, differenze e precauzioni.

 

Con la definizione di zona rossa intendiamo un luogo ad alto rischio, solitamente sociale o ambientale. Ma cosa significa zona rossa? Il significato di zona protetta o rossa, va’ sempre contestualizzato, perchè può riferirsi a diversi eventi e dipendere da molteplici cause. In ogni caso, la sua definizione fa’ sempre riferimento ad un territorio in cui ci sono limitazioni e divieti per chi deve entrare o uscire dall’area.

L’origine del termine è francese, e risale a dopo la fine della prima guerra mondiale. Con questa citazione si volevano indicare quei territori completamente devastati, senza possibilità di vita umana né di interventi migliorativi.

Oggi il significato di questa espressione è usata per delineare zone a rischio in caso di eruzione vulcanica. E ci sono diversi esempi che possono aiutarci a capire meglio che significa zona rossa. Riferita al Vesuvio, sta ad indicare un’area che comprende i comuni della città metropolitana di Napoli, oltre Scafati in provincia di Salerno, a ridosso o ai limiti del Vesuvio. Il termine è usato per indicare zone di allerta, di esclusione, di pericolo o di sicurezza massima. Basti pensare alla città di Genova  appositamente perimetrata  durante lo svolgimento del vertice del G8 nel luglio 2001. Il luogo fu blindato e fu vietato  l’accesso alle persone non autorizzate.

Con l’epidemia da Covid-19  inizialmente, invece, si delimitavano i territori del Nord Italia, come Lombardia, Veneto, Emilia Romagna. Il Governo aveva diviso l’Italia in tre: zona rossa, arancione e gialla. Con lintroduzione di nuove misure di contenimento  sull’intero territorio nazionale nasce l’Italia zona protetta, un’unica “zona rossa”. Ma cosa significano davvero queste tre zone? E quali sono gli obblighi per i cittadini? Cerchiamo di fare un po’ di chiarezza.

Cosa significa zona rossa: quali sono le precauzioni, cosa si può fare e cosa e vietato

Il territorio rosso è identificato come un  luogo ad alto rischio. Con il Cioronavirus, questo termine si identifica l’area in cui  è nato e si è poi diffuso il focolaio epidemico.

In queste aree sono previsti molti divieti, come:

  • obbligo di non uscire ed entrare dal Comune di appartenenza;
  • i cittadini con sintomi da infezione respiratoria e febbre superiore ai 37,5° sono tenuti a restare in casa;
  • divieto assoluto di uscire dalla propria abitazione per i positivi  al test per Covid-19 e sottoposti a quarantena;
  • limitati tutti gli spostamenti all’interno del proprio comune di residenza ad eccezione per quelli motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità;
  •  il divieto degli assembramenti all’aperto e in locali aperti al pubblico;
  • chiusi supermercati e ipermercati nei weekend quando risultano più affollati,  con l’eccezione della vendita dei generi alimentari, di farmacie e parafarmacie.

Queste zone sono sorvegliate per tutto il periodo dalle forze dell’ordine per evitare fughe. Infatti, i cittadini che devono spostarsi , hanno l’obbligo di comprovare la motivazione con un’autocertificazione, un modulo da compilare dopo la stampa. Per esempio, chi usciva per motivi di salute, doveva  presentare un certificato medico.

Differenze tra zone rosse con zona arancione e gialla

All’interno dell’Italia protetta, sono anche previsti Comuni zona rossa, come successo in Campania, Lombardia, Veneto, Piemonte o Liguria. I cittadini di questi Comuni zone rosse avevano ulteriori obblighi e restrizioni, ed esempio:

  • divieto di allontanamento dal territorio comunale da parte di tutti gli individui ivi presenti;
  • divieto di accesso nel territorio comunale.
  • sospensione delle attività degli uffici pubblici, fatta salva l’erogazione dei servizi essenziali e di pubblica utilità.

Nei Comuni zona rossa per Covid-19 i cittadini hanno molti obblighi e divieti, Ed è prevista la possibilità di transito in ingresso ed in uscita dal territorio comunale da parte degli operatori sanitari e socio-sanitari, del personale impegnato nei controlli e nell’assistenza alle attività relative all’emergenza. Nonché degli esercenti le attività consentite sul territorio e quelle strettamente strumentali alle stesse, limitatamente alle presenze che risultino strettamente indispensabili allo svolgimento di dette attività e a quelle di pulizia e sanificazione dei relativi locali e con obbligo di utilizzo di dispositivi di protezione individuale. Sempre  in queste zone tra le limitazioni era prevista anche la chiusura delle strade secondarie, come individuate dal Comune sentita la Prefettura.

Con il termine area arancione si indicano i luoghi più vicini alla rossa, dove pertanto è più facile la diffusione del virus. L’area gialla invece interessa i territori meno esposti al rischio. Le restrizioni  adottate sono però le stesse. Difatti gli spostamenti in entrata e in uscita sono possibili solo per lavoro, salute o necessità. Gli asili, le scuole e le università sono chiusi. Così come i bar e i ristoranti

Visto l’aumento rapido dei contagi nelle varie regioni Italiane, oramai il Paese è una unica area protetta con le stesse misure di prevenzione. Ogni governatore, ha poi emanato dei decreti per i  territori di pertinenza. Questo per blindare i vari comuni e permettere una valida sorveglianza dalle forze dell’ordine.

Coronavirus, da Castellammare di Stabia, il punto del sindaco Cimmino

In un momento così difficile e ad elevato rischio per i rapporti umani, contattiamo in videoconferenza il Sindaco Cimmino al quale chiediamo cosa si intende per zone diverse, i divieti in atto e le precauzioni da seguire. Il Sindaco informa:” Per area rossa generalmente si intende definire un’area soggetta ad alto rischio ambientale o sociale. Penso, ad esempio, alla area rossa del Vesuvio, che comprende i territori ad alto rischio vulcanico. Parlare di territorio rosso, in questo frangente storico, significa però alludere alla zona di isolamento per contenere l’epidemia da Covid-19. Attualmente tutta l’Italia è rossa, o meglio protetta. Infatti, le misure di contenimento applicate alla Lombardia e ad altre 14 province sono state estese in tutta Italia.”

Chiediamo ancora come i Sindaci possono gestire queste misure. Il Sindaco informa:” Tutte le misure di stanziamento sociale  hanno, di fatto, cambiato le abitudini non solo dei cittadini ma anche di noi amministratori locali. E’ difficile gestire una situazione così complessa. I Sindaci sono la massima autorità sanitaria sui territori. Questo conferisce una grande responsabilità di controllo e di gestione. E’ un nostro compito anche aggiornare i cittadini sui dati statistici dell’emergenza, districandoci tra allarmismi e fake news. Non è un lavoro facile. La migliore precauzione che possiamo consigliare ai cittadini è di stare a casa. Così da limitare il contagio e salvaguardare la vita dei nostri cari.”

Il Sindaco conclude:” Non è un problema di colori tra aree, ma di senso di responsabilità, di solidarietà e di unità che ogni cittadino deve porre in essere. Solo così possiamo sconfiggere il virus e la probabile bomba sociale che ci troveremo ad affrontare da qui ai prossimi mesi.”

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avatar Daniela Saraco Sona una donna, una madre, una docente. Scrivo di scuola e di formazione perché è il mio mondo quotidiano. La Direzione di Controcampus mi ha affidato la rubrica sulla scuola, per aiutare a capire meglio le notizie che raccontano la realtà scolastica, con pochi e semplici passaggi: • Cronaca, ossia il racconto dei fatti interessanti accaduti nel mondo della scuola • Inchiesta, è l'approfondimento di un tema attraverso ricerche e interviste. • Intervista, è interessante fare due chiacchiere con una persona particolare che ci può raccontare un'esperienza o una sua opinione. Perché è così difficile raccontare la scuola sui giornali? Perché è difficile trovare giornalisti davvero specializzati nel settore, che ha le sue caratteristiche peculiari e anche il suo lessico giuridico. Far scrivere un articolo sulla scuola a qualcuno che non sa cosa sia un PTOF, ignora le direttive delle ultime circolari ministeriali, non conosce la differenza fra un concorso abilitante per entrare in ruolo e uno aperto solo agli abilitati è come affidare la spiegazione di un discorso finanziario a un giornalista che non mastica neppure i termini base dell'economia. Gli articoli che riguardano la scuola e i suoi problemi, solitamente, nelle redazioni ormai sono affidati in molti casi a cronisti generici. Questo perché, mancando pagine specializzate e un interesse continuativo per il settore, l'articolo parte quasi sempre da un fatto specifico di cronaca spicciola avvenuto in tale o tal altro istituto, e che viene portato a conoscenza dei media da persone estranee alla scuola stessa. Io, invece, essendo ferrata sulle normative del settore e sui termini tecnici e avendo una memoria storica consolidata di quanto è avvenuto in precedenza, racconto episodi e avvenimenti di cui capisco la reale sostanza. Una scuola non ha un ufficio stampa o un addetto ai rapporti con i media, il Ministero non interviene se non con scarni comunicati che riguardano cose sue, i Presidi si trovano a dover rispondere a domande che rischiano di toccare particolari aspetti della privacy degli alunni e che, se rivelati incautamente, possono avere pesanti ripercussioni sulle vite di ragazzi spesso minorenni. Ecco perché risulta importante e necessario far scrivere di scuola a chi la scuola la fa! Leggi tutto