Chi è Silvia Romano oggi: biografia e storia rapimento da Le Iene

Antonella Acernese 9 Gennaio 2021

Dopo aver sentito la sua storia a Le Iene, ecco chi è Silvia Romano oggi e cosa fa a Milano: biografia, età, fidanzato, famiglia e vita privata di Aisha.

Laureata presso la Unimed CIELS, facoltà per mediatori linguistici per la sicurezza e la difesa sociale, con una tesi sulla tratta di esseri umani.

Grande appassionata di fitness. Difatti lavora presso la palestra “Pro Patria 1883” di Milano e in seguito alla “Zero Gravity”.

Dopo la laurea triennale, decide di inseguire il suo sogno: entrare nel mondo della cooperazione internazionale. Il 20 Novembre 2018 la donna, durante la sua seconda missione da volontaria dell’associazione “Africa Milele Onlus”, viene rapita in Kenya, nel piccolo villaggio di Chakama.

Il 9 Maggio 2019, dopo 18 mesi di prigionia, l’intelligence italiana libera la cooperante. Il ritorno della donna in Italia, ha fatto scalpore per la sua conversione all’Islam. Ad occuparsi del caso, giornali e programmi come Le Iene, in particolare Matteo Viviani che in più servizi e video a parlato del rapimento della donna.

Ma non la conosceremo solo per la storia del suo rapimento sentita soprattutto a Le Iene, chi è Silvia Romano oggi, quanti anni ha, altezza, fisico, fidanzato, e vita privata e cosa fa a Milano, sarà una sua biografia a dircelo.

Chi è Silvia Romano oggi: biografia, vita privata, fidanzato e famiglia della cooperante italiana

Per scrivere una biografia e sapere chi è Silvia Romano, Facebook, Instagram e  interviste a lei e a conoscenti, ci possono essere d’aiuto per sapere, età, vita privata, origini e fidanzato e cosa fa oggi a Milano.

Nata a Milano il 13 Settembre 1995. La ragazza, insieme alla mamma e alla sorella Giulia, vive in un quartiere residenziale nella zona Est di Milano, il Casoretto.

Bella, dai lunghi capelli castani ed occhi chiari, sempre sorridente. Empatica, studiosa, generosa. Il suo profilo Facebook è ricco di scatti che condivide, delle sue esperienze da studentessa, sportiva e poi volontaria.

La giovane è appassionata del mondo del fitness. Infatti lavora alla “Pro Patria 1883” di Milano, dove insegna ginnastica artistica alle bambine. E’ anche istruttrice nella palestrs “Zero Gravity”.

Nel 2014 si iscrive all’Università Ciels di Milano, un piccolo polo universitario specializzato in mediazione linguistica, scegliendo come indirizzo specifico “criminologia.” Il suo sogno è quello di aiutare i bambini nei Paesi in via di sviluppo e lavorare nella cooperazione internazionale.

Come riporta l’AGI, ad Agosto la giovane parte per il Kenya, con l’associazione Orphan’s dream. Aiuta i bambini in un orfanotrofio a Likoni, condividendo sul suo Facebook frasi e fotografie dell’esperienza.

Torna in Italia e, a Febbraio, si laurea con una tesi sulla tratta degli esseri umani. Poco tempo dopo, la studentessa riparte con un altra Onlus, “Africa Milele”, di Fano.

Silvia Romano è rapita in Kenia, nel villaggio di Chakama per opera di un commando di terroristi legati a Al-ShabaabPosto in quel momento poco sicuro”, come gli aveva suggerito Davide Ciarrapica, fondatore della Orphan’s dreams. “Le avevo detto di non andare a Chakama perché non era un “posto sicuro” – si legge dal Corriere –

Dopo 18 mesi di prigionia, il 9 Maggio la giovane viene liberata in Somalia. Il 10 Maggio atterra all’aeroporto di Ciampino. Ad attenderla, la sua famiglia, il premier Conte e il Ministro degli Esteri Luigi Di Maio. La giovane scende dalla scaletta dell’aereo con un jilbab di colore verde acqua, abito indossato dalle donne musulmane.

Da quel giorno sentiamo spesso parlare della ragazza, sono in tanti a voler sapere della sua storia, chi è Silvia Romano oggi, se incita o addirittura se ha partorito. Nonostante più volte lei stessa ha dichiarato di non essere mai stata violentata, di non essere stata costretta a sposarsi e tanto meno di avere una gravidanza.

Come è diventata Aisha e perchè ha cambiato nome

Molti la conoscono per quella famosa immagine che la vede scendere dalla scaletta dell’aereo con un jilbab di colore verde acqua, ma chi è Silvia Romano oggi a Milano, cosa fa e perché è diventata Aisha?

La giovane donna racconta la sua conversione nella sua unica intervista a Davide Piccardo, direttore del giornale “La Luce”, coordinatore delle moschee di Milano ed esponente di spicco della comunità islamica lombarda, a cui si avvicina dopo il suo ritorno in Italia.

La volontaria spiega che, prima della partenza per il Kenya, non era credente, anzi era completamente indifferente a Dio. L’avvicinamento alla religione, invece, è maturato dopo il rapimento: “Nel momento in cui fui rapita, iniziando la camminata, iniziai a pensare: io sono venuta a fare volontariato, stavo facendo del bene, perché è successo questo a me? Qual è la mia colpa?

Sempre a “La Luce”, la ragazza racconta cosa avviene successivamente, durante la lunga marcia verso la Somalia: “Quando già ero nella mia prigione. Lì ho iniziato a pensare: forse Dio mi ha punito. Forse Dio mi stava punendo per i miei peccati, perché non credevo in Lui, perché ero anni luce lontana da Lui”.

Da qui l’inizio di un percorso di ricerca interiore, fatto di domande esistenziali. La donna chiede ai carcerieri un Corano, per poter leggere e impiegare il tempo. La volontaria afferma di non aver trovato contraddizioni nel Corano, ma anzi, lo sente subito come un libro che  guida al bene.

La giovane cita poi, un episodio significativo, vale a dire la prima volta che ha pregato Dio. A Gennaio, chiusa in una stanza di prigione, avverte per la prima volta lo scoppio di un bombardamento. In quel momento di terrore, inizia a pregare Dio di salvarla per rivedere la sua famiglia.

La volontaria conferma di non essere stata condizionata né plagiata dai suoi carcerieri, ma di essersi convertita per libera scelta.

Come è diventata Aisha, Silvia Romano lo rivela sempre nell’intervista a “La Luce”. La giovane sogna di trovarsi in Italia e sul suo tesserino dell’ATM, c’era scritto Aisha, nome che significa “viva”. Inoltre Aisha è il nome della figlia di Abu Bakr, primo califfo dell’Islam, considerata la “madre dei credenti” e sposa del profeta Maometto.

Dal rapimento nel servizio de Le Iene a chi è Silvia Romano oggi

Oltre che del suo rapimento come conosciuto dai video Le Iene con narrazione della sua storia, chi è Silvia Romano e cosa fa oggi, è necessario saperlo per conoscere in maniera più approfondita il personaggio.

Innanzitutto partiamo dalla cronaca del rapimento. E’ il 20 Novembre quando, verso le 7 di sera, un gruppo di uomini armati di fucili e machete, piomba nel villaggio di Chakama. Dopo aver aperto il fuoco per spaventare gli abitanti, gli uomini prelevano con la forza la giovane dalla sua abitazione. La giovane viene tenuta prigioniera, e affronta un lungo viaggio fino in Somalia,.

Le Iene, con un servizio condotto da  Matteo Viviani e Riccardo Spagnoli in collaborazione con Alberizzi, corrispondente del Corriere della Sera, analizzano gli elementi poco chiari della vicenda. Alberizzi, è stato per tanto tempo in Kenya, per ricostruire la vicenda.

Secondo Alberizzi, i ranger del posto hanno individuato la giovane due volte, ma non hanno ottenuto l’autorizzazione a liberarla. 

Sia Le Iene, sia Alberizzi,  ipotizzano un ritardo nella liberazione della ragazza, a causa di interessi economici e scontri di potere, che ancora oggi sono poco chiari. La liberazione è poi avvenuta grazie ad un’operazione congiunta tra i servizi segreti italiani e le forze speciali turche.

Di Silvia Romano oggi  si hanno poche notizie, conduce una vita riservata. La giovane abita con la mamma e la sorella in un appartamento nella zona est di Milano, nel Casoretto. Frequenta la moschea di Cascina Gobba e le associazioni ad essa legata.

Tuttavia c’è stata una violenta campagna di odio, per la sua conversione. La cooperante spiega di sentirsi “gli occhi della gente addosso”: non so se mi riconoscono o se mi guardano semplicemente per il velo; in metro o in autobus credo colpisca il fatto che sono italiana e vestita così. Ma non mi dà particolarmente fastidio. Sento la mia anima libera e protetta da Dio”, come si legge nel sito di Repubblica.

Anagrafica Principale
Nasce a Milano il 13 Settembre 1995. Laureata presso la Unimed CIELS, facoltà per mediatori linguistici per la sicurezza e la difesa sociale, con una tesi sulla tratta di esseri umani. Grande appassionata di fitness. Il 20 Novembre 2018 la donna, durante la sua seconda missione da volontaria dell'associazione "Africa Milele Onlus", viene rapita in Kenya, nel piccolo villaggio di Chakama. Il 9 Maggio 2019, dopo 18 mesi di prigionia, l'intelligence italiana libera la cooperante.
Nome e CognomeSilvia Romano
Data di nascita13/09/1995
Luogo di nascitaMilano
ProfessioneCooperante
Anagrafica Principale
Nasce a Milano il 13 Settembre 1995. Laureata presso la Unimed CIELS, facoltà per mediatori linguistici per la sicurezza e la difesa sociale, con una tesi sulla tratta di esseri umani. Grande appassionata di fitness. Il 20 Novembre 2018 la donna, durante la sua seconda missione da volontaria dell'associazione "Africa Milele Onlus", viene rapita in Kenya, nel piccolo villaggio di Chakama. Il 9 Maggio 2019, dopo 18 mesi di prigionia, l'intelligence italiana libera la cooperante.
Nome e CognomeSilvia Romano
Data di nascita13/09/1995
Luogo di nascitaMilano
ProfessioneCooperante
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avatar Antonella Acernese Studentessa di Lettere Moderne alla Federico II di Napoli. Sono cresciuta a contatto con libri d'ogni genere, sviluppando amore verso le lettere e il potere della loro combinazione. Ho iniziato a collaborare con testate giornalistiche e scrivendo su blog, sin da giovanissima,. L'obiettivo di affermarmi nel mondo lavorativo, in qualità di giornalista, è la mia più grande motivazione .Fortemente affascinata dall'essere attiva sul campo e vigile nello sguardo nei confronti della realtà. Mi appassionano i dettagli, i retroscena di un fatto, la possibilità di scoprire antefatti e di non arrestarsi mai, in tale ricerca. Dico da sempre e senza remore, di essere nata per scrivere, per fondere insieme questa mia passione alla volontà di contribuire ad un servizio pubblico, ad informare e far conoscere.Scrittura pulita, chiara e rispettosa, un plain language, è ciò a cui miro nella stesura degli articoli, affinché cronaca e notizie possano essere consumate da tutti, senza alcun ostacolo di chiarezza. Leggi tutto