Tik Tok, pericoli per bambini e rischi: guida per genitori

Redazione Controcampus 19 Ottobre 2020

Cos'è e come funziona Tik Tok, cosa sapere e quali sono i pericoli per bambini e rischi: guida per genitori e consigli delle esperte Anna Quaglia e Valentina Vellucci.

Tik Tok è pericoloso per i bambini ed i ragazzi che non hanno consapevolezza dei rischi del social. L’applicazione nasce come piattaforma di condivisione di brevi video. Gli account sono visibili, chiunque può chattare con tutti, e non ci sono possibilità di proteggere il proprio account da sconosciuti, ponendo limiti di privacy. Ma sapere cos’è Tik Tok e come funziona, certamente non riduce i pericoli informatici legati all’utilizzo di questa piattaforma. Ogni utente è libero di raccontarsi in brevi video, della durata di 15 o 30 secondi. Ma tutta questa libertà, se non c’è un controllo o un monitoraggio che consenta una certa sicurezza nella condivisione dei video, potrebbe diventare anche molto pericoloso.

I genitori sempre più spesso sono un passo indietro rispetto a bambini e adolescenti nell’utilizzo di social quali Instagram, Facebook e Twitter. Non conoscono a fondo le dinamiche che espongono il profilo di minori alla visualizzazione di altri utenti. Ne’ sanno come controllare con chi chatta il proprio figlio su Tik Tok, come controllare i contatti ed i messaggi pericolosi che bambini ed adolescenti potrebbero ricevere da pedofili o altri soggetti pericolosi.

Il controllo dei genitori deve in qualche modo essere mirato e consapevole. Una madre ed un padre che sanno bene che Tik Tok non è adatto ai bambini, non sempre riescono a limitare l’uso dei social network. Ma è possibile supervisionare l’utilizzo di queste applicazioni? Come gestire la privacy dei minorenni? Parlare dei pericoli dei social a bambini e adolescenti è possibile. Si tratta di un problema che oggi tutti i genitori si trovano a gestire, perché sempre più spesso la socialità dei più giovani avviene attraverso gli smartphone.

Saranno le professioniste Valentina Vellucci, esperta di social e la Dottoressa Anna Quaglia, psicologa, a darci consigli e linee guida per i genitori. Ci spiegheranno come usare bene TikTok, rischi e pericoli da prevenire, aspetti positivi e negativi dell’app.

Quali sono i pericoli di Tik Tok: come riconosce i rischi e cosa fare per proteggere i bambini

I rischi di Tik Tok per bambini e adolescenti sono evidenti. Innanzitutto perché non ci sono limiti alla privacy di chi scarica ed installa l’applicazione. Il proprio profilo è visibile a tutti, e questo potrebbe esporre i ragazzi ad un uso improprio dell’app. Inoltre, ogni utente può visualizzare un’infinità di video, provenienti da qualsiasi parte del mondo, ed essere quindi esposto alla visualizzazione di contenuti non adatti ai minori. Ma proviamo a capirne meglio i rischi e pericoli secondo gli esperti, e se TikTok è un social per bambini.

Ma cos’è Tik tok? Come funziona, cosa fa e perché è pericoloso? “La popolarità di Tiktok è dovuta al suo sistema di funzionamento. Quest’applicazione, infatti, non funziona come gli stereotipati Facebook o Instagram, in cui i contenuti sono esteticamente belli ma contenutisticamente inadatti ad una fascia di età giovanile. Inoltre, questo social rappresenta un’opportunità per i giovani di costruirsi una propria identità lontano dagli occhi degli adulti, attraverso strumenti non esteticamente perfetti, ma creativamente molto utili anche per chi non ha particolari capacità di video-editing o doppiaggio.” – spiega l’esperta in comunicazione digital Valentina Vellucci.- Quindi l’applicazione consente di poter esprimere la propria creatività ad un pubblico molto vasto.

“Tiktok è un’ applicazione dove la velocità e la performance sono le cose più importanti. A questo proposito, mi colpì molto un fatto a cui ho assistito mentre ero al parco con mio figlio. Delle ragazzine intorno ai dieci, undici anni stavano, per l’appunto, girando un video per Tiktok. Queste ragazzine, però, apparivano nevrasteniche, nervose. Si arrabbiavano, perché non riuscivano a creare un passo in particolare.” – afferma la Psicologa Anna Quaglia.-

“L’applicazione, infatti, richiede di creare una performance perfetta in pochissimi secondi. Insomma, viene a mancare proprio il bello di un’attività come questa. La danza dovrebbe essere un momento goliardico, di gioco, in cui se si sbaglia si ride e si scherza. Le ragazzine invece avevamo un atteggiamento severo, rigido e quasi nevrotico. Sicuramente i genitori devono capire, innanzitutto, cos’è tiktok, come funziona e cosa comporta l’uso dell’applicazione.” -aggiunge, poi, la Dottoressa Quaglia.-

Come funziona TikTok e perché potrebbe essere pericoloso

Per garantire controllo e sicurezza nell’uso dell’app, il primo passo è capire a fondo che cos’è. Cosa vuol dire iscriversi a Tiktok?

La particolarità di Tik Tok sta nel fatto che è uno dei primi fenomeni mondiali di relazione tra diverse generazioni tra Occidente e Oriente. Qui sta il suo fascino, la sua potenza, ma sta anche il vero motivo per cui a livello geopolitico ed economico può essere pericoloso. Quando noi carichiamo un contenuto, il contenuto online è accessibile a tutti: è dunque importante informarsi sul trattamento dati. Esistono, poi, meccanismi di bias cognitivi che ci inducono a sviluppare una sorta di dipendenza. L’esperienza dell’utente che apre l’applicazione è quella di un continuo scorrimento, che potrebbe, volendo, continuare all’infinito, senza che l’utente debba fare nulla, eccetto guardare.” – chiarisce la professionista in comunicazione Valentina Vellucci.-

“È importante che i bambini capiscano che tiktok, anche se può sembrarlo, non è un gioco. Con la velocità a cui scorrono i video, infatti, può capitare che un bambino veda dei video non adatti alla sua età. Siccome il video dura pochissimo, il genitore può facilmente perdere il controllo di ciò che il bambino sta vedendo.” – spiega, poi, l’esperta in psicologia Anna Quaglia.-

Quali sono i pericoli per i bambini che usano Tik tok?

“Dobbiamo, naturalmente, riconoscere i rischi che l’applicazione comporta. Uno di questi è proprio quello di creare delle tensioni psicofisiche nelle persone che tentano di realizzare una determinata performance. C’è poi l’esasperazione della performance, che trasforma il corpo in un oggetto e la persona in un manichino, che mette in atto un comportamento privo di reale divertimento.” – afferma la Psicologa Anna Quaglia -.

Guida per genitori per uso corretto di Tik Tok: prevenire i pericoli

Cosa consiglia ai genitori? Cosa bisogna fare per proteggere i più piccoli dai pericoli dei social network?

Sicuramente un consiglio importante è di installare applicazioni di controllo e di impostare il controllo orario della fruizione delle app. C’è tuttavia un tema molto più importante: offrire valide alternative. Bisogna proporre al bambino un’alternativa di intrattenimento e di interazione sociale che sia più affascinante rispetto all’applicazione. Questo, naturalmente, non è semplice perché l’app è progettata per trascinare l’utente in un loop di contenuti che lo intrattenga il più a lungo possibile. Per molti genitori, poi, il tempo da dedicare ai bambini scarseggia, e questo complica le cose.” -afferma l’esperta in social Valentina Vellucci –.

Consiglio ai genitori di non fare utilizzare questo tipo di applicazioni ai bambini, ma preferire applicazioni dove i video sono più lunghi. Optate, ad esempio, per YouTube o Netflix, dove il bambino può guardare cartoni animati e video adatti alla sua età. Il mio consiglio è dunque di lasciare che il bambino utilizzi piattaforme gratuite alternative, dove il genitore può, attraverso la cronologia, controllare che il bambino sta guardando contenuti sicuri e adeguati alla sua età.” – conclude, infine, la psicologa Anna Quaglia.-

Cosa devono sapere i genitori per un uso corretto di Tiktok: ecco la guida per prevenire rischi e pericoli:

  • Ricordare che Tiktok non è un gioco.
  • Stare attenti all’utilizzo che i bambini fanno dell’applicazione.
  • Proporre ai bambini valide alternative per il loro intrattenimento.
  • Avvertirli circa i pericoli che l’utilizzo di Tiktok comporta.
  • Installare delle applicazioni di controllo.
  • Cercare di controllare, per quanto possibile, i contenuti che i bambini visualizzano.
  • Impostare un limite di ore per la fruizione di app come Tiktok.
  • Proporre ai bambini delle applicazioni più adatte alla loro età.
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avatar Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro.Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte.Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. 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La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto