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Diventare falegname: come aprire una falegnameria, lavoro e stipendio

Cristina Siciliano 8 Settembre 2021
C. S.
28/09/2021

Ecco come diventare falegname, cosa fare per aprire una falegnameria, corsi e formazione, quanto guadagna ed opportunità di carriera.



Quello del falegname è un mestiere artigianale antico, ma ancora oggi molto richiesto.  Ma cosa fa, quali sono le mansioni e quanto guadagna in Italia? Cosa bisogna saper fare per esercitare questa professione, qual è lo stipendio? Facciamo riferimento ad una figura professionale che si occupa della lavorazione del legno, e che sa come plasmarlo e trasformarlo a seconda dei progetti e dei lavori da realizzare.

Di conseguenza, è spesso richiesto l’intervento di un professionista nei molteplici ambiti in cui il legno ed i suoi derivati sono utilizzati.

Le Regioni o enti privati possono promuovere corsi per diventare falegname: cosa serve sapere e quali requisiti bisogna possedere sarà in questo modo più semplice da capire per i principianti.

Una volta maturata la giusta esperienza, sarà possibile avviare un’attività in proprio, prendendo in carica lavori sempre più importanti.

Per aprire una partita IVA e diventare falegname professionista, formazione e mansioni devono essere ben chiare. I requisiti non vertono solo sulla manualità ma anche diverse competenze in progettistica, matematica e disegno.

Come diventare falegname: corsi, formazione, diploma e titoli di studio utili per il lavoro

Fino a pochi decenni fa, la strada più semplice per imparare a lavorare il legno era quella di assumere il ruolo di apprendisti di bottega, affiancando per anni un falegname professionista. Si trattava di un apprendistato non sempre retribuito, almeno all’inizio, in cui il principiante riceveva come ricompensa per il suo impegno e lavoro, la possibilità di imparare i segreti del legno e del mestiere. La formazione quindi richiedeva anche alcuni anni di lavoro in falegnameria, a diretto contatto con gli strumenti e gli attrezzi del mestiere. Teoria e pratica si mischiavano, e le conoscenze e le abilità acquisite andavano a forgiare il futuro professionista.

Oggi la continua evoluzione del mercato spesso impone conoscenze tecniche specifiche. Ci sono tantissime varietà di legno e derivati. Come pure sono infinite le applicazioni che possono essere fatte dei prodotti di falegnameria all’interno del mercato: progettazione e arredo, riparazione, restauro, eccetera. La scuola per diventare falegname professionista, con titolo di studio specifico, è l’Istituto tecnico professionale per l’artigianato e per l’industria, della durata di 5 anni.

La scuola consente di approfondire la conoscenza di alcune materie fondamentali, ovvero: il disegno artistico, il disegno tecnico, le tecniche di impiantistica e di produzione industriale, le tecniche di design e le norme relative all’ecosostenibilità. Al termine del quinquennio si otterrà inoltre una qualifica professionale. Altra strada percorribile è anche quella del liceo artistico, che prevede anche la possibilità di laurearsi e specializzarsi in determinati settori di nicchia.

Conseguito un attestato per diventare falegname, aprire una partita Iva è la seconda scelta da compiere per chi vuole mettersi in proprio. In alternativa è possibile cercare lavoro presso le imprese edili o imprese di falegnameria. Lavorare presso una ditta è un’ottima soluzione per assicurarsi uno stipendio nell’immediato, senza avere la necessità di farsi conoscere per ottenere clienti.

Come aprire una falegnameria: cosa fare, documenti

L’apertura di un’attività in proprio è soggetta a passaggi obbligati dal punto di vista burocratico. Essendo questa un’attività di tipo edile, per diventare imbianchino professionista aprire una partita IVA presso l’Agenzia delle Entrate è certamente tra i primi passaggi da svolgere. In seguito, bisognerà iscriversi presso la Camera di Commercio della propria provincia di residenza come artigiano.
Inoltre, sarà importante iscriversi presso l’Inps e l’Inail per i contributi previdenziali e quelli antinfortunistici.
Potrebbe anche essere necessario assumere un consulente finanziario o commercialista che possa gestire le questioni burocratiche e fiscali dell’attività, così da riuscire a tenere sotto controllo il pagamento dei tributi, le scadenze e tutto ciò di cui l’attività ha bisogno.

Quindi per aprire una falegnameria ed avviare l’attività occorrerà presentare una SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) al Comune di competenza. Tale procedura consentirà di avviare l’attività dopo 30 giorni in regime di silenzio assenso.

Bisognerà ottenere le opportune autorizzazioni a livello ambientale, che possono riguardare gli scarichi idrici o le emissioni in atmosfera.

Andranno inoltre curati gli adempimenti necessari per il locale utilizzato per l’attività. Quindi: va selezionata una superficie a carattere industriale o artigianale adeguata al genere di lavorazione che s’intende fare e bisogna verificare che i locali siano agibili e conformi alle normative edilizie vigenti.

Inoltre, trattandosi di un’attività che utilizza un materiale infiammabile, si dovrà ottenere il Certificato di Prevenzione Incendi da parte del Comando Provinciale Vigili del Fuoco.

Giornata falegname: cosa fa, mansioni tipiche del lavoro

Cosa fa il falegname, lavoro e mansioni tipiche o competenze, quali sono? Come prima cosa, il falegname ripara, modella e crea prodotti derivati dal legno. I suoi compiti sono molteplici e il suo intervento potrebbe essere richiesto per riparazioni relative ad infissi, porte, tetti, mobili più o meno complessi.

Al falegname viene anche richiesta la creazione di mobili su misura. La progettazione di cucine su misura, o camere da letto o altri elementi di arredo che potrebbe essere difficile reperire sul mercato. Diventare falegname a 30 anni, o anche a 40 anni, presuppone quindi oggi anche conoscenze relative al design e all’arredo. Che si tratti di uno stile moderno o classico, è importante imparare i segreti relativi alla progettazione e riparazione di mobili e cucine. Tra le sue principali responsabilità troviamo la costruzione e riparazione dei mobili.

Esistono diverse specializzazioni per i falegnami:

  • Ci sono i falegnami ebanisti che si occupano soprattutto della lavorazione del legname prezioso, come l’ebano e che vengono richiesti in modo particolare nel campo dell’arredamento e dell’interior design.
  • C’è l’intarsiatore, che invece si occupa della decorazione delle componenti in legno.
  • Il restauratore, invece si occupa della lavorazione di mobili antichi, riportandoli a brillare e cancellando le tracce del tempo.
  • Infine, il falegname professionista che interviene per qualsiasi intervento di riparazione, maniglie e parquet inclusi.
Stipendio falegname: quanto guadagna, costi e tasse

Oltre ad elencare i passaggi e la formazione necessaria per diventare falegname, stipendio e quanto si guadagna al mese saranno ulteriori indicazioni che forniremo in questa guida.

Generalmente, tale professionista lavora a ore e prende circa 20 euro, mentre per i falegnami apprendisti, la remunerazione media scende a fronte di una paga oraria di circa 15 euro. Invece, nel caso degli specialisti con grande esperienza, soprattutto nel design di interni, le tariffe possono aumentare.

Volendo approfondire il discorso relativo alla retribuzione, lo stipendio mensile si aggira dai 1.500 euro ai 1.700 euro, mentre nel caso dei falegnami apprendisti, inizialmente lo stipendio percepito è di circa 700 euro.

Come spesso accade per le mansioni manuali, in Italia lo stipendio da falegname, costo all’ora o alla giornata, non è molto elevato. Mentre un falegname in Germania guadagna una media di 2.400 euro mensili.

Oggi in Italia sarti, cuochi e falegnami sono figure professionali poco ambite. Ma bisogna sapere che lavorare come libero professionista può aumentare i guadagni e le opportunità di crescita e di carriera.

Infine, un falegname con grande esperienza può anche arrivare a gestire un proprio team, agendo come supervisore. In quel caso, dovrà insegnare il mestiere ai nuovi aspiranti apprendisti, trasmettendo il proprio know how.

Lavoro da falegname: offerte ed opportunità di carriera

Aprire una falegnameria e diventare falegname conviene se si è determinati. Per poter lavorare in questo ambito occorre sicuramente una buona dose di passione.

La carriera del falegname può indirizzarsi verso la lavorazione artistica del legno:

  • esempi di falegnameria artistica sono l’ebanisteria
  • la liuteria (costruzione di strumenti musicali a corda)
  • le attività di recupero e restauro di mobili antichi o sculture in legno.

E’ possibile trovare impiego anche nel settore dell’edilizia, come carpentiere del legno o falegname edile.

La carriera nella falegnameria può portare poi a ricoprire posizioni di responsabilità come capo squadra e responsabile di settore, oppure è possibile lavorare come artigiano autonomo ed aprire una bottega artigiana di falegnameria.

© Riproduzione Riservata
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Cristina Siciliano Sono laureata in Lettere Moderne e specializzanda in Filologia Moderna (curr. Umanistica Digitale). Ho esperienza nell'ambito della comunicazione ed ho svolto l'attività di pubblicista per diverse testate giornalistiche online, anche all'Estero. In questi ultimi due anni ho potuto lavorare come assistente part-time all'Università. Ho un'ottima conoscenza della lingua inglese e buone capacità informatiche e di Team working. Attualmente il mio punto di forza è sicuramente la mia modestia, che mi permette di conoscere tutti i miei limiti. Ho una grande passione per la scrittura, che è nata sulla carta ed è migrata sulla tastiera. Infatti, mi piace scoprire, conoscere, imparare e amo qualsiasi cosa racconti una storia. Leggi tutto