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14 gennaio 2015

Silk Road On-Line: il commercio elettronico 2.0 oscuro di nuovo on web

Diventare Hacker

Silk Road, il portare del commercio elettronico che funziona attraverso i servizi nascosti del software di anonimato Tor, dove poter acquistare di tutto, è di nuovo on line. Ma cosa è successo al sito Silk Road e perchè è stato rimesso nuovamente in rete?

Se Marco Polo fosse ancora tra di noi probabilmente non avrebbe creduto ai suoi occhi nel constatare che la Via della Seta del ventunesimo secolo non è più quel reticolo di strade e acque navigabili che in origine collegava l’impero romano a quello cinese, percorsa dai mercanti che intendevano espandere i loro affari verso l’estremo oriente.

In comune con quella Silk Road, la Via della Seta che è tornata on line nella giornata di ieri dopo un black out che durava ormai dal 6 novembre scorso ha solo l’anima commerciale, nonché, ovviamente, la volontà dei commercianti di rivolgersi ad un mercato pressoché globale.

Silk Road: perchè è stato censurato e chiuso dall’FBI

Ci riferiamo, naturalmente, al sito di commercio elettronico Silk Road, una sorta di terra di nessuno dove anonimi utenti vendono e comprano prodotti considerati fuorilegge dalla maggior parte delle giurisdizioni del mondo (droga, armi, pornografia).

All’interno di quello che è stato definito il mercato nero del web si può pagare la merce in bitcoin, la moneta virtuale più utilizzata su internet, cosa che rende le transazioni totalmente anonime e di difficile tracciabilità.

Questo non ha impedito all’FBI di chiudere il sito per due volte, nell’ottobre 2013 e nel novembre 2014, e di arrestarne il presunto fondatore, l’americano Ross W. Ulbrict, che agiva con lo pseudonimo di Dread Pirate Roberts, con l’accusa di traffico di droga, violazione di computer e riciclaggio di denaro sporco. L’uomo è anche accusato di essere il mandante dell’omicidio di sei persone, uccise per aver cercato di contrastare i suoi illeciti affari.

Il fenomeno Silk Road è solo una delle tante manifestazioni di quello viene comunemente inteso come Deep Web, o web nascosto, ovverosia l’insieme dei siti internet che i normali motori di ricerca non segnalano.

Naturalmente, non tutto il web sommerso presenta contenuti illegali, ma non si può negare che proprio l’estrema riservatezza e la crittografia nelle transazioni commerciali possano rivelarsi l’habitat naturale per la proliferazione delle compravendite illecite.

Contro il diffondersi dei siti come Silk Road, l’FBI ha da tempo attivato una robusta controffensiva, arrestandone gli autori e i gestori, resi ancora più difficili da rintracciare a causa dell’anonimato che, a certi livelli, lo strumento informatico è ancora in grado di garantire.

E’ tuttavia innegabile che il lato oscuro ed a volte il più cattivo del world wide web rappresenta ancora un avversario molto abile e sfuggente, a testimonianza del fatto che internet non è sempre un luogo sicuro.


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