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2 luglio 2003

Un racconto, una prova un coraggio

E’ difficile trovare una persona che soffra di anoressia e che sia disposto a raccontarlo, o meglio a riconoscersi “anoressica” e ammetterlo a se stesE’ difficile trovare una persona che soffra di anoressia e che sia disposto a raccontarlo, o meglio a riconoscersi “anoressica” e ammetterlo a se stessa.

“So cosa significa essere anoressica, detestare il cibo fino al punto di non sentirne più il bisogno perché lo stomaco si chiude, e anche quando vuoi smettere non puoi, perché non riesci più a mangiare. So cosa significa guardarsi allo specchio e vedersi grassa, anche quando di grasso non c’è più niente, quando il tuo corpo è talmente scheletrico da impressionare chiunque, tranne te stessa.
Io ho smesso di mangiare perché mi vedevo grassa, allora ho cominciato ad eliminare i pasti…fino ad arrivare ad un digiuno completo. Questo per circa due anni, durante i quali ho trascorso dei momenti bruttissimi: perdita di capelli, malori vari, medicine per tirare avanti. Mi piaceva vedermi scheletrica, magrissima, ne ero soddisfatta, amavo il mio corpo mentre questo scompariva giorno dopo giorno.
Ora sto bene, ne sono uscita, non so come…forse perché amo troppo la vita. Non esiste una soluzione chiara e concreta per guarire, è il malato che deve decidere se, quando, e soprattutto perché guarire”.

Questo è già un grande passo, significa che si è consapevoli della propria malattia, che si è disposti ad essere aiutati, e si è pronti a lottare.

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