Il grande amore per l’Africa. L’autrice Ilaria Goffredo si racconta

Redazione Controcampus 22 Ottobre 2012

Ilaria Goffredo, classe ‘87, originaria della provincia di Taranto e autrice dei romanzi Amore e guerra e Il cavaliere d’Africa.

Ilaria Goffredo, classe ‘87, originaria della provincia di Taranto e autrice dei romanzi Amore e guerra e Il cavaliere d’Africa. È lei la protagonista dell’intervista che segue. Ilaria dapprima ha frequentato l&”8217;istituto professionale per i servizi turistici che le ha permesso di viaggiare in tutta Europa lavorando in agenzie di viaggi e grandi villaggi turistici, e come hostess durante convegni e guida turistica, per turisti tedeschi e inglesi. nel suo splendido paese barocco.

Nel 2005 ha lavorato come volontaria in una scuola professionale di Malindi, in Kenya. Proprio là è sbocciato l’amore per quella terra meravigliosa e per la sua gente straordinaria. «Non passa giorno in cui io non pensi all’Africa» ci rivela la stessa giovane.

Nell&”8217;ottobre 2010 si ha conseguito la laurea che le consente di svolgere la professione di educatore professionale nel campo del disagio minorile, della devianza e della marginalità. È sposata, oggi, e ha una bambina di due anni e mezzo e un bimbo di un anno. Ha vinto diversi premi letterari per racconti e diari di viaggio.

Ilaria, parlaci delle tue opere letterarie.

«Al momento ho all’attivo la pubblicazione di due romanzi editi da Zerounoundici Edizioni. Amore e guerra è uscito il 27 gennaio 2012 in versione cartacea, ebook e audiolibroed è ambientato in Rwanda, nel 1994, durante uno dei più terribili genocidi che la storia ricordi. Siria, una giovane educatrice italiana che lavora in un orfanotrofio alla periferia di Kigali, si trova improvvisamente coinvolta nel conflitto etnico tra hutu e tutsi. Angosciata per la sorte dei bambini a cui ha dedicato la vita, incontra due uomini che faranno la differenza in un momento così tragico: Ian, giornalista newyorkese della BBC e Jimmy, tenente canadese dell’ONU. Tra bombardamenti e stragi a colpi di machete, esplosioni di mine e lotte per la sopravvivenza, la vita di Siria sarà stravolta dall’orrore e dall’amore. Ho scritto questo romanzo per dare voce alle vittime delle stragi che si consumano silenziose sotto gli occhi dell’Occidente, per non dimenticare affinché simili drammi non si ripetano. Ma anche per dimostrare che ciò che può salvare l’uomo anche nelle situazioni più disperate, è la forza dell’amore. Il cavaliere d’Africa è uscito il 20 luglio 2012 &”8211; sia in versione cartacea che ebook ed è ambientato In Kenya, ai giorni nostri. Selene è una studentessa italiana che, grazie al suo ottimo rendimento scolastico, riceve l’opportunità di partire per un viaggio a Malindi. Lì lavora come volontaria in una scuola professionale per giovani kenyoti. Si trova spiazzata davanti alla natura incontaminata e selvaggia, ma rimane anche sconvolta dalla povertà indicibile e dalle ingiustizie di un mondo così lontano dal suo, in tutti i sensi. Durante il soggiorno conosce Edward, giovane insegnante kenyota, con il quale nasce un rapporto difficile, per le grandi differenze culturali, ma viscerale, animato da un amore profondo e una passione impetuosa. Amore che non avrà vita facile dato che Selene dovrà presto far ritorno in Italia. Il cavaliere d’Africa sarà presto pubblicato anche in inglese, spagnolo e portoghese. Ho deciso di scrivere questa storia per raccontare al mondo ciò che ho visto in Africa e che mi ha sconvolta nel profondo, proprio come è accaduto a Selene, ma anche per lanciare un messaggio di speranza: le differenze culturali si possono facilmente valicare per amare altri popoli come fratelli. Inoltre ho pubblicato un racconto dal titolo Un regalo per Kaninu – disponibile anche audiolibro edito dalla stessa casa editrice, che narra lo struggente Natale di Kaninu, un bambino kenyota di dieci anni costantemente in lotta per la vita. Ho scritto questo racconto nel periodo dello scorso Natale, con l’obiettivo di mettere in risalto le differenze tra il Natale di un bambino africano e quello di un bambino italiano.»

Sulla base di quanto esprimi attraverso la scrittura, si direbbe che il mal d’Africa esiste, eccome. Per te cos’è?

«Certo che esiste, anche se è difficile esprimerlo pienamente a parole. Lo definirei una nostalgia profonda, una sofferenza dolce ma spietata che non lascia scampo. Ogni giorno, ogni cosa mi ricorda ciò che ho visto e vissuto in Africa, dal sole al profumo della brezza, al sorriso di un bambino. Un continuo confronto con ciò che ho lasciato laggiù: la vita vera palpitante nella natura selvaggia, nella gioia della gente. Qualcosa che attraversa l’anima, che le dà respiro dopo anni di “apnea” nella nostra società. Ma sono certa che non si può comprendere fino in fondo se non si prova sulla propria pelle.»

Come descriveresti la terra africana e le tue esperienze lì? Cosa ti hanno lasciato?

«Credo che l’Africa sia uno dei posti più magici della Terra. In un certo senso è come andare indietro nel tempo, sotto un cielo che non sa di smog ma di stelle, dove l’uomo non ha ancora ingrigito ogni cosa con le sue costruzioni impersonali, dove tutto è uguale da secoli. Però non è solo questo: l’incanto viene bruscamente interrotto dalla miseria in cui versa la popolazione. Bambini che si aggrappano ai finestrini dei pulmini in corsa per chiedere ai bianchi qualcosa da mangiare, baby prostitute che partoriscono nei bagni dei casinò, ragazzini che sniffano colla oppure olio di motore di aerei per non avvertire la fame, uomini che muoiono soli ai bordi delle strade. Quest’esperienza è stata allo stesso tempo la più bella e la più terribile della mia vita. Mi ha cambiata profondamente. In un certo senso mi ha fatto aprire gli occhi sul mondo, che è ben altro della piccola realtà in cui ognuno vive quotidianamente; sull’assurdo divario tra Paesi sviluppati e sottosviluppati; sulle responsabilità di tale divario, che in realtà sono nostre dato che andiamo in quei Paesi soltanto per prendere. Ma mi ha anche spinta ad apprezzare maggiormente ogni cosa che noi reputiamo normale come l’acqua, sempre disponibile e potabile ma che in Africa diventa straordinaria.»

Hai sempre desiderato pubblicare libri?

«A dire il vero, no. Non avevo mai pensato di diventare scrittrice, nonostante sin da piccola adorassi inventare storie e personaggi. È stata la volontà di raccontare agli altri ciò che ho visto e provato in Kenya a darmi la spinta iniziale. Poi, una volta che ho cominciato a scrivere “seriamente”, ho capito che la mia mano non si sarebbe più fermata.»

Come riesci a conciliare la tua vita di giovane moglie e madre, con l’attività di scrittrice?

«Non è assolutamente facile, ma come si dice volere è potere. Di giorno ho pochissimo tempo libero, perciò è di notte, quando i bambini dormono e il mondo è silenzioso, che dedico del tempo alla mia passione. Scrivo fino a tarda notte o spesso fino al primo mattino nonostante le mie giornate comincino veramente presto.»

Per Ilaria l’ispirazione è?

«L’ispirazione è qualcosa che giunge all’improvviso  un baluginio di idee nella mente, una scossa elettrica che mi fa dire: “Come ho fatto a non pensarci prima?” È piacevole e inattesa, ma quando ne prendo coscienza non potrebbe essere altrimenti. Può trattarsi della storia che stavo attendendo di scoprire e raccontare, o di episodi minori in un romanzo già in fase di scrittura, o di esclamazioni e modi di dire che vorrei far citare ai miei personaggi. In ogni caso se sono libera il che è difficile come ho già detto prima mi precipito a scrivere, se non lo sono appunto velocemente le riflessioni su di un foglio e poi, di notte, riorganizzo gli appunti e sviluppo il tutto.»

Desideri futuri in termini libreschi? Pubblicherai altro?

«Ho scritto altri libri sull’Africa che spero vedranno presto la luce. Inoltre ultimamente ho scoperto la passione per i romanzi storici: mi sto infatti dedicando ad una saga di quattro o cinque libri più un prequel, ambientata negli anni della seconda guerra mondiale nel sud Italia. Un progetto impegnativo per l’accurata ricerca storica, necessaria ma assolutamente affascinante e gratificante. Parlando in termini più concreti il primo capitolo della saga, intitolato Tregua nell’ambra; Il segreto dell’anello, è finalista nel concorso nazionale Ilmioesordio Feltrinelli. Chi è interessato può leggere gratuitamente l’anteprima sul sito Ilmiolibro. Vincere sarà dura ma in ogni caso essere arrivata sin qui è già per me un grande traguardo.»

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L’università a portata di click è cosi che ci piace chiamarla. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei nostri lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. La StoriaControcampus è un periodico d’informazione universitaria, tra i primi per diffusione.Ha la sua sede principale a Salerno e molte altri sedi presso i principali atenei italiani.Una rivista con la denominazione Controcampus, fondata dal ventitreenne Mario Di Stasi nel 2001, fu pubblicata per la prima volta nel Ottobre 2001 con un numero 0. Il giornale nei primi anni di attività non riuscì a mantenere una costanza di pubblicazione. Nel 2002, raggiunta una minima possibilità economica, venne registrato al Tribunale di Salerno. Nel Settembre del 2004 ne seguì la registrazione ed integrazione della testata www.controcampus.it. Dalle origini al 2004Controcampus nacque nel Settembre del 2001 quando Mario Di Stasi, allora studente della facoltà di giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Salerno, decise di fondare una rivista che offrisse la possibilità a tutti coloro che vivevano il campus campano di poter raccontare la loro vita universitaria, e ad altrettanta popolazione universitaria di conoscere notizie che li riguardassero.Il primo numero venne diffuso all’interno della sola Università di Salerno, nei corridoi, nelle aule e nei dipartimenti. Per il lancio vennero scelti i tre giorni nei quali si tenevano le elezioni universitarie per il rinnovo degli organi di rappresentanza studentesca. In quei giorni il fermento e la partecipazione alla vita universitaria era enorme, e l’idea fu proprio quella di arrivare ad un numero elevatissimo di persone. Controcampus riuscì a terminare le copie date in stampa nel giro di pochissime ore.Era un mensile. La foliazione era di 6 pagine, in due colori, stampate in 5.000 copie e ristampa di altre 5.000 copie (primo numero). Come sede del giornale fu scelto un luogo strategico, un posto che potesse essere d’aiuto a cercare fonti quanto più attendibili e giovani interessati alla scrittura ed all’ informazione universitaria. La prima redazione aveva sede presso il corridoio della facoltà di giurisprudenza, in un locale adibito in precedenza a magazzino ed allora in disuso. La redazione era quindi raccolta in un unico ambiente ed era composta da un gruppo di ragazzi, di studenti (oltre al direttore) interessati all’idea di avere uno spazio e la possibilità di informare ed essere informati. Le principali figure erano, oltre a Mario Di Stasi:Giovanni Acconciagioco, studente della facoltà di scienze della comunicazione Mario Ferrazzano, studente della facoltà di Lettere e FilosofiaIl giornale veniva fatto stampare da una tipografia esterna nei pressi della stessa università di Salerno.Nei giorni successivi alla prima distribuzione, molte furono le persone che si avvicinarono al nuovo progetto universitario, chi per cercarne una copia, chi per poter partecipare attivamente. Stava per nascere un nuovo fenomeno mai conosciuto prima, Controcampus, “il periodico d’informazione universitaria”. “L’università gratis, quello che si può dire e quello che altrimenti non si sarebbe detto”, erano questi i primi slogan con cui si presentava il periodico, quasi a farne intendere e precisare la sua intenzione di università libera e senza privilegi, informazione a 360° senza censure.Il giornale, nei primi numeri, era composto da una copertina che raccoglieva le immagini (foto) più rappresentative del mese, un sommario e, a seguire, Campus Voci, la pagina del direttore. La quarta pagina ospitava l’intervista al corpo docente e o amministrativo (il primo numero aveva l’intervista al rettore uscente G. Donsi e al rettore in carica R. Pasquino). Nelle pagine successive era possibile leggere la cronaca universitaria. A seguire uno spazio dedicato all’arte (poesia e fumettistica). I caratteri erano stampati in corpo 10.Nel Marzo del 2002 avvenne un primo essenziale cambiamento: venne creato un vero e proprio staff di lavoro, il direttore si affianca a nuove figure: un caporedattore (Donatella Masiello) una segreteria di redazione (Enrico Stolfi), redattori fissi (Antonella Pacella, Mario Bove). Il periodico cambia l’impaginato e acquista il suo colore editoriale che lo accompagnerà per tutto il percorso: il blu. Viene creata una nuova testata che vede la dicitura Controcampus per esteso e per riflesso (specchiato), a voler significare che l’informazione che appare è quella che si riflette, quello che, se non fatto sapere da Controcampus, mai si sarebbe saputo (effetto specchiato della testata). La rivista viene stampa in una tipografia diversa dalla precedente, la redazione non aveva una tipografia propria, ma veniva impaginata (un nuovo e più accattivante impaginato) da grafici interni alla redazione. Aumentarono le pagine (24 pagine poi 28 poi 32) e alcune di queste per la prima volta vengono dedicate alla pubblicità. Viene aperta una nuova sede, questa volta di due stanze.Nel Maggio 2002 la tiratura cominciò a salire, fu l’anno in cui Mario Di Stasi ed il suo staff decisero di portare il giornale in edicola ad un prezzo simbolico di € 0,50.Il periodico era cosi diventato la voce ufficiale del campus salernitano, i temi erano sempre più scottanti e di attualità. Numero dopo numero l’obbiettivo era diventato non più e soltanto quello di informare della cronaca universitaria, ma anche quello di rompere tabù. Nel puntuale editoriale del direttore si poteva ascoltare la denuncia, la critica, la voce di migliaia di giovani, in un periodo storico che cominciava a portare allo scoperto i risultati di una cattiva gestione politica e amministrativa del Paese e mostrava i primi segni di una poi calzante crisi economica, sociale ed ideologica, dove i giovani venivano sempre più messi da parte. Disabilità, corruzione, baronato, droga, sessualità: sono questi alcuni dei temi che il periodico affronta.Nel 2003 il comune di Salerno viene colto da un improvviso “terremoto” politico a causa della questione sul registro delle unioni civili, “terremoto” che addirittura provoca le dimissioni dell’assessore Piero Cardalesi, favorevole ad una battaglia di civiltà (cit. corriere). Nello stesso periodo Controcampus manda in stampa, all’insaputa dell’accaduto, un numero con all’interno un’ inchiesta sulla omosessualità intitolata “dirselo senza paura” che vede in copertina due ragazze lesbiche. Il fatto giunge subito all’attenzione del caporedattore G. Boyano del corriere del mezzogiorno. È cosi che Controcampus entra nell’attenzione dei media, prima locali e poi nazionali.Nel 2003 Mario Di Stasi avverte nell’aria segnali di cambiamento sia della società che rispetto al periodico Controcampus. Pensa allora di investire ulteriormente sul progetto, in redazione erano presenti nuove figure: Ernesto Natella, Laura Muro, Emilio C. Bertelli, Antonio Palmieri. Il periodico aumenta le pagine, (44 pagine e poi 60 pagine), è stampato interamente a colori, la testata è disegnata più piccola e posizionata al lato sinistro della prima pagina. La redazione si trasferisce in una nuova sede, presso la palazzina E.di.su del campus di Salerno, questa volta per concessione dell’allora presidente dell’E.di.su, la Professoressa Caterina Miraglia che crede in Controcampus. Nello stesso anno Controcampus per la prima volta entra nel mondo del Web e a farne da padrino è Antonio Palmieri, allora studente della facoltà di Economia, giovane brillante negli studi e nelle sue capacità web. Crea un portale su piattaforma CMS realizzato in asp.È la nascita di www.controcampus.it e l’inizio di un percorso più grande. Controcampus è conosciuto in tutti gli atenei italiani, grazie al rapporto e collaborazione che si instaura con gli uffici stampa di ogni ateneo, grazie alla distribuzione del cartaceo ed alla nuova iniziativa manageriale di aprire sedi - redazioni in tutta Italia.Nel 2004 Mario Di Stasi, Antonio Palmieri, Emilio C. Bertelli e altri redattori del periodico controcampus vengono eletti rappresentanti di facoltà. Questo non permette di sporcare l’indirizzo e linea editoriale di Controcampus, che resta libera da condizionamenti di partito, ma offre la possibilità di poter accedere a finanziamenti provenienti dalla stessa Università degli Studi di Salerno che, insieme alla pubblicità, permettono di aumentare gli investimenti del gruppo editoriale. Ciò nonostante Controcampus rispetto alla concorrenza doveva contare solamente sulle proprie forze.La forza del giornale stava nella fiducia che i lettori avevano ormai riposto nel periodico. I redattori di Controcampus diventarono 15, le redazioni nelle varie università italiane aumentavano. Tutto questo faceva si che il periodico si consolidasse, diventando punto di riferimento informativo non soltanto più dei soli studenti ma anche di docenti, personale e politici, interessati a conoscere l’informazione universitaria. Gli stessi organi dell’istruzione quali Miur e Crui intrecciavano rapporti di collaborazione con il periodico. Dal 2005 al 2009A partire dal 2005 Controcampus e www.controcampus.it ospitano delle rubriche fisse. Le principali sono:Università, la rubrica dedicata alle notizie istituzionali Uni Nord, Uni Centro e Uni Sud, rubriche dedicate alla cronaca universitariaCominciano inoltre a prender piede informazioni di taglio più leggero come il gossip che anche nel contesto universitario interessa. La redazione di Controcampus intuisce che il gossip può permettergli di aumentare il numero di lettori e fedeli e nasce cosi da controcampus anche una iniziativa che sarà poi riproposta ogni anno, Elogio alla Bellezza, un concorso di bellezza che vede protagonisti studenti, docenti e personale amministrativo.Dal 2006 al 2009 la rivista si consolida ma la difficoltà di mantenete una tiratura nazionale si fa sentire anche per forza della crisi economia che investe il settore della carta stampata. Dal 2009 ad oggiNel maggio del 2009 Mario Di Stasi, nel tentativo di voler superare qualsiasi rischio di chiusura del periodico e colto dall’interesse sempre maggiore dell’informazione sul web (web 2.0 ecc), decide di portare l’intero periodico sul web, abbandonando la produzione in stampa. Nasce un nuovo portale: www.controcampus.it su piattaforma francese Spip. Questo se da un lato presenta la forza di poter interessare e raggiungere un vastissimo pubblico (le indicizzazioni lo dimostrano), dall’altro lato presenta subito delle debolezze dovute alla cattiva programmazione dello stesso portale.Nel 2012 www.controcampus.it si rinnova totalmente, Mario Di Stasi porta con se un nuovo staff: Pasqualina Scalea (Caporedattore), Dora Della Sala (Vice Caporedattore), Antonietta Amato (segreteria di Redazione) Antonio Palmieri (Responsabile dell’area Web) Lucia Picardo (Area Marketing), Rosario Santitoro ( Area Commerciale). Ci sono nuovi responsabili di area, ciascuno dei quali è a capo di una redazione nelle diverse sedi dei principali Atenei Italiani: sono nuovi giovani vogliosi di essere protagonisti in un’avventura editoriale. Aumentano e si perfezionano le competenze e le professionalità di ognuno. Questo porta Controcampus ad essere una delle voci più autorevoli nel mondo accademico.Nel 2013 www.controcampus.it si aplia, il portale d'informazione universitario, diventa un network. Una nuova edizione, non più un periodico ma un quotidiano anzi un notiziario in tempo reale. Nasce il Magazine Controcampus, nascono nuovi contenuti: scuola, università, ricerca, formazione e lavoro. Nascono ulteriori piattaforme collegate alla webzine, non solo informazione ma servizi come bacheche, appunti, ricerca lavoro e anche nuovi servizi sociali.Certo le difficoltà sono state sempre in agguato ma hanno generato all’interno della redazione la consapevolezza che esse non sono altro che delle opportunità da cogliere al volo per radicare il progetto Controcampus nel mondo dell’istruzione globale, non più solo università.Controcampus diventa sempre più grande restando come sempre gratuito. Un nuovo portale, un nuovo spazio per chiunque e a prescindere dalla propria apparenza e provenienza.Sempre più verso una gestione imprenditoriale e professionale del progetto editoriale, alla ricerca di un business libero ed indipendente che possa diventare un’opportunità di lavoro per quei giovani che oggi contribuiscono e partecipano all’attività del primo portale di informazione universitaria.Sempre più verso il soddisfacimento dei bisogni dei lettori che contribuiscono con i loro feedback a rendere Controcampus un progetto sempre più attento alle esigenze di chi ogni giorno e per vari motivi vive il mondo universitario. Leggi tutto