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4 luglio 2003

Internet cosa?

Un sondaggio per capire la familiarità degli studenti del campus con la “navigazione” in rete
Può apparire scontato considerare che internet, il Un sondaggio per capire la familiarità degli studenti del campus con la “navigazione” in rete
Può apparire scontato considerare che internet, il cosiddetto “media del nuovo secolo”, trovi strada spianata soprattutto tra le abitudini e le passioni delle nuove generazioni. Se questo è vero, è cosi anche per gli studenti dell’università di Fisciano? Di quale considerazione gode tra questi? Quanto lo conoscono e quali sono le finalità dell’utilizzo di esso? Per dare una risposta a questi interrogativi abbiamo ritenuto opportuno, anziché lasciare campo aperto a supposizioni e a sterili ipotesi, dare vita ad un’inchiesta tra i ragazzi del campus salernitano. Il sondaggio, effettuato su un campione di cento studenti equidistribuiti in base al sesso e in base alla facoltà di appartenenza (ingegneria, lingue, lettere e filosofia, giurisprudenza, farmacia), constava di nove domande. Di queste le prime tre erano alquanto generiche, volte ad analizzare, in termini di tempo, l’utilizzo di internet da parte dei nostri colleghi. Abbiamo, dunque, scoperto che il 44 % degli studenti del nostro campione si collega alla rete appena una volta o due alla settimana; il 18 %, invece, per tre o quattro volte; ben il 23 % mai o quasi mai. Inoltre, l’8 % lo utilizza in maniera molto irregolare, “saltuaria”, per usare l’espressione di qualche intervistato, mentre solamente il 7 % “naviga” quasi tutti i giorni. Alla domanda “In media quanto tempo passi su internet quando ti colleghi?”, il 59 % dei nostri navigatori ha risposto di trascorrervi un tempo variabile dai trenta ai sessanta minuti. Le connessioni del 21 % dei soggetti sondati durano anche più di un’ora, quelle di un altro 4 % superano diverse ore. Il restante 16 % “resiste” davanti a un computer connesso solo pochi minuti. Ancora, poi, abbiamo chiesto agli studenti da quanto tempo essi conoscano ed usino il web; la stragrande maggioranza degli intervistati (85 %) afferma di aver iniziato a farlo da più di un anno o più di due (rispettivamente il 45 % e il 40 %); il 5 % usa internet da più di tre anni e solo un decimo del nostro campione da pochi mesi. Allora, quali sono le finalità che spingono ragazzi tra i diciannove e i venticinque anni ad intraprendere la navigazione nel web? Ebbene, il 33 % degli intervistati lo fa per scaricare dati, il 25 % per accedere a informazioni di attualità. Il 22 % è solito chattare o comunicare tramite posta elettronica, mentre il 10 % predilige il mezzo per effettuare ricerche scolastiche e un restante 9 % è diviso tra chi è costretto a compierne usi “alternativi”, come chi nel lavoro part-time ne gode come un valido partner, e chi, poi, lo vede come il mezzo più veloce per accedere a informazioni, testi o altro sui propri cantanti preferiti… A proposito di musica, a quanto pare i file audio sono quelli il cui download è maggiormente ambito. Il 39 % degli universitari che abbiamo sondato, infatti, scarica prevalentemente canzoni in formato .mp3. Molto ricercate sono anche foto e immagini (il 23 % le predilige), oltre a programmi per il computer e ai testi scolastici (per entrambi il 12 %). L’8 % dei nostri colleghi scarica testi e spartiti musicali, mentre un 6 % non effettua alcun download. Sorprende che, tra le varie categorie da noi inserite come possibili opzioni di risposta, non abbia ricevuto alcuna “crocetta” quella riguardante il download di video e filmati.
La sesta domanda del nostro questionario sondava il grado di conoscenze degli intervistati in materia informatica. Quasi la metà di essi (49 %) ha dato un “sufficiente” alle proprie. Addirittura ben il 28 %, ovvero quasi un terzo del campione, si ritiene un pessimo conoscitore del computer, mentre un 20 % ha risposto alla domanda con un “buono” e solamente un piccolo 3 % si definisce un eccellente utilizzatore del pc. Abbiamo dunque provato a chiedere ai nostri colleghi quanto ritenessero importante il computer e in particolare l’uso di internet per la propria vita. A quanto pare il 44 % lo considera utile solo in alcune occasioni. Il 17 %, invece, lo considera importante molto più frequentemente, mentre ben il 26 % loda il web come “necessario” nella sua totalità. Vi è comunque un buon 13 % degli studenti che ha dichiarato che internet è per lui completamente inutile. La risposta a questa settima domanda andava motivata e gran parte di coloro per i quali la rete è in qualche senso importante ci hanno spiegato che traggono vantaggi dalla velocità di reperimento di informazioni e files, oppure che sono fiduciosi sul sempre maggiore utilizzo futuro del media. Coloro, invece, che reputano il mezzo inutile per la loro vita sono per lo più tra coloro che si collegano sporadicamente e che oggettivamente non danno tanta rilevanza ad esso.
Passiamo, allora, a vedere cosa vorrebbero eliminare i nostri studenti dalla rete. Il 28 % si lamenta soprattutto dei siti porno, mentre un ulteriore 11 % ce l’ ha prevalentemente con i siti di pedofilia presenti sul web. Il 23 % del campione vorrebbe non essere bombardato dai messaggi pubblicitari che compaiono all’apertura di indirizzi internet o anche nelle proprie caselle di posta elettronica. Un buon 9 % desidererebbe non correre il rischio che nel suo computer entrino virus durante la connessione e un 3 % si sente turbato dal rischio oggettivo che la sua privacy non venga rispettata a causa dell’ormai noto monitoraggio delle informazioni che spesso viene operato nei confronti degli utenti di internet. Ancora, poi, un 5 % eliminerebbe dalla rete i siti truffa (3 %) e quelli del gioco d’azzardo (2 %), responsabili, a quanto pare, di “far buttare quattrini ai navigatori spesso a loro insaputa”. Infine ben un quinto dei nostri sondati (20 %) non eliminerebbe un bel nulla dalla rete, contento della varietà di dati e informazioni oltre che di siti e programmi presenti sul world wide web.Tra i limiti maggiori denunciati dai nostri studenti troviamo soprattutto quelli legati agli “ingorghi” creati dalla banda stretta che non permette ai computer di essere così rapidi nelle operazioni come molti desidererebbero e al non utilizzo da parte di tutti del computer, il che rende meno possibile il suo uso come mezzo di comunicazione. Vi è infine chi preferirebbe reperire tutte le informazioni in un’unica lingua universale (per qualcuno addirittura l’italiano).
L’ultima domanda del nostro questionario voleva testare quanto il computer è entrato nelle preferenze dei nostri coetanei e soprattutto quali altri mezzi di comunicazione ne hanno fatto le spese, e quali invece sono rimasti i prediletti. Sorprendentemente quasi tre quarti delle risposte illustrano il telefono (in particolare il cellulare) come il media di comunicazione privilegiato (73 %). Quasi tutti hanno addotto come motivazione la maggior praticità del telefonino e soprattutto la velocità con la quale la comunicazione interpersonale può avere luogo. Il 9% degli intervistati preferisce la tv al computer, nella maggior parte dei casi perché “è più facile usarla” e il 3 % è maggiormente legato alla lettura di periodici e riviste su carta stampata. Inoltre c’è chi è romanticamente affezionato alla classica posta (5 %) e chi non sostituirebbe la comunicazione di persona con nessun mezzo moderno (2 %)! Solo il 7 % dei ragazzi, invece, definisce il computer come il suo media preferito.
Abbiamo, infine, provato a “segmentare” le fasce d’utenza ad internet secondo la facoltà di appartenenza. Più in particolare abbiamo provato ad analizzare se vi è corrispondenza tra la facoltà a cui sono iscritti gli studenti intervistati e l’ingresso di internet nelle loro abitudini. Ebbene sembra che soprattutto tra i “futuri ingegneri” il mezzo ha ottenuto maggior audience (il 70 % di essi ritiene importante o necessario internet). Seguono i ragazzi di giurisprudenza e lettere e filosofia (il 45 % di loro è solito usarlo). Davvero poco spazio nella loro vita trae il computer presso gli studenti di farmacia e soprattutto lingue, tra i quali solo una piccolissima percentuale (5 %) si collega alla rete con buona frequenza.
Dunque, a quanto pare, il “media del nuovo secolo” tra gli studenti del campus trova qualche resistenza, soprattutto tra coloro che hanno minore necessità di reperire informazioni per la propria vita quotidiana. Chissà se ripetendo il sondaggio tra qualche anno i risultati saranno diversi…

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