• Algeri
  • Casciello
  • De Leo
  • Gelisio
  • Falco
  • Boschetti
  • Meoli
  • Coniglio
  • di Geso
  • Pasquino
  • Gnudi
  • Rinaldi
  • Napolitani
  • Alemanno
  • Mazzone
  • Miraglia
  • Quaglia
  • Ward
  • Andreotti
  • Cacciatore
  • Romano
  • Romano
  • Carfagna
  • Liguori
  • Grassotti
  • Crepet
  • Tassone
  • Cocchi
  • Scorza
  • Buzzatti
  • Dalia
  • Rossetto
  • Chelini
  • Catizone
  • Barnaba
  • Bruzzone
  • Baietti
  • Santaniello
  • Valorzi
  • Bonanni
  • Bonetti
  • Quarta
  • Leone
  • Paleari
  • Califano
  • De Luca

Origini festa del papà: storia e perché si festeggia il 19 marzo

Flavia de Durante 16 Marzo 2021
F. d. D.
24/07/2021

Dalle origini della festa del papà al significato e storia di questa data, perché si festeggia il 19 marzo, differenze e tradizioni nel corso del tempo.

Ogni anno, il 19 marzo si celebra la festa del papà in Italia, seguendo la tradizione cattolica. La giornata, infatti, è dedicata a San Giuseppe, esempio di padre e marito modello e uomo che si occupò della crescita di Gesù.

Nel resto del mondo l’occasione cade in varie date. Spagna, Portogallo, Andorra, Bolivia, Honduras, Svizzera, Vaticano e Liechtenstein la celebrano, come l’Italia, il 19 Marzo.

Molti sono, però, i paesi che seguono la tradizione degli Stati Uniti, dove la giornata dedicata al padre si festeggia la terza domenica di giugno. La data è ovviamente variabile. Nel 2021, ad esempio, sarà il 20 di giugno.

Come quelle del giorno della mamma, le origini della festa del papà sono molto antiche, spesso narrate ai più piccoli, alla scuola materna o primaria.

Tra dolci, regali, dediche e frasi questa tradizione resta viva di anno in anno. Ecco come e quando è stata istituita la giornata del papà, le origini, la storia, il significato di questa data e cos’è cambiato nel tempo.

Origini festa del papà: storia e significato di questa data, perché si festeggia il 19 marzo

Per comprendere il significato della festa del papà e storia, dobbiamo indietro nel tempo, scoprendo quando è nata.

Come abbiamo visto, la celebrazione di questa giornata, in Italia, segue il calendario della Chiesa. I primi a festeggiare il giorno dedicato al padre putativo di Gesù, San Giuseppe, furono i monaci benedettini nel 1030 circa. Nel 1300, poi, si aggiunse l’ordine dei Servi di Maria e nel quattrocento quello dei francescani.

Nel 1497, Papa Sisto IV iscrisse ufficialmente la data nel calendario romano proprio per la celebrazione di San Giuseppe. Promossa anche dalle idee e dall’intervento di Pio V, la giornata fu poi dedicata al ricordo e al festeggiamento di tutti i padri, al loro coraggio e alla loro dedizione alla famiglia. Ecco quindi che ci dice la storia la festa del papà quando è nata.

La giornata marzolina fu così estesa a tutta la Chiesa, in particolar modo nel 1621 con Gregorio XV. Nel 1871, invece, San Giuseppe fu proclamato protettore dei padri di famiglia e patrono della Chiesa.

Dal 1968 al 1976, in Italia, il 19 marzo era considerato festivo anche agli effetti civili. In quella data, nell’intera nazione, era persino prevista la chiusura delle scuole. Nel 1977, però, venne soppresso con la legge n.54.

Come abbiamo visto, non tutti gli stati celebrano questa ricorrenza il 19 marzo.

Nel 1909, infatti, gli Stati Uniti diedero il via ad una nuova tradizione. Alle origini, la festa del papà in America nacque dall’idea di una donna di Spokane, stato di Washington. Sonora Smart Dodd, questo il suo nome, ascoltando un sermone sulla celebrazione delle mamme, introdusse l’ipotesi di festeggiare anche il padre. Il primo “Father’s day” americano cadde il 19 giugno 1910.

Resta uguale in tutto il mondo il significato della festa del papà, storia a parte. Celebrare con affetto la figura paterna, come punto di riferimento indispensabile, rappresenta un momento importante di ogni famiglia.

Perché si festeggia il 19 marzo: origini, usi e abitudini

Alcune tradizioni, nel corso degli anni, sanno sempre come trovare il proprio posto. Anche nel caso della festa del papà, usanze e abitudini nate alle origini di questo giorno continuano ad esistere tutt’ora.

Prima tra queste, come si è detto, omaggiare il genitore con regali, piccoli pensieri e frasi a lui dedicate. Ma non è tutto.

Dato che San Giuseppe coincide con la fine dell’inverno, in molte zone d’Italia in questa giornata si organizzano i riti di purificazione agraria, con tanto di falò, in un’atmosfera folkloristica.

Altra abitudine tipica di questa giornata rimasta invariata nel tempo è la ricetta di alcuni dolci. A Napoli, ad esempio, le famose zeppole di San Giuseppe. A Roma, i bignè al forno. In Toscana e in Umbria la frittella di riso. In Sicilia, la sfincia di San Giuseppe.

Proprio in quest’ultima regione esiste un’altra tradizione nata alle origini della festa del papà che, però, è rimasta meno viva nei secoli. Il santo festeggiato, nella tradizione popolare, protegge anche gli orfani e i più sfortunati. Per questo motivo, in alcune zone della Sicilia, il 19 marzo era comune invitare i poveri a pranzo.

Certamente i cambiamenti più radicali si sono verificati nella società. Ciò che maggiormente si è modificata nel corso del tempo, infatti, è la comune idea di “padre”. Non esiste più un archetipo, modello vero e proprio.

Specialmente con tutte le “forme” di famiglia che ogni giorno si fanno spazio nella società e che differiscono da quella tradizionale, ad oggi ci sono davvero tanti modi diversi per essere un papà. Tutti speciali.

Che sia biologico o adottivo, che sia da solo, che siano due, che viva lontano o che viva vicino, l’importante è che un padre sappia sempre dare supporto e amore. Sin dalle origini della giornata del papà, il 19 marzo, si festeggia proprio questo.

© Riproduzione Riservata
© Riproduzione Riservata
Flavia de Durante Studentessa di Lettere Moderne all'Università degli studi di Salerno. Profondamente ecologista e ambientalista, mi occupo di volontariato animalista. Mi interessa esplorare il mondo circostante in tutte le sue sfumature ed in particolare l'animo umano e i rapporti interpersonali. Amo da sempre la lettura e mi diletto a scrivere sin dalla prima adolescenza. I temi che maggiormente mi interessano sono quelli legati alla cultura, alla storia, al costume, all'ambiente, all'attualità. Vedo nel settore del giornalismo non solo la possibilità di trasmettere dati ed informazioni, ma anche una grande opportunità di acquisire nuove e varie conoscenze. La curiosità e la voglia di sapere sono i motori principali che mi hanno spinto a intraprendere questo percorso. Leggi tutto