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7 aprile 2003

Chiude il presidio sanitario

Fisciano, 28 Febbraio scorso è stato l’ultimo giorno in cui il presidio sanitario, posto all’interno del campus universitario, ha espletato regolarmenFisciano, 28 Febbraio scorso è stato l’ultimo giorno in cui il presidio sanitario, posto all’interno del campus universitario, ha espletato regolarmente le sue funzioni, da quella data infatti ne è stata decretata la chiusura. A dire il vero la sentenza di sfratto per i due medici, i due infermieri, i due autisti e i molti volontari che si costituivano come personale del presidio è giunta formalmente lo scorso 20 Gennaio quando scadeva la convenzione, della durata di tre anni, stipulata con l’ EDISU.
Il contratto era stato stretto dall’EDISU con l’associazione di volontariato il “ PUNTO” presieduta da Antonio Aliberti che in qualità di presidente, nonostante la scadenza della convenzione, aveva lasciato operativo il presidio in attesa che la Regione Campania, a cui erano state demandate le competenze del servizio, individuasse nuovi criteri per indire una gara di appalto o, viceversa, per rimettere la gestione nelle mani dell’ ASL SA 2. Né l’una né l’altra ipotesi hanno trovato possibilità di essere adottate, si è preferito, infatti, chiudere il presidio e rimandare alla Croce Rossa di Salerno o di Mercato San Severino l’espletazione del servizio in caso di eventuali richieste di prestazioni sanitarie provenienti dal campus. Per le emergenze, invece, l’unico canale a cui rimane possibile rivolgersi è il 118. Dal campus così scompaiono i medici, gli infermieri e le autoambulanze, quest’ultime in caso dovessero servire dovranno muoversi dal presidio ospedaliero di Curteri o di Salerno, eppure proprio il presidio era stato considerato uno dei punti di forza dell’Ateneo, tanto più che contribuiva a proiettare quell’immagine di struttura di campus americano tanto caro alla nostra idea di sviluppo di Ateneo. Ma, forse, effettivamente è cosa poco rilevante la perdita di una struttura come quella di un presidio sanitario, la sua attività si costituiva solo attraverso 120 interventi al mese di cui una ventina d’emergenza, la sua attività garantiva ai 45mila studenti che ogni giorno si riversano nei plessi universitari un diritto importante quello di poter avere un immediato soccorso sanitario per ogni eventuale necessità. Ma ecco che nonostante la volontà di ricalcare quel modello americano di università, quel campus ridente a stelle e strisce, il carattere proprio della nazionalità italiana non poteva smentirsi: da oggi in poi chiunque dovesse sentirsi male abbia la compiacenza di attendere tre quarti d’ora, un’ora, non si sa, dipende soprattutto da quando si deciderà di alzare la cornetta per chiamare il 118, dai tempi dell’ambulanza che deve partire , dal traffico….. non vi preoccupate i vostri soldi non sono andati in fumo …. C’è sempre la possibilità che arriviate in tempo….. in bocca al lupo!

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