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8 settembre 2016

Voto di laurea specialistica: come calcolarlo e come fare ricorso

Calcolo voto di laurea
Calcolo voto di laurea specialistica

Calcolo voto di laurea specialistica

Calcolo voto di laurea specialistica e magistrale. Ecco i criteri per calcolare il punteggio di partenza per lauree triennali, specialistiche e magistrali.

Diritto allo studio e come fare ricorso per il voto di laurea specialistica: intervista all’Avv. Francesco Leone.

Giunti alla fine del proprio percorso universitario, gli studenti sono chiamati ad adempiere diversi oneri burocratici. Dalle code in segreteria per l’acquisizione dei moduli alla ricerca del relatore e dell’argomento della tesi. Fino ad arrivare alle operazioni di calcolo del punteggio di partenza per la laurea.

Ma come si calcola il voto di laurea specialistica e magistrale? Quali sono le regole?

Va, anzitutto, precisato che in diversi atenei e dipartimenti italiani il corso di laurea specialistica, ex D.M. n. 509, non è più attivo.

L’attuale ordinamento universitario ne ha, di fatto, decretato una trasformazione formale e progressiva.

La riforma del 1999 aveva istituito il cosiddetto sistema del “3+2”, caratterizzato dal doppio binario “Laurea Triennale” e “Laurea Specialistica”.

Il D.M. 270/2004 ha, invece, tratteggiato una nuova articolazione. Un meccanismo contrassegnato dai seguenti livelli d’istruzione. “Laurea di primo livello” (di 3 anni e 180 cfu) e “Laurea magistrale” (di 2 anni e 120 cfu). Quest’ultima, in sostanza, ha sostituito il “vecchio” corso di studi specialistico, conservandone l’assetto.

Voto di laurea specialistica e magistrale: come calcolarlo, media ponderata e calcolo voto

Anche la laurea magistrale ha, infatti, durata biennale e concerne l’acquisizione di 120 crediti. Questi ultimi, di norma, dovrebbero essere, a loro volta, del tutto svincolati dai cfu conseguiti nel triennio. E dovrebbero circoscrivere, pertanto, il campo d’indagine del percorso universitario magistrale o specialistico di ciascuno studente.

L’imprinting dei decreti ministeriali 509/99 e 270/04, riconoscono maggiore autonomia alle singole sedi universitarie.

Il calcolo del voto di laurea specialistica avviene sulla scorta dei soli esami sostenuti durante il relativo biennio.

Del resto, l’articolo 11, lettera D), del D.M. 270/2004 recita che ogni ordinamento didattico determina “le caratteristiche della prova finale per il conseguimento del titolo di studio”.

Come calcolare il voto di laurea specialistica e magistrale? Prima di arrivare all’aspetto pratico dell’operazione bisogna tenere presente che i singoli regolamenti didattici di corso di studio possono prevedere ulteriori disposizioni,  e personalizzare le modalità di svolgimento della prova finale.

Sicché, il meccanismo di calcolo del voto di laurea magistrale o specialistica appare tutt’altro che uniforme. Basti pensare, ad esempio, che persino il punteggio massimo attribuibile all’elaborato finale (tesi) può variare da ateneo ad ateneo.

Quel che è certo, è che, di norma, per poter sostenere la prova finale, lo studente deve:

  1. a) aver acquisito il numero dei crediti previsto dall’Ordinamento didattico del corso di studi meno quelli assegnati alla prova finale.
  2. b) aver adempiuto agli eventuali specifici obblighi formativi aggiuntivi.
  3. c) essere in regola con il pagamento delle tasse di iscrizione e dei contributi universitari.

La valutazione finale è espressa in cento-decimi. La prova s’intende superata con una votazione minima di 66/110. E in caso di votazione massima, la Commissione di laurea può concedere la lode, di norma su decisione unanime. In generale, dunque, il voto di laurea consegue alla trasformazione in cento-decimi della media voti degli esami di profitto.

Calcolo voto di laurea specialistica: media ponderata e aritmetica

Per i corsi di studio ante riforme la media da calcolare era – o è – aritmetica/matematica. I Decreti Ministeriali 509/1999 e 270/2004 hanno introdotto la media ponderata. Che, a differenza della precedente, è imperniata sul meccanismo dei crediti formativi. In sostanza, il calcolo del voto di laurea afferente ai corsi di studio riformati avviene:

  1. a) moltiplicando ogni voto ottenuto in ciascun esame di profitto per i cfu corrispondenti.
  2. b) sommando i prodotti ottenuti e dividendo la somma ricavata per il totale dei crediti.
  3. c) moltiplicando il risultato finale per 110 e dividendo per 30.

Resta ferma, per entrambi gli ordinamenti, la regola secondo cui la valutazione del voto finale debba basarsi sulla media dei voti riportati durante l’intero corso di studi. Una media che è, come detto, espressa in cento-decimi e pesata in base ai cfu attribuiti ad ogni insegnamento.

A determinare l’entità del voto finale, però, sono anche altri due fattori: la qualità dell’elaborato o della presentazione e la carriera dello studente. Alcuni atenei, o meglio alcuni dipartimenti, adottano, in conformità alle normative del D.M. 270/2004 ed ai propri regolamenti didattici, metodologie di calcolo destinate a premiare il merito e l’impegno dei singoli studenti.

In tal senso, al voto di partenza possono essere aggiunti diversi punti a seconda, ad esempio, che la laurea sia conseguita nei tempi della durata legale del corso di studi, o per altri fattori di merito quali le lodi e il progetto Erasmus.

Alcuni regolamenti didattici prevedono a possibilità di conferire dei punti in più per l’attribuzione del voto di laurea magistrale ex D.M. 270/2004. Ciò riguarderebbe quegli studenti che abbiano acquisito determinati punteggi nella prova finale della laurea triennale. In tal senso, dunque, il calcolo del voto di laurea specialistica e magistrale, risulterebbe strettamente correlato al voto ottenuto alla fine del triennio.

Come fare ricorso sul calcolo del voto di Laurea per l’Avvocato Leone

In quali casi uno studente può realmente rivolgersi ad un legale, per ottenere la tutela dei propri diritti?

“L’esplosione dei ricorsi sul diritto allo studio ha varie cause. La prima, sicuramente, è la proliferazione dei social network e la facilità con la quale tra gli studenti si condividono le notizie. Ed infatti, oggi la lesione di un diritto diventa immediatamente una notizia condivisa centinaia di volte in rete.

Questo consente agli studenti di avere maggiore consapevolezza sia dei propri diritti, sia degli strumenti attivabili per la loro tutela. Vi è un altro fattore importante. Oggi sottoscrivere un ricorso costa molto meno rispetto ad un paio di anni fa. Ciò lo si deve a diversi fattori. Il più importante probabilmente è la diffusione dei ricorsi collettivi che consentono un importante abbattimento dei costi per gli studi legali.

Ciò detto, il consiglio che mi sento di dare a tutti i ragazzi è quello di tenersi costantemente informati, avere un rapporto attivo con la propria università. E quando si ha il sospetto di aver subito un torto, di rivolgersi immediatamente ad un avvocato specializzato nel settore. A volte, infatti, solo l’occhio esperto di un legale può scovare delle illegittimità o, di contro, ritenere regolare un provvedimento dell’amministrazione.

In quali casi è possibile fare ricorso contro un errato calcolo del voto di Laurea? Più in generale, alle regole afferenti alla determinazione del voto di laurea specialistica?

“La legge di riferimento, a dire il vero, prevede che le lauree triennali e le lauree specialistiche siano due corsi distinti e separati. Testimonianza ne è il fatto che al percorso specialistico, in molti casi, possono accedere anche laureati di altri atenei. O laureati che hanno conseguito un titolo triennale a volte non strettamente afferente a quello del biennio finale.

Essendo due corsi differenti, è necessario che il voto di laurea specialistica sia riferito esclusivamente al piano di studi della biennale e non a quello di entrambi. – conclude l’Avv. Leone -.


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