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4 luglio 2003

Impieghiamoci nel lavoro: istruzioni per l’uso…

Conoscere il mondo che ci circonda, le aspettative del datore di lavoro, avere le idee chiare sulle nostre capacità, punti di forza e debolezza, le noConoscere il mondo che ci circonda, le aspettative del datore di lavoro, avere le idee chiare sulle nostre capacità, punti di forza e debolezza, le norme che regolano i nostri diritti e doveri. Chiunque di noi, ancorato ancora ad una realtà studentesca, teme ma è irresistibilmente attratto da questo mondo sconosciuto: il lavoro. Ecco degli utili consigli per iniziare a conoscerlo un po’ meglio.

Curriculum vitae
In un mercato del lavoro difficile come il nostro assume sempre più importanza la creazione di un valido biglietto di presentazione, di una carta d’identità che ci apra le porte ad un colloquio di lavoro. Questo specchio di noi stessi è il “curriculum vitae”, una sintesi delle nostre esperienze di studio e di lavoro. Il CV serve a mettere la persona giusta al posto giusto, per questo è importante che punti l’accento sulle informazioni necessarie per la candidatura omettendo quelle superflue (ad es. gli hobbies). Nella sua stesura occorre seguire precise regole di forma e rispondere a pochi ma fondamentali punti: deve essere schematico, non più lungo di 2 pagine e scritto a macchina o al PC. Oltre ai dati biografici deve descrivere le conoscenze le capacità gli obiettivi del candidato. Per chi è al primo impiego o ha una breve esperienza lavorativa è consigliabile puntare l’accento sui propri interessi e potenzialità. A questo tipo di curriculum, detto attitudinale, va preceduta una lettera di accompagnamento come breve nota che lo introduce e dalla quale si evince la conoscenza dell’attività svolta dall’ente o organizzazione alla quale ci si riferisce. Per trovare contatti e concrete opportunità di lavoro una buona occasione è offerta da portali specializzati su web come “QuiLavoro”. Come inserire i propri dati su internet? La procedura è semplice e guidata dal webnet work che garantisce la completa tutela dei candidati. La raccolta e il trattamento dei dati è finalizzata a mettere gli aspiranti lavoratori in contatto con le aziende interessate alle quali loro stessi decideranno se far comunicare i propri dati personali. Non hai la possibilità di collegarti ad internet o l’informatica non è il tuo forte? No problem! A partire dal 1981 sono stati istituiti 500 Informagiovani, adottati da molti comuni, che mettono a disposizione informazioni sulle opportunità offerte sia in ambito pubblico che privato, dispongono, inoltre, del servizio di inserimento dati telematico. Basta poco quindi per avere materiale su questi servizi e mettersi in contatto con aziende italiane ed estere, perché non afferrare questa occasione?

Lavoro fai da te
“Diventare imprenditori è senz’altro un sogno difficile da realizzare ma non impossibile”. Sono tanti i problemi che si pone un futuro imprenditore e, dopo aver superato lo scoglio della stesura di un progetto, occorre procurarsi i finanziamenti. Le possibilità offerte dalla normativa in materia di agevolazioni sono numerose ma spesso i beneficiari non ne usufruiscono per la mancanza di informazioni, chiare e facilmente reperibili, e di indicazioni per richiedere i finanziamenti. Con l’aiuto del ragioniere commercialista Grosso Antonio, cercheremo di fornirvi informazioni semplici, ma allo stesso tempo abbastanza dettagliate, sulle possibili strade da percorrere per intraprendere un’attività imprenditoriale. Le opportunità che vi presentiamo sono 3: il prestito d’onore, l’imprenditoria femminile, il fondo sociale europeo. Il prestito d’onore è stato introdotto in Italia dalla legge 608/96 e prevede un prestito fino ad un massimo di 26000 euro con il 60% a fondo perduto e la restante somma da restituire nell’arco di 5 anni ad un tasso d’interesse agevolato. Le domande e i prestiti concessi sono stati numerosi. Purtroppo, a causa di una grave crisi nella primavera del 2002, i finanziamenti sono stati sospesi. La situazione sembra però migliorare: Massimo Caputi, amministratore delegato della Società del Ministero dell’Economia, è intenzionato a ricreare imprese riattivando il prestito d’onore. E’ inutile dilungarci oltre! Ma rivolgiamo maggior attenzione alle altre 2 forme di finanziamento. Il panorama imprenditoriale contemporaneo ha visto negli ultimi anni aumentare nelle sue file la presenza della figura dell’imprenditrice: il 35% delle nuove imprese è guidato da donne, presenti in modo ragguardevole anche nell’area delle libere professioni. Le agevolazioni legislative dirette alle aspiranti imprenditrici, non sono molte o comunque non tutte operative o finanziate. La legge più importante è la 215/92 che promuove l’uguaglianza sostanziale e le pari opportunità per uomini e donne nell’attività economica e imprenditoriale. Favorisce la creazione e lo sviluppo dell’imprenditoria femminile anche in forma cooperativa. I contributi a fondo perduto possono variare dal 50% al 75% del valore degli investimenti da effettuare, con l’esclusione dell’acquisto di terreni e fabbricati. Oltre alla legge 215/92 esistono norme a livello regionale ed europeo. E’ importante citare il Progetto NOW attraverso il quale possono essere erogati contributi per la formazione professionale e d’impresa. Il divario esistente tra uomini e donne che fanno impresa è ancora forte ma non è da attribuire a differenze costituenti i 2 sessi, a diverse sensibilità e intelligenze ma all’esistenza di forti barriere e, purtroppo, pregiudizi che a monte ostacolano la creazione della figura imprenditoriale al femminile. In ultimo ma non per ordine di importanza, va ricordato il Fondo Sociale Europeo. Attraverso un documento noto come “Agenda 2000” vengono delineate le politiche strutturali e di coesione dell’Unione con l’obiettivo di garantire sufficienti risorse in grado di soddisfare le priorità degli Stati Membri. Il Programma di Sviluppo del Mezzogiorno si propone di accrescere il Pil grazie ad un aumento dell’occupazione regionale e ad un deciso recupero del disagio socio-economico di molte aree del paese. Questa finalità si attua attraverso una strategia articolata in 6 Assi strategici costituenti il POR (Piano Operativo Regionale). L’UE distribuisce agli Stati Membri i fondi che verranno ridistribuiti alle diverse regioni per aree depresse. La regione Campania ha ricevuto 26000 miliardi di lire da spendere in 6 anni. Per accedere a questi contributi è necessario partecipare ai bandi di concorso regionali ed entrare, così, a far parte del POR attraverso le cosiddette “Schede di manifestazioni d’interesse” modelli in parte prestampati ed in parte da compilare con l’aiuto del commercialista. Occorre specificare che gli assi del POR si scindono in Misure in cui è possibile trovare qualsiasi settore interessato. Questo tipo di finanziamento prevede la concessione di prestiti a fondo perduto al 100% per gli enti pubblici e al 50% per gli enti privati. La creatività è parte integrante di noi giovani, gli ostacoli connessi ai rischi economici e finanziari vengono attutiti dai molteplici mezzi a nostra disposizione. Perché non veder concretizzato un sogno che sembrava una chimera lontana?

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