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Studentessa anoressica: la mia storia dei problemi alimentari di Giulia

Redazione Controcampus 29 Marzo 2012
R. C.
31/07/2021

La storia di Giulia, studentessa anoressica raccontata da Controcampus, la storia di una studentessa nutrita di tanto coraggio.

Più volte si parla delle difficoltà in cui ci si può imbattere intraprendendo un percorso di studi universitario e delle problematiche “diversamente” importanti, a cui un giovane dovrà far fronte dopo aver scelto di proseguire gli studi per conseguire la “non più famosa” laurea (ma ugualmente tanto sognata da mamma e papà!).

In primis la complessità della fase di esordio e  di “rottura del ghiaccio” con la realtà accademica tutta, totalmente diversa dai luoghi e dai percorsi di studi fatti in precedenza.

A seguire l’impatto con i nuovi metodi e tempi di studio, senza le fatidiche interrogazioni a sorpresa, la lezione di educazione fisica, il marinare la scuola perché si è impreparati e, infine, anche il caffè preso con i bidelli dopo aver superato in corner un’interrogazione.

L’università è chiaramente diversa. Ben presto, infatti, ci si ritrova catapultati in un vorticoso susseguirsi di corsi, di appelli e di esami…e il tutto rischia, spesso, di diventare un incalzare costante di ansie da prestazione, di stress, di tensioni e di tutte le innumerevoli, e più o meno banali, problematiche da tipica “sindrome dello studente”.

Per quanto ne possano dire  e raccontare “i grandi”, che vivono ormai da anni nel circolo vizioso e virtuoso del mondo del lavoro, la vita dello studente universitario non è sempre una vita facile, soprattutto quando alla già significativa fase di trapasso dal liceo all’università, si va ad aggiungere anche  un trasferimento  da fare per studiare fuori sede.

Un vero e proprio stravolgimento della propria vita, oserei dire. Tanti, spesso troppi cambiamenti si realizzano nel giro di soli pochi mesi, forse settimane e, non è detto, che gli stessi si rivelino sempre “premianti” o che giovino effettivamente al percorso universitario (soprattutto per chi non è stato mai particolarmente aperto “alle novità”).

E se a tutto ciò, se a questa fase di trapasso, al lasciare la propria città, se allo stress da vita da studente si giungesse già con un proprio e personalissimo bagaglio sulle spalle, con una vera e propria zavorra che già da un “pezzo” caratterizza e condiziona la propria vita?

La storia di Giulia studentessa anoressica: io e la la lotta con i miei problemi alimentari

Oggi Controcampus vuol raccontarvi una storia, la dolce storia di un’amica, la storia di una ragazza e anoressica. Per ovvi motivi di privacy, la chiameremo semplicemente Giulia. Chi è Giulia?

Giulia è una giovanissima studentessa anoressica di Reggio Calabria, città che ha lasciato da meno di un anno, dopo una parentesi in adolescenza a Como, per studiare Ingegneria Chimica presso il Politecnico di Milano.

Ha solo diciannove anni e da ben sei, purtroppo, soffre di disturbi dell’alimentazione: dapprima bulimica e ignara del suo stato, oggi anoressica e consapevole di avere un problema da affrontare assolutamente e di cui, oggi, però, sa anche di poter parlare, tanto da voler raccontare, attraverso la “penna” di Controcampus, la sua storia. Una schietta testimonianza per sensibilizzare ancora sull’argomento e per aiutare chi, come Giulia, sta combattendo duramente contro questa patologia.

Giulia, quando hai iniziato ad accusare i primi sintomi del tuo “problema” e scoprire di essere anoressica? Ma, soprattutto, quando hai finalmente raggiunto quel livello di consapevolezza tale da renderti conto che il tuo “non aver fame” fosse patologico?

“Tutto è iniziato per gioco. Mi sono guardata allo specchio e non mi piacevo più, dovevo fare qualcosa. E quello che chiamavo gioco è presto diventato qualcosa di serio. Dopo pochi mesi di bulimia mi sono resa conto che non riuscivo a “smettere”. Lì ho capito di avere un problema. Ma la consapevolezza si costruisce giorno per giorno, dopo 6 anni non mi ritengo ancora pienamente consapevole.”

Sei stata tu a renderti conto che c’era qualcosa che non “andava” nel tuo rapporto con il cibo o qualcun altro ti ha fatto notare la “stranezza” del tuo comportamento alimentare?

“Me ne sono resa conto da sola. Ricordo ancora che feci delle ricerche on-line per capire cosa mi stesse accadendo… I miei genitori se sono accorti quando ero nella fase anoressica (dopo un anno di bulimia) perché ovviamente avevo perso parecchio peso e non mangiavo più niente.”

Da se anni sono anoressica: ecco perché voglio raccontarlo

Sei stata in cura presso centri di recupero per disturbi alimentari, sei andata in terapia o hai scelto la strada della gestione e risoluzione autonoma del problema?

“Diciamo che sia io che i miei genitori le abbiamo provate un po’ tutte. Sono stata ricoverata parecchie volte in ospedale, non ne ricordo nemmeno il numero. Quattro anni fa sono stata nel centro di Todi, Palazzo Francisci. Oltre i ricoveri,  sono stata seguita da psicologi e psichiatri privati… Ho anche assunto antidepressivi e ansiolitici in un certo periodo.”

Ti sei da non molto trasferita a Milano, in una realtà tanto diversa da quella in cui eri vissuta, dove è lampante l’esistenza di uno stile di vita “tipico” e dove i ritmi sono “alti”. Un posto nuovo, con gente nuova soprattutto: questo è stato significativo rispetto al tuo problema? Hai tratto beneficio da questo trasferimento per studio o è stato come peggiorare la situazione?

“Penso sia il caso di valutare sia i pro che i contro di questa esperienza. Sicuramente in questi mesi a Milano ho acquisito una consapevolezza maggiore del mio “problema” e ho capito che devo iniziare a prendermi cura di me stessa prima di poter andare avanti nella vita. Mi sono resa conto che l’università non accetta le perdite di tempo e concentrazione causate dalla malattia. Però devo dire che i ritmi di vita frenetici che conduco mi causano molta ansia, e l’ansia è il nemico più grande da combattere.”

Lo studio per la studentessa anoressica, quanto hanno inciso

L’università e lo studio, nel bene o nel male, pensi abbiamo inciso in qualche misura rispetto al peggioramento/miglioramento del tuo stato di salute e/o psicologico?

“Sono stati molti incisivi. Sempre stata molto brava a scuola e vedermi “incapace” di sostenere il mio percorso universitario mi ha demoralizzata moltissimo e ha fatto sicuramente peggiorare il tutto. Sono arrivata a “scappare” a casa da mia mamma per un mese perché sentivo troppa pressione ed ero entrata in crisi.”

I tuoi colleghi/e universitari, sanno o si sono accorti del tuo rapporto poco “sereno” col cibo e del tuo essere anoressica?

“Questo non saprei dirlo. Però immagino che vedendomi saltare sempre il pranzo abbiamo intuito qualcosa.”

Hai trovato in loro aiuto, strumenti o mezzi di conforto e a cui aggrapparti per “uscirne fuori” o per fronteggiare il problema di essere anoressica?

“In un primo momento sicuramente sì. Però poi sono crollata e quando succede non permetto a nessuno di avvicinarsi o di darmi una mano, spesso non lo permetto nemmeno alla mia famiglia.”

Giulia studentessa anoressica e i rapporti con gli amici

Dal tuo punto di vista, pensi che i disturbi alimentari, e l’essere anoressica, abbia un grave impatto sulle relazioni amicali, sentimentali e di colleganza che si vivono?

“Ha un pessimo impatto su ogni tipo di relazione interpersonale e io stessa l’ho potuto verificare. Molti dei miei modi di fare dipendono dal disturbo e sono sicuramente fastidiosi e impossibili da capire per chi non lo vive o non lo ha mai vissuto. Mi sento un’”estranea” tra i miei coetanei, a volte non riesco nemmeno a stare in mezzo alle persone perché le paranoie, le ossessioni e i pensieri negativi mi schiacciano.”

Ovvio che il tuo apporto calorico/energetico quotidiano è estremamente ridotto. Mi viene spontaneo chiederti, cos’è che, oggi, per davvero ti da’ “forza” e ed “energie” per arrivare a fine giornata e per far fronte alle difficoltà che possono emergere vivendo in un’altra città e da sola? C’è qualcosa o qualcuno che oggi rappresenta il tuo supporto e la tua ancora e che ti sta direttamente o indirettamente aiutando a vivere al meglio questa esperienza milanese… nonostante tutto?

“Convivo con la mia alimentazione poco sana da molto tempo e nemmeno io so come vado avanti. Probabilmente compensando la restrizione con gli episodi bulimici non perdo molto peso e riesco ad avere un minimo di energia. E l’esperienza milanese la vivo così, non ho trovato ancora nessun tipo di supporto.”

Il consiglio della studentessa anoressica ai giovani studenti

Come te ci sono tanti giovani studenti universitari, soprattutto studentesse, che vivono le tue stesse difficoltà a causa di problemi di anoressia o di bulimia.

Ae potessi parlare ai tanti che non vogliono accettare di avere un disagio come quello di essere anoressica e/o che soprattutto rifiutano la sola idea di dover essere aiutati e supportati per uscirne, cosa diresti? Quale consiglio daresti loro?

“Gli consiglieri di smettere di scappare e affrontare il loro problema perché è una vera e propria malattia e può portare alla morte. Sfogare il proprio dolore sul cibo e pressoché inutile, in questo modo non si affrontano le situazioni ma si evitano, e a lungo andare ci si trova con una “valigia” piena di rabbia, lacrime e paure non affrontate, che diventa sempre più pesante.

La strada per la guarigione non è breve, ma questo non deve spaventare…nessuno può affrontarla da solo e da solo non ne può uscire (se non con una grandissima forza di volontà). Si DEVE guarire da questo male perché rende impossibile costruire il proprio futuro.

Io ho già buttato gli anni del liceo stando in vari letti d’ospedale e scappando da una città all’altra nell’illusione che cambiando il luogo sarei cambiata io. NON E’ COSI’.

E soprattutto ho perso  gli ultimi anni di vita di mio padre in questo modo e me lo perdonerò mai.  Per questo oggi sto ancora lottando, perché mi rendo perfettamente conto che coltivare (e con quanta cura!) dentro di sé qualcosa di così dannoso non può essere un bene. In nessun caso.”

Una storia difficile, dura, complessa quella che ci ha appena raccontato Giulia studentessa anoressica. Una situazione non semplice da gestire, un problema oltremodo  duro da affrontare per una diciannovenne domiciliata in una città distante oltre mille chilometri dal suo mondo… sotto tutti i punti di vista.

Raccontarsi non è mai facile, parlare di un problema anche meno, dichiarare ammettendo a sé stessi e agli altri di essere anoressici, ancor di più. Ma raccontarsi rappresenta anche un enorme passo avanti, un piccolo gradino verso l’uscita dal tunnel, un seppur minimo, ma importante avanzare verso la via della consapevolezza.

Tieni duro Giulia, sei già a metà dell’opera… In bocca al lupo da tutta la redazione di Controcampus.

Pasqualina Scalea

© Riproduzione Riservata
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Redazione Controcampus Controcampus è Il magazine più letto dai giovani su: Scuola, Università, Ricerca, Formazione, Lavoro. Controcampus nasce nell’ottobre 2001 con la missione di affiancare con la notizia e l’informazione, il mondo dell’istruzione e dell’università. Il suo cuore pulsante sono i giovani, menti libere e non compromesse da nessun interesse di parte. Il progetto è ambizioso e Controcampus cresce e si evolve arricchendo il proprio staff con nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus, ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. 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Controcampus ha un proprio obiettivo: confermarsi come la principale fonte di informazione universitaria, diventando giorno dopo giorno, notizia dopo notizia un punto di riferimento per i giovani universitari, per i dottorandi, per i ricercatori, per i docenti che costituiscono il target di riferimento del portale. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito, l’università gratis. L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La Storia Controcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione. Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani. Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004 Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero. Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore. Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi: Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e Filosofia Il giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno. Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure. Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10. Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze. Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50. Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta. Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali. Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp. È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia. Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze. La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009 A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono: Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitaria Cominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo. Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggi Nel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale. Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico. Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali. Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università. Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza. Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria. Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto