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Discalculia: significato, cos’è, cause, esempi, esercizi e cura

Flavia de Durante 30 Settembre 2021
F. d. D.
19/10/2021

Cos'è la discalculia, significato e trattamento negli adulti e nei bambini: dall'evolutiva alla tipologia lieve, cause, esempi e riabilitazione.



Qual è la definizione di discalculia, il DSA in matematica e come si riconosce negli adulti e nei bambini per aiutare poi i soggetti affetti con terapie e trattamenti?

Parliamo di un disturbo specifico dell’abilità di numero e di calcolo, nello specifico cos’è e come riconoscerla. Fa parte dei DSA, i “Disturbi specifici dell’apprendimento“. In linea generale, si manifesta con una difficoltà nel comprendere e operare con i numeri.

Il disturbo si presenta quasi sempre associato alla dislessia. Tuttavia, in alcuni casi, anche se piuttosto rari, è un problema che si riscontra in modo isolato.

In Italia, il 20% circa degli studenti incontra difficoltà nell’apprendimento del sistema dei numeri. Ma secondo i dati dell’International Academy for Research in Learning Disabilities, soltanto per percentuali esigue si potrebbe parlare di discalculici, e come si fa a capire di esserlo, a breve lo vedremo. Una condizione non molto comune, si parla infatti, all’incirca, dello 0,5-1%.

Approfondiamo cos’è e il significato di discalculia lieve, evolutiva e le differenze del deficit negli adulti e nei bambini, i trattamenti e la riabilitazione. A parlarcene, la psicoterapeuta cognitivo-comportamentale Anna Quaglia.

Significato di discalculia: cos’è, cause e come riconoscerla in adolescenza e negli adulti

Per DSA in matematica facciamo riferimento ad un disturbo tipico dei ragazzi e dei bambini. Tuttavia, in circostanze straordinarie, si può verificare anche negli adulti. Parliamo di un disturbo specifico del sistema dei numeri e del calcolo. In assenza di lesioni neurologiche e di problemi cognitivi più generali.

“Iniziamo dalla definizione: la discalculia evolutiva è un deficit che viene diagnosticato già in età prescolare. Dev’essere diagnosticato in assenza di un ritardo mentale. Di fatti, non è possibile fare una diagnosi quando il soggetto ha un quoziente intellettivo che diagnostica un ritardo mentale.”- Principia la dott.ssa Quaglia.-

“Si tratta di un disturbo specifico dell’apprendimento. E riguarda la difficoltà del concettualizzare il numero, nel contare  e nel manipolare a mente i numeri. I genitori possono rendersi conto di questo problema anche da piccoli gesti e azioni. Ad esempio, quando il bambino non riesce ad organizzare i propri giocattoli secondo un ordine numerico. O spazio-temporale. Chiaramente, è importante in questo caso rivolgersi ad uno psicologo clinico, dell’età evolutiva o neuropsicologo. Che farà dei test psicometrici specifici per il deficit discalculico.”- Spiega la psicoterapeuta.-

“La discalculia evolutiva può essere di forma primaria o secondaria. Ciò dipende dal livello di astrazione del numero. Nella forma primaria ci sono difficoltà nell’acquisizione del numero e nella sua manipolazione. Nella forma secondaria, invece, si verifica una difficoltà nell’organizzazione degli algoritmi del calcolo e nell’ordine delle cifre.” – Analizza Anna Quaglia.

Quando parliamo di discalculci adulti, possiamo fare degli esempi per comprenderne meglio il significato?

“Questo deficit deriva da una problematica neuropsicologica, funzionale, genetica. Tuttavia, si può avere una discalculia in età adulta quando c’è una lesione cerebrale. In questi casi i problemi nel calcolo e nella numerazione appaiono improvvisamente nel soggetto adulto. Spesso, ad esempio, anche a causa di tumori cerebrali. O traumi cranici.”

Esempi di discalculo e trattamento terapeutico

Visto cos’è e il significato del deficit, parliamo di come aiutare un soggetto con discalculia, specialmente nei bambini, ma anche negli adulti. Innanzitutto, è bene sapere che bisogna intervenire all’origine del problema. E non sulla difficolta di calcolo in sè.

Ecco alcuni esempi per comprendere in cosa consiste il deficit discalculico.

  • difficoltà nell’identificare i numeri e nello scriverli. Specialmente quelli molto lunghi. O con tante cifre.
  • incapacità di scrivere numeri sotto dettatura.
  • fatica nell’apprendere le regole dei calcoli matematici. Come ad esempio esercizi in colonna, col riporto o prestito.
  • problemi nell’associazione di una quantità al numero corrispondente.
  • Come ha ricordato la psicoterapeuta, difficoltà di organizzazione spazio-temporale. O anche e visuo-spaziale. Questo si può notare anche nei bambini più piccoli.
  • difficoltà nel riconoscere i numeri che compongono una cifra. E anche i rapporti tra le stesse.
  • Particolari problemi nello svolgere le operazioni. Moltiplicazione, divisione, addizione e sottrazione. Anche le più “semplici.”
  • Correlato al punto precedente, problematiche nell’apprendere il significato dei segni matematici. Ossia più (+), meno (-), per (x) e diviso (÷).
  • Lentezza e difficoltà nel calcolo delle tabelline. Queste, di solito, si apprendono in moto automatico. Per i soggetti discalculici, invece, è necessario ricorrere a difficili procedure di calcolo. Per ottenere i risultati corretti.
  • Difficoltà nell’apprendere le sequenze numeriche. Sia ascendenti che discendenti.

Purtroppo, al momento, ci sono pochi studi sui trattamenti e la riabilitazione.  Nei bambini, si può lavorare sulle capacità numeriche, di calcolo e sulle strategie compensative. I discalculici hanno caratteristiche soggettive e non esistono “esercizi fissi” validi per tutti. Ci sono soggetti che riescono a memorizzare le tabelline. Altri che hanno grandi difficoltà anche per calcoli semplici. Per aiutarli, dunque, innanzitutto bisogna conoscere le potenzialità e difficoltà del piccolo paziente. Inoltre, necessaria una forte collaborazione tra scuola, famiglia e professionisti e specialisti. Per ottenere dei risultati soddisfacenti.

Si può curare la discalculia? Supporti ed esercizi per migliorare

Compreso il significato di discalculia, trattamento e come si interviene per risolvere il problema, lo indicherà la professionista Anna Quaglia:

La prognosi, purtroppo, non può essere quella di guarigione. Di fatti, si tratta di un problema neurologico disfunzionale. Tuttavia, si possono fornire dei supporti compensativi ai soggetti che soffrono di questo deficit. Quali tabelle e calcolatori elettronici che possono aiutare la persona nel calcolo. Inoltre, sono utili per una terapia mirata che ha lo scopo di insegnare alla persona ad essere più veloce e fluida con l’utilizzo di algoritmi.”- Precisa la dottoressa.-

“Chiaramente, è importante che i bambini e gli adulti con questo deficit abbiano programmi dispensativi per SDA. Attraverso questi programmi potranno avere, nelle diverse fasi della vita, compiti che tengono conto della difficoltà della persona. E, sicuramente, avranno bisogno di tempi differenti per svolgere le loro performance. Scolastiche o lavorative.”- Afferma, concludendo, Anna Quaglia.

Per gli esercizi per aiutare i bambini con discalculia, le dita sono un ottimo strumento e un ottimo supporto per il calcolo.  Si deve incentivare il soggetto ad usarle, al fine di acquisire le prime tecniche del calcolo mentale. Un’altra strategia è quella di far imparare solo metà tavola pitagorica. Questa tavola “a metà” è conosciuta come “tavola pitagorica cinese”. Si basa sull’eliminazione delle ridondanze. La seconda metà della tavola, infatti, può essere appresa dal soggetto con la commutazione dei fattori. (Appreso quanto fa 2×7, posso ricavare automaticamente 7×2). Così facendo i 72 risultati contenuti nella tavoli pitagorica vengono ridotti a 36.

© Riproduzione Riservata
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Flavia de Durante Studentessa di Lettere Moderne all'Università degli studi di Salerno. Profondamente ecologista e ambientalista, mi occupo di volontariato animalista. Mi interessa esplorare il mondo circostante in tutte le sue sfumature ed in particolare l'animo umano e i rapporti interpersonali. Amo da sempre la lettura e mi diletto a scrivere sin dalla prima adolescenza. I temi che maggiormente mi interessano sono quelli legati alla cultura, alla storia, al costume, all'ambiente, all'attualità. Vedo nel settore del giornalismo non solo la possibilità di trasmettere dati ed informazioni, ma anche una grande opportunità di acquisire nuove e varie conoscenze. La curiosità e la voglia di sapere sono i motori principali che mi hanno spinto a intraprendere questo percorso. Leggi tutto