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2 luglio 2003

Fino all’ultima corsa 2: “il ritorno”

Dopo il nostro articolo “Fino all’ultima corsa”, ci eravamo già occupati del servizio trasporti ma, trascorsi due mesi, ancora nulla si é mosso; così Dopo il nostro articolo “Fino all’ultima corsa”, ci eravamo già occupati del servizio trasporti ma, trascorsi due mesi, ancora nulla si é mosso; così come fanno le migliori iene siamo tornanti sul luogo del “misfatto” e abbiamo raccolto le segnalazioni che ci giungevano quotidianamente sul cattivo funzionamento dei trasporti pubblici che collegano le varie città all’ateneo. Abbiamo così ricostruito quello che potrebbe essere una tipica giornata di viaggio dello studente pendolare medio salernitano. Lo troviamo alla fermata del pullman, sfoglia una margherita, non interroga il fato sulla sua situazione sentimentale, ma si domanda passerà o non passerà? IL BUS ovviamente. Avevamo parlato di carenza di attrezzature nelle aree di sosta, e in effetti dobbiamo dire che su molte fermate, alcune anche molto affollate, quando piove ci si ripara con mezzi di fortuna in mancanza di pensiline per la sosta stessa. A questo punto, il secondo quesito che lo studente si pone é… Ma qual é l’orario preciso di passaggio del bus? Beh in assenza di orari affissi nei pressi delle fermate o in molti dei punti vendita biglietti, questi si affida al più antico dei mezzi di comunicazione, la “trasmissione orale”; infatti chiederà l’orario all’amico più esperto, per intenderci quello che ha già perso parecchi pullman e che ormai “amareggiato” si é andato ad informare al capolinea sugli orari delle varie fermate. Una volta beccato il pullman, si passa all’altro ostacolo: l’accaparramento dell’ambitissimo “posto a sedere” . Già sull’apparire all’orizzonte della tanto attesa vettura semi-piena, comincia la durissima selezione naturale, si inizia a sgomitare per essere tra i primi a salire, ma solo i più motivati riusciranno nell’impresa. Una volta a bordo, compressi in una camera iperbarica, di frequente si assiste a casi di malori o svenimenti. Durante il percorso abbondano i casi di scortesia del personale, tra cui uno molto “in voga”: pullman pieno fino al limite della capienza? Per intenderci… Non si respira? Il conducente trova “originale e trasgressivo” accendere comodamente una sigaretta accanto ad una cubitale scritta “Vietato Fumare”. La spegnerà seccato quando qualche passeggero, altrettanto seccato, gli intimerà di smettere di fumare. Sei capitato in un posto vicino al finestrino aperto? E’ pieno inverno e la temperatura é polare? Beh, cerchi di chiuderlo, quando ti accorgi che é bloccato, dovrai affrontare il viaggio avvolto per bene nel tuo cappotto. Finalmente si scende, ma spesso l’autista va di fretta, cosa avrà da fare? Così gli ultimi dovranno essere provvisti di speciali doti di equilibrismo, per laurearsi nella più dura delle discipline sportive, la discesa da pullman. Il premio? Rimanere integri per poter seguire il tanto ambito corso, anche se dopo un viaggio così… Solo i migliori riusciranno a laurearsi.

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