Sciopero scuola 24 e 25 settembre: assunzioni e condizioni migliori

Gabriella De Rosa 17 Settembre 2020

Sciopero scuola fissato nelle date 24 e 25 settembre 2020: le motivazioni del perché docenti e insegnanti scioperano sono legate alle richieste di assunzione.

Quando sembrava che la scuola avesse preso il via ecco un nuovo stop. Scatta lo sciopero scuola il 24 e il 25 settembre. Lo sciopero nazionale di scuola e università dei sindacati riguarda tutto il personale docente, ATA, e tutto il personale scolastico a tempo determinato e indeterminato.

Il 24 settembre doveva essere il giorno della apertura delle scuole in alcune regioni come in Campania. Un partenza posticipata, rispetto alla maggior parte delle regioni che invece ha aperto il giorno 14 settembre, e dovuta alle elezioni regionali dei giorni 22 e 21 settembre. Questa botta di arresto potrebbe causare altri problemi alla riapertura.

A indire lo sciopero del 24 settembre e 25 settembre sono Unicobas, cobas e USB. Le rivendicazioni proclamate sono le assunzioni di 240mila insegnanti e la stabilizzazione di 150mila precari, la richiesta di un massimo di 15 alunni per classe e l’aumento degli organici della scuola dell’infanzia. A queste, si aggiunge la richiesta dell’assunzione di almeno 50mila collaboratori scolastici per la vigilanza e l’incremento di 20mila assistenti amministrativi e tecnici.

Le risorse, secondo i sindacati che protestano, vanno prese dai 209 miliardi del Recovery Fund. Almeno 7 dovrebbero essere investiti per le assunzioni, come aveva promesso la Ministra Azzolina.

Allo sciopero della scuola  24 e del 25 settembre si accoderà una manifestazione nazionale il giorno 26 settembre del Comitato “Priorità alla scuola”.

Motivazioni sciopero scuola 24 e 25 settembre 2020 dei docenti ed insegnati sulle assunzioni

Dopo soli 10 giorni dalla riapertura della maggior parte delle scuole sul territorio nazionale, già si parla di una falsa partenza. Ma quali sono i motivi dello sciopero scuola 24 settembre 2020? La scuola si ferma di nuovo per protestare e reclamare condizioni migliori e investimenti adeguati per uno dei comparti più importanti del nostro paese: l’istruzione.

Le richieste comprendono anche l’investimento di fondi del Recovery Fund nella scuola e soprattutto nell’assunzione di insegnanti, personale ATA e la stabilizzazione dei precari.

Uno degli aspetti negativi che ha caratterizzato questo ritorno a scuola, tra le varie difficoltà, è stato proprio apprendere la mancanza di docenti e insegnanti di sostegno. Mentre tanti docenti e aspiranti docenti attendono immobili nelle graduatorie, scatenando anche la protesta dei supplenti attraverso i social.

Questo nuovo anno scolastico ha sollevato problematiche nuove e rispolverato vecchi problemi che arrugginiscono l’ingranaggio dell’istruzione. La gestione del Covid19 e la messa in sicurezza degli istituti scolastici ha forzato le difficoltà e messo in luce tanti aspetti che non vanno. I motivi dello sciopero scuola affondano le radici in un passato decisamente problematico.

Proprio relativamente alle misure di sicurezza anticovid, i manifestanti reclamano che ad oggi siano risolti i principali problemi per la ripresa in sicurezza.

Gli edifici non sono stati messi a norma – molti edifici, soprattutto delle periferie del nostro paese, erano già fatiscenti; non si sono trovati nuovi locali – molte classi sono sovrannumerarie e questo crea ancor più problemi nella riorganizzazione degli spazi garantendo la distanza di sicurezza. Nuove classi, smembrando così le classi “pollaio”, richiedono più insegnanti, che però non ci sono poichè il concorso ordinario rimane bloccato.

Inoltre, rimane una questione importante che nessuno sa come gestire, gli studenti e i lavoratori “fragili”, ovvero coloro che sono maggiormente a rischio in caso di contagio.

Sindacati, studenti, docenti contro l’inizio scuola

Lo sciopero del 24 e 25 settembre 2020 prevede un altro stop, dopo quello dedicato al referendum e alle amministrative e regionali in 6 regioni.

La prossima settimana sarà un po’ a singhiozzo per gli studenti, data anche la pausa elezioni. Lo sciopero riguarda tutti coloro che vivono all’interno degli istituti scolastici. I sindacati furiosi chiedono al governo di intervenire su tante questioni promesse e rimaste irrisolte.

Le richieste arrivano dai sindacati USB PI, UNICOBAS Scuola e Università, COBAS Scuola Sardegna e CUB scuola università e ricerca (che però si accoderà solo il 25 settembre). Lo sciopero riguarda tutti, il personale docente, i dirigenti scolastici, il personale ATA, sia quelli a tempo determinato che indeterminato sia chi lavora in Italia che all’estero.

Il 26 settembre, inoltre, dopo le due giornate di protesta scenderà in piazza del Popolo a Roma il movimento “Priorità alla scuola”.

Genitori, studenti, docenti e sindacalisti manifesteranno contro le condizioni della scuola. Condizioni già non ottimali, sono rimaste uguali al periodo precedente alla pandemia.

La volontà è quella di imporre al governo un cambio di rotta affinchè il diritto allo studio possa essere veramente tale.

© Riproduzione Riservata
avatar Gabriella De Rosa Sono una linguista specializzata in ambito giuridico. Sono appassionata di comunicazione e informazione. Ho unito i miei studi in lingue applicate alla comunicazione internazionale e la mia passione per l'ambito giuridico e politico, poiché credo fortemente in una partecipazione attiva del cittadino alla politica attraverso una comprensione del diritto e del linguaggio istituzionale. Rendere il linguaggio giuridico più chiaro è un dovere democratico. La mia formazione post-lauream mi ha portato ad uno stage negli uffici di Legal drafting e Affari Internazionali del Senato della Repubblica. Da lì ho approfondito i miei studi sul linguaggio politico e il fondamentale rapporto tra politica e comunicazione. Leggi tutto