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1 ottobre 2015

Riforma pensioni 2015: ultime news e che cos’è la busta arancione Inps

Riforma pensioni 2015: arriva la busta arancione

Novità ad oggi sulla riforma pensioni 2015: ultime news sull’arrivo della busta arancione per oltre un milione di cittadini: ecco cos’è la busta arancione Inps

Riforma pensioni 2015: arriva la busta arancione

Riforma pensioni 2015: arriva la busta arancione

Intanto il Padoan e Poletti sono a lavoro per trovare un’unica soluzione per esodati e maggiore flessibilità da introdurre nella prossima Legge di Stabilità. Ultime notizie su riforma pensioni 2015: che cos’è la busta arancione e video con informazioni e novità.

Alla luce delle numerose novità che ciclicamente interessano il sistema previdenziale in Italia, l’Inps nei prossimi giorni invierà ad oltre un milione di italiani, lavoratori attivi, la cosiddetta busta arancione. Ma che cos’è la busta arancione Inps e come funziona? In pratica si tratta di una simulazione per il calcolo della pensione ed è un servizio già attivo sul sito Inps con il nome “La mia Pensione”.

La riforma pensioni 2015 prevede maggiore informazione e trasparenza anche per i tanti lavoratori che, con poca dimestichezza col web, non conoscono tutti gli aggiornamenti e le novità che possono modificare la loro posizione contributiva.

Il governo Renzi sta lavorando attivamente per rendere lq prossima riforma pensioni quanto più vicina alle esigenze dei cittadini. Dopo la proposta di legge di Alternativa Libera che denunciava i tanti privilegi ancora riservati da Montecitorio ai parlamentari, le ultime notizie sulla riforma delle pensioni spostano nuovamente l’attenzione sui cittadini. Ma gli aggiornamenti più attesi sono quelli che riguardano esodati, donne lavoratrici e disoccupati prossimi alla pensione che chiedono maggiore flessibilità.

Riforma pensioni 2015: cos’è e a cosa serve la busta arancione Inps, come funziona

Se si desidera una simulazione del calcolo della pensione quanto più veritiero possibile, nei prossimi giorni sarà possibile servirsi del servizio La mia Pensione dell’Inps. In realtà il simulatore del calcolo della pensione Inps è già attivo on line, e la busta arancione sarà spedita a “tutti coloro che non hanno fatto la simulazione online, perché vogliamo incoraggiarli a prendere il Pin sul sito“. In pratica i lavoratori iscritti all’istituto di previdenza, dopo aver richiesto il PIN, potranno così calcolare l’importo lordo dell’assegno pensionistico e anche la differenza tra il primo assegno pensionistico e l’ultima busta paga.

Il simulatore si basa sulla normativa attualmente in vigore in seguito alla riforma pensioni 2015 e su altri tre elementi: l’età del lavoratore, la sua storia lavorativa e il suo reddito. In realtà sono 18 milioni gli italiani che possono utilizzare il simulatore online della pensione, ma la busta arancione sarà recapitata solo ad 1 milione di loro.

I lavoratori che hanno versato i contributi al fondo pensioni lavoratori dipendenti, alle gestioni speciali dei lavoratori autonomi (e cioè gli artigiani e i commercianti, i coltivatori diretti, i coloni e i mezzadri) e alle varie gestioni separate possono comunque calcolare online la loro pensione futura in seguito alla riforma pensioni, pur non avendo ricevuto la busta.

I dipendenti pubblici dovranno attendere il 2016 per usufruire del servizio La mia Pensione Inps.

Ultime notizie per esodati, opzione donna e flessibilità in uscita

In queste ore il ministro dell’Economia Padoan ed il ministro del Lavoro Poletti sono impegnati a risolvere la difficile questione degli esodati. Come anticipato dal governo, la settima salvaguardia e l’opzione donna entreranno a far parte della prossima Legge di Stabilità. Ma la riforma pensioni dovrebbe contenere anche una formula di flessibilità in uscita capace di consentire la richiesta di una pensione anticipata.

La riforma pensioni 2015, secondo alcune previsioni su Il Sole 24 Ore, conterrebbe penalizzazioni intorno al 4% sulla quota retributiva dell’assegno, con età minima per l’anticipo fissata a 63 anni e qualche mese, ovvero non più di tre anni dall’età di vecchiaia valida dal 2016. Gli anni di contributi minimi restano 35, soglia che consentirebbe di non esporre i lavoratori al rischio di un’uscita con assegni troppo bassi. Per opzione donna la riforma della pensione dovrebbe riconoscere alle dipendenti di 58 anni e 35 di contributi, con maturazione del requisito entro l’anno, un ritiro anticipato con penalizzazione del 3% l’anno per massimi tre anni in luogo del ricalcolo contributivo.


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