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18 marzo 2015

Pensioni lavoratori pubblici, liberi professionisti e pensione sociale

Requisiti disoccupazione 2016

Dalla legge Fornero alla Riforma Renzi, pensioni anticipate, quota 100 e opzione donna: ecco cosa cambia per le pensioni lavoratori pubblici rispetto ai liberi professionisti partita Iva, inoltre ipotesi di pensione sociale

Le ultime notizie sulle pensioni lavoratori pubblici o privati con partita Iva in aderenza alla riforma pensioni Renzi e dopo la legge Fornero.

Ecco quali sono i requisiti e i calcoli per avere un’idea dell’ammontare degli assegni delle pensioni lavoratori dall’anno 2015 dopo le novità introdotte dal Governo Renzi che negli ultimi giorni cerca un accordo con le altre forze e con i sindacati che lavorano ancora sul passagio tra sistema contributivo e sistema retributivo.

Le formule che si sentono sul dibattito politico delle pensioni lavoratori italiani sono tante: innanzitutto si distingue tra pensioni dei lavoratori autonomi uomini e pensioni lavoratori autonomi donne, tra pensioni dei lavoratori liberi professionisti a partita Iva e pensioni lavoratori pubblici dipendenti. Cerchiamo di capire quali sono le differenze, come e quando andare in pensione, come calcolare la pensione e in ultimo cosa si intende per pensione sociale e come calcolarla.

Ad ogni formula di quelle appena elencate corrispondono talvolta requisiti e assegni pensionistici differenti perché a requisiti diversi e a tempistiche diverse rispondono formule di calcolo dell’assegno finale differenti (la pensione si calcola con sistema retributivo, contributivo o misto).

Cosa accade, ad esempio per le pensioni dei lavoratori autonomi e per le pensioni lavoratori pubblici? L’Inps riporta tabelle di dati ai quali attenersi per capire quali sono i requisiti precisi e il calcolo da applicare in base al tipo di lavoro svolto. Per quanto riguarda le pensioni lavoratori liberi professionisti le codette pensioni partita Iva, invece, non è raro trovare consigli su una pensione complementare oltre che quella pubblica, in tal modo ci si garantisce uno sbalzo di tenore di vita non troppo traumatico. Tali direttive sono dovute al fatto che attualmente chi è libero professionista potrebbe ricevere un assegno pensionistico del 50% inferiore all’ultimo assegno di stipendio.

E la pensione sociale? È un assegno di 448 euro concesso provvisoriamente a chi ha serie documentate difficoltà economiche (ad, esempio, se la persona che percepisce la pensione sociale soggiorna all’estero per più di 30 giorni, l’assegno viene immediatamente sospeso). Ma vediamo nel dettaglio come queste pensioni lavoratori sono differenti tra loro.

Pensioni lavoratori pubblici: come funziona, quando andare in pensione e come calcolare la pensione

Allo stato attuale, potranno accedere alle pensioni lavoratori pubblici che hanno raggiunto 66 anni e 3 mesi di età anagrafica e almeno 20 anni di età contributiva. Il requisito minimo di età contributiva è previsto è comunque 20 anni. L’unica eccezione è per i lavoratori assunti dal 1 gennaio 1996, per i quali la pensione è calcolata interamente con sistema contributivo (1,5 volte l’assegno sociale) rivalutato in base all’andamento del pil. I requisiti anagrafici, invece, sono da controllare annualmente, in quanto variano in base alla speranza di vita aggiornato annualmente dall’Istat. Quali sono invece i requisiti per le pensioni lavoratori pubblici anticipata? Sono necessari, ad oggi, 42 anni e 6 mesi per i lavoratori e 41 anni e 6 mesi per le lavoratrici – stavolta gli anni si intendono unicamente come età contributiva.

In caso si abbiano 20 anni di contributi e si desideri andare comunque in pensione anticipatamente, è necessaria un’età anagrafica di 63 anni e 7 mesi. Anche in questo caso, i valori possono cambiare in base alla rivalutazione Istat.

Le modalità di calcolo da adottare per le pensioni lavoratori sono:

  • per chi ha iniziato a lavorare dopo il 1995, quello contributivo, basato sul calcolo della somma delle pensioni annue del lavoratore, sul 33% dei contributi e sui tassi di acpitalizzazione;
  • per chi ha 18 anni di contributi fino allo stesso anno, misto (ovvero, calcolare con sistema retributivo fino al 2011 e poi con sistema contributivo);
  • per chi entro il ’95 non ha maturato 18 anni di contributi, retributivo, basato sulla retribuzione complessiva del periodo lavorativo e sulla rivalutazione Istat.

Pensione liberi professionisti: come funzione, quando andare in pensione e come calcolare la pensione

Le pensioni dei lavoratori liberi professionisti iscritti ai fondi pensione sostitutivi, va calcolata in base alla quota 96, ovvero avendo 60 anni di età anagrafica e 36 anni di età contributiva. Per le pensioni lavoratori autonomi è invece necessario raggiungere la quota 97 (61 anni età anagrafica; 36 età contributiva). Dall’età contribtiva vanno sottratti i periodi di disoccupazione e malattia. Come accennato, avere un fondo pensione può fare si che non ci sia uno sbalzo eccessivo di tenore di vita tra l’ultimo assegno di stipendio e il primo assegno pensionistico.

Con il fondo pensione si va a creare una rendita complementare da aggiungere alla pensione normale di vecchiaia o anzianità.

Il calcolo da seguire è generalmente quello contributivo – può capitare che ci siano delle eccezioni in quanto è possibile che per qualche professione in particolare non venga seguita la regola generale (calcolo contributivo).

Pensione Sociale: requisiti Inps, a chi spetta e quando si può andare in pensione

La pensione sociale, che cos’è: si tratta di un assegno a cui hanno diritto i cittadini che si trovano in condizioni economiche molto disagiate e con redditi che non arrivano neanche al minimo stabilito dalla legge. Oggi viene chiamata assegno sociale – ma ciò che si intende è quella che è sempre stata “pensione sociale”.

Il diritto alla pensione sociale viene basato sul reddito personale per i cittadini non sposati e su reddito cumulato per quelli sposati. Come già accennato, si tratta di un’agevolazione provvisoria, postuma all’attenta verifica dei dati di reddito e di residenza che viene fatta ogni anno. Non si tratta di assegni trasferibili in alcun modo e non è possibile averlo come “di più” (come già detto, se chi ha l’assegno sociale soggiorna all’estero per un mese, la pensione sociale viene immediatamente sospesa).

Dopo aver visto le norme, quali sono i requisiti? I requisiti per l’assegno sociale sono: avere 65 anni; essere in stato di bisogno economico; essere cittadini italiani; essere stati residenti nello stato italiano per gli ultimi 10 anni.

La domanda per la pensione sociale può esser fatta via internet, tramite il sito dell’Inps; telefonicamente; tramite patronati o intermediari dell’Inps. Una volta effettuata la richiesta, l’assegno arriverà il mese successivo.

L’importo è pari a 448,52 euro per 13 mesi. Per quest’anno il limite di reddito è di 5.830,76 euro all’anno.

Ambra Benvenuto


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