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4 luglio 2003

L’orrore della guerra attraverso gli occhi di Giovanni

Chi è Giovanni? Oggi un nonno amorevole ma solo cinquant’anni fa, è stato uno dei tanti personaggi che ci sono stati abilmente descritti da Spielberg Chi è Giovanni? Oggi un nonno amorevole ma solo cinquant’anni fa, è stato uno dei tanti personaggi che ci sono stati abilmente descritti da Spielberg in “Salvate il soldato Ryan”. Un reduce di guerra Giovanni, un uomo che di notte sogna ancora lo schioppo del suo fucile e l’odore di polvere da sparo che gli invade le narici.
Immagini raccapriccianti e scene surreali si percepiscono negli occhi di quest’uomo che non sono stati ancora abbandonati dal terrore e che tremano di fronte all’orrore sempre imminente della guerra. Giovanni non vuole sentirsi un eroe, la medaglia al valore è solo un pezzo di ferro che non può proteggerlo dalla crudeltà dei ricordi. Egli vuole essere un monito :”non si può dimenticare “ci dice; e ancora: “combattere ciò che si ritiene un male con la guerra, ha ancora meno senso se a pagarne le conseguenze sono i civili”. Il dissenso nei confronti di un’impresa militare da parte di chi come Giovanni la guerra l’ ha combattuta e l’ ha vissuta anche al di fuori del campo di battaglia, viene proprio dal fatto che qualsiasi conflitto, invadendo le città, va a colpire quegli obiettivi che sono fuori dal contesto militare e le bombe troppo spesso cadono nelle case di chi non può difendersi e di chi la guerra non l’ ha voluta!
Attraverso l’esperienza di tanti reduci e attraverso l’orrore dei loro flash back, si accresce la consapevolezza di quanto sia necessario salvaguardare la pace internazionale, affinché non si cada nuovamente in quell’oblio sociale, politico ed economico che ha segnato la vita di intere generazioni.

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