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29 aprile 2015

Anoressia: sintomi, cause e conseguenze: come riconoscerla e curarla

Anoressia di Oliviero Toscani

Anoressia, sintomi, cause, conseguenze, come riconoscerla, come inizia e come si cura: i consigli per i giovani e per gli studenti della dott.ssa Laura Benvenuto

Anoressia di Oliviero Toscani

Anoressia di Oliviero Toscani

L’anoressia è tra i più noti disturbi alimentari tra i giovani ed è il più pericoloso e la prima causa di morte dovuta a psicopatologia dopo il suicidio.

E’ una problematica che si riscontra molto nel sesso femminile e l’età d’insorgenza varia dai dieci anni fino alla tarda adolescenza ed all’inizio dell’età adulta.

C’è da dire però che la casistica si sta modificando negli ultimi anni con un incremento dei casi di anoressia maschile.

Sono molti i pazienti che soffrono di questo disturbo in concomitanza con altre due patologie appartenenti allo stesso spettro: la vigoressia che è l’ossessione per il corpo muscoloso, scolpito, forte e l’ortoressia che implica una serie di convinzioni difficilmente criticabili riguardo la necessità di seguire uno stile di vita sano, un alimentazione corretta e l’osservazione di regole che rischiano di portare ad un ritiro sociale progressivo perché sempre più vincolanti. Inoltre ad infoltire il numero di casi di anoressia ci si mette anche l’insorgenza del disturbo in età sempre più precoce: ci sono casi che si manifestano intorno agli otto anni di età.

Anoressia, sintomi e come riconoscerla

I sintomi riguardano due sfere principali: l’immagine corporea e l’esigenza di controllare due aspetti quotidiani della propria vita come il cibo ed il peso.

L’adolescente inizia a mangiare sempre meno, a pesare ogni alimento ed a contare le calorie che contiene, evita di mangiare in compagnia per evitare di essere costretto ad assumere un quantitativo di cibo superiore a quello che ritiene adeguato. Spesso ha un immagine corporea molto distorta di sé: è convinto/a di essere più grasso/a di quello che in realtà è, passa ore in bagno o davanti lo specchio esaminando ogni più piccolo dettaglio del suo corpo, arriva a contarsi le costole per assicurarsi di essere dimagrito/a: questa dispercezione del corpo è definita in psicologia dismorfofobia: il paziente si percepisce deforme ed è terrorizzato da alcune parti del suo corpo che ritiene motivo di vergogna o di derisione altrui al punto da disconoscerle dallo schema corporea dissociandosene.

Le anoressiche hanno una tendenza a fare un forsennato esercizio fisico con allenamenti durissimi spesso di loro invenzione: fanno km anche in pieno inverno pur di non aumentare neanche di un etto e cercano di sudare quanto più è possibile: è frequente che d’estate scelgano le ore più calde della giornata per camminare o correre.

Un altro aspetto disfunzionale è la vita affettiva di questi/e pazienti poiché la necessità di ricorrere a rituali come il pesare i cibi, il negarsi ogni convivialità, ogni invito a mangiare in compagnia deteriorano i rapporti sia in famiglia che fuori. A questo quadro di isolamento sociale si affianca il progressivo disinteresse per la sessualità con conseguenze catastrofiche sulla coppia.

Non è facile individuare le cause dell’anoressia anche perché ogni paziente ha una storia personale a sé. C’è un largo consenso nel ritenere le dinamiche familiari indubbiamente responsabili dell’insorgere di questo disturbo. Famiglie altamente conflittuali, controllanti, invischiate sono il terreno più fertile in cui sorge l’anoressia ed i disturbi del comportamento alimentare in genere. Inoltre è stato riscontrato che questo disturbo emerge con maggiore frequenza in seguito a lutti e separazioni (non necessariamente dei genitori della paziente) ed a vissuti di abuso. Questi pazienti grazie al controllo ossessivo della realtà e del corpo si costruiscono uno scudo difensivo che li protegge dal crollo: i sintomi di anoressia sono un modo per evitare il contatto con i vissuti ed i sentimenti legati al ricordo del trauma.

Anoressia e conseguenze di tipo fisico che psichico

Le conseguenze di questa patologia sono sia di tipo fisico che psichico. A livello corporeo si ha un deterioramento totale delle funzioni biologiche che riguardano tutti gli organi: la conseguenza più frequente è l’interruzione del ciclo mestruale, c’è poi un alterazione della frequenza cardiaca che tende ad aumentare, l’indebolimento dello smalto dentale e, nei casi di anoressia più gravi si arriva all’osteoporosi anche in età giovane.

Quando questo disturbo insorge in età adolescenziale può essere pregiudicato il raggiungimento del picco massimo di massa ossea e di conseguenza un rischio maggiore di fratture. Per quanto concerne la psiche queste pazienti resteranno sempre con questa preoccupazione pervasiva per il cibo, anche se sfumata, inoltre potrebbero spostare l’ipercontrollo dalla sfera alimentare ad un altro aspetto importante della propria vita. E’ molto frequente inoltre che dall’anoressia di passi ad altri disturbi del comportamento alimentare alternando ciclicamente le dinamiche tipiche di ognuno di essi. Recenti studi hanno rilevato la correlazione tra disturbi alimentari in adolescenza ed insorgenza di un disturbo bipolare in età adulta.

Anoressia e cura: i consigli degli esperti: ecco come e quando intervenire

Trattandosi come detto prima di una psicopatologia che insorge in contesti familiari conflittuali e disturbati, il trattamento psicoterapico ad approccio sistemico- relazionale è da preferire: il terapeuta prende in carico l’intera famiglia ed esplora insieme ad essa le dinamiche disfunzionali che hanno portato a questo quadro clinico.

Come uscire dall'Anoressia

Come uscire dall’Anoressia

Nei casi più complessi è consigliabile affiancare alla terapia familiare anche uno spazio individuale per il/la paziente; inoltre è importante la collaborazione con una nutrizionista che sia addentro le problematiche e le resistenze tipiche di questi disturbi e la difficoltà ad affidarsi a terzi. E’ frequente in casi di grave sottopeso ricorrere al ricovero ospedaliero per complicazioni mediche dovute all’eccessiva denutrizione. Ci sono poi valide strutture residenziali in cui un equipe multidisciplinare lavora proprio sulla ripresa di peso e sul riequilibrio psicofisico. Molto utilizzata è l’arte terapia ed in particolare la danza terapia proprio per il ruolo centrale che assume il corpo. Dunque con questo tipo di patologia il lavoro in rete è estremamente importante, la paziente va accolta e seguita in tutti gli aspetti della sua vita al fine di ritrovare un armonia personale e relazionale.


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