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Primo trimestre di gravidanza: sintomi, cosa fare e non fare

Redazione Controcampus 5 Ottobre 2020
R. C.
18/06/2021

Ecco cosa fare e cosa non fare durante il primo trimestre di gravidanza: scopri sintomi, dolori e rischi per la mamma e il feto.

I consigli del Dottore Raffaele Petta, specialista in Ostetricia e Ginecologia e Chirurgia Oncologica.

I primi mesi di gestazione sono davvero importanti per una futura mamma. Il calcolo delle settimane del primo trimestre di gravidanza, solitamente parte della quarta settimana. La prima settimana è quella in cui la gestante ha avuto il ciclo mestruale l’ultima volta. Le settimane successive saranno molto delicate.

Ed è proprio per questo che bisogna fin da subito sapere cosa fare e cosa evitare nelle prime settimana di gravidanza. Ma anche quali abitudini abbandonare e quali acquistare per la propria salute e per quella del feto. 

Sono tante le domande che una donna in attesa si pone circa il primo trimestre di gravidanza: quando inizia e quando finisce? Quali sono i sintomi comuni quando si è all’inizio della gravidanza, e quali invece possono essere campanelli d’allarme in caso di gravidanza a rischio? Purtroppo le settimane del primo trimestre sono anche quelle più difficili, in cui il rischio di aborto è superiore. Ma certamente ci sono linee guida e regole da conoscere che aiutano la gestante a limitare al massimo i rischi. E’ quindi importante sapere che cosa mangiare, per prevenire patologie rischiose per il feto, come la toxoplasmosi.

Ma anche cosa evitare, per una sana alimentazione, e tenere sotto controllo il peso nel primo trimestre di gravidanza. Accumulare peso è facile, se non si segue una corretta dieta. Ma una donna incinta con un aumento eccessivo di peso nel primo trimestre di gravidanza, potrebbe esporsi ad ulteriori disturbi, ugualmente pericolosi. Quindi avere in mente che l’aumento dei chili deve essere sempre tenuto sotto controllo, fin dalle prime settimane di gravidanza, è certamente utile.

La gravidanza è un momento difficile per molte donne. Mentre per altre è un’esperienza fantastica e senza particolari fastidi. Non esistono criteri stabili che consentono di sapere con esattezza i sintomi del primo trimestre di gravidanza, ad esempio. Ma ci sono delle linee guida, che medici ed ostetriche conoscono molto bene. Ecco perché in un momento così delicato, per sapere cosa fare nelle prime settimane di gravidanza e cosa evitare, è meglio affidarsi ad un ginecologo.

Il Dottor Raffaele Petta, specialista in Ginecologia e Ostetricia, ha studiato approfonditamente le problematiche  connesse alla Diagnostica Prenatale, al monitoraggio e all’identificazione di patologie in Ostetricia. I suoi consigli certamente saranno d’aiuto a tutte le future mamme che vogliono tutelare la salute del feto e la propria. Vediamo quali sono le cose da sapere durante il 1°, 2° e 3° mese di gravidanza.

Cosa fare nel primo trimestre di gravidanza: sintomi, dolori e rischi per la mamma e il feto

Quali sono i sintomi del primo trimestre di gravidanza? Quando preoccuparsi e quando si può stare tranquille? Tra i sintomi del primo trimestre ci sono anche dolori addominali, e stanchezza?

“La gravidanza comporta delle profonde modifiche all’organismo materno. Durante la gravidanza compaiono dei segni, che ci permettono di orientarci sull’ esistenza o meno della gravidanza.”- esordisce il ginecologo Raffaele Petta, che comincia ad elencare alcuni sintomi della gravidanza.-

“Questi segni si distinguono in segni di presunzione, segni di probabilità e poi, naturalmente, segni di certezza. I segni di presunzione sono i cosiddetti fenomeni simpatici. Tra questi, ad esempio, troviamo nausea, vomito e disturbi neuropsichici. Non solo: tra questi sintomi vanno anche ricordati l’aumento di volume dell’utero e la comparsa di zone di ipercromia cutanea e di smagliature cutanee. Vi sono poi i segni di probabilità. Tra questi ricordiamo la mancanza delle mestruazioni e le modificazioni delle mammelle.”- spiega il professionista in ginecologia.-

“Altri segni di probabilità sono sintomi come la congestione e la colorazione livida delle mucose dell’apparato genitale. Molto importanti sono anche le modificazioni di forma, volume e consistenza dell’utero. Veniamo ora però a quelli che chiamiamo segni di certezza. Questi sono quelli che senza alcun dubbio ci danno la certezza della gravidanza in atto.”- chiarisce il Ginecologo Petta.-

Quindi, insieme ai sintomi del primo trimestre di gravidanza, ci sono segni di certezza che ci fanno capire se si è incinta. Ma quali sono?

“I segni di certezza sono direttamente collegati alla presenza dell’embrione. Ad esempio, un segno di certezza può essere la visualizzazione ecografica dell’embrione stesso. Un altro segno importantissimo è la rilevazione del battito cardiaco fetale. Non dimentichiamoci, poi, il segno di certezza per eccellenza: la positività dei test di gravidanza.” – fa sapere l’esperto in ginecologia.-

Esami, ecografie e ulteriori visite mediche consentono quindi alle gestanti di verificare l’avvenuto impianto, e monitorare le condizioni di salute dell’embrione.

Cosa non fare nelle prime settimane di gravidanza

Ci sono abitudini salutari per la futura mamma ed il feto, che è bene sapere. Mentre per alcune potrebbe essere necessario modificare alcune abitudini. Almeno fino a quando finisce il primo trimestre di gravidanza. Ed in alcuni casi, anche fino al parto. Vediamo cosa fare nelle prime settimane di gravidanza, e cosa evitare,

“Possono essere utili, per chi si prepara ad affrontare una gravidanza, alcuni consigli sull’igiene. Per  quanto riguarda l’igiene del corpo, la donna gravida può tranquillamente fare il bagno o la doccia. Non vi è alcuna controindicazione a riguardo.” – afferma il ginecologo Raffaele Petta-

Cosa succede se ho fatto la tinta al primo trimestre di gravidanza?

“I capelli possono essere lavati ogni qualvolta la donna lo desideri. A questo proposito, parliamo dell’ondulazione permanente. Questa può essere fatta tranquillamente, ma attenzione alle tinture. Quelle che contengono ammoniaca sono assolutamente vietate. Per quanto riguarda le tinture senza ammoniaca, la donna gravida può cominciare a farle dopo il terzo mese.” – spiega il Dottor Petta -.

“L’attività sessuale e’ consentita dopo il terzo mese, mentre e’ raccomandata al termine della gravidanza.” – aggiunge il ginecologo -.

Fumare in gravidanza è pericoloso? E la birra è concessa?

“Fumo e alcool vanno rigorosamente evitati.” – chiarisce il Dottor Raffaele Petta -.

Si può camminare nei primi mesi di gravidanza o fare sport e andare in palestra? 

“L’esercizio fisico è generalmente raccomandato, a meno che non esistano controindicazioni.”– afferma l’esperto -. Camminare nel primo trimestre di gravidanza fa certamente bene alla madre ed allo sviluppo del feto. Ma in alcuni casi, sarebbe meglio evitare sforzi fisici. Solamente facendo gli esami specifici e le ecografie del primo trimestre di gravidanza, il medico ginecologo saprà fornire le giuste indicazioni. Sapere cosa fare nelle prime settimane di gravidanza e cosa evitare consentirà di diminuire i rischi.

Nel primo trimestre di gravidanza si può prendere l’aereo?
“Per chi deve affrontare lunghi viaggi durante la gravidanza, il mezzo di trasporto raccomandato  per gli spostamenti è l’aereo.”
– continua -.

Può dare qualche consiglio alle future mamme su come vestirsi e cosa indossare al primo trimestre di gravidanza? Quali sono i benefici dell’acido folico e a cosa serve?

“Per quanto concerne l’abbigliamento, optate per tessuti e capi comodi. Evitate di indossare le scarpe con tacco alto. È inoltre vivamente consigliata l’assunzione dell’acido folico. Questo andrebbe assunto da almeno tre mesi prima dell’inizio della gravidanza, per la prevenzione dei difetti del tubo neurale del feto.“-conclude l’esperto, che ha studiato approfonditamente cause e cure dell’infertilità maschile e femminile-.

Sintomi primo trimestre di gravidanza: 1°,2° e 3° mese

Dottor Petta, può spiegarci quali cambiamenti avverte la donna durante i primi mesi di gravidanza?

“La donna avvertirà dei fenomeni simpatici. Durante il primo trimestre di gravidanza potrà avvertire nausea e vomito. Inoltre, si registrerà un aumento di volume dell’utero. L’utero muterà anche di forma, volume e consistenza. Possono comparire anche smagliature cutanee. La donna potrebbe anche soffrire di congestione o di disturbi neuropsichici.” – conclude il ginecologo Raffaele Petta -.

Per le donne che si preparano ad affrontare la gravidanza al tempo del coronavirus, i consigli di un esperto possono essere fonte di grande sicurezza e tranquillità. Potranno ora affrontare questa fantastica avventura con le idee più chiare, con il cuore più sereno.

© Riproduzione Riservata
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Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto