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11 settembre 2003

Inter da applausi o meglio da fischi

Se la partita dell’Inter contro la Lokomotiv Mosca fosse soggetta ad una lettura di tipo semantico, certamente una delle parole chiave di maggiore impSe la partita dell’Inter contro la Lokomotiv Mosca fosse soggetta ad una lettura di tipo semantico, certamente una delle parole chiave di maggiore importanza sarebbe “fischi”. Sono fischi infatti quelli che riecheggiano al termine del match, sancito ovviamente dal triplice fischio dell’arbitro, che dirige bene, ignaro di avere a che fare con almeno una mezza dozzina di giocatori in nerazzurro, che dei due colori sembrano aver indossato principalmente quello più scuro, considerato che ad ogni fischio arbitrale dimostrano di essere ben poco ortodossi, mandando tutto e tutti a quel famoso paese dal nome impronunciabile, ma questo non è poi il male peggiore soprattutto in tempi in cui si ha paura anche di una croce appesa ad un chiodo. Quello che più dovrebbe preoccupare i giocatori della beneamata, sono, infatti, i fischi che da un po’ di tempo vanno ad intensificarsi sempre più nelle loro orecchie, fischi che altro non sono che la trasformazione delle migliaia di ingiurie che piovono sulla testa dei magnifici giocatori interisti, sempre più convinti dei propri mezzi tanto che Zaccheroni, nel dopopartita, ha dovuto aumentare il suo ottimismo per non esserne da meno, anche se ha ammesso che un po’ di coraggio in più non sarebbe guastato. Ma forse non è giusto essere troppo cinici con i protagonisti del campo. Protagonista dell’entusiasmante 1-1 è stato, infatti, anche il campo stesso. Prendersela con i giardinieri sarebbe, però, sbagliato visto che il San Siro andrebbe affidato ad una ditta di agricoltori che sicuramente saprebbe cavarne qualcosa di meglio di una serie di rimpalli degni di una partita di rugby. Dunque, un’ Inter che non decolla, vittima forse di quel mistero psicologico che spinge le squadre a fare meglio al cambio dell’allenatore, ma che va comunque ad esaurirsi, dopo qualche tempo e qualche partita con gambe e soprattutto testa al mille per cento. E poi diciamoci la verità: i nerazzurri un po’ di sfortuna ce l’ hanno, se Vieri si mangia un bel golletto, con una palla capitatagli proprio sul piede giusto, quel vellutato sinistro che il mondo ci invidia; che sia un problema di scarpette? Nel senso che le mette al contrario. Nota positiva della serata è il solito Chino che un po’ di rilevanza in più la meriterebbe sicuramente; nota lieta che con incredibile solita sfighetta nerazzurra, si trasforma nell’ennesimo infortunio muscolare per una squadra che già deve rinunciare a molti dei suoi stipendiati… stipendiati lo stesso, ovviamente. Ma il caso che più commuove è lo stop obbligato di Kallon sospettato di aver assunto sostanze dopanti, quando poi è di oggi la notizia che anche il “bomber” Gheddafi jr, del Perugia, è stato trovato positivo al nandrolone; e qui sarà divertente assistere alle invenzioni della stampa. Ma questa è un’altra storia. A noi basta l’Inter che di spunti ne offre parecchi. E poi se un giorno decidesse di tornare a giocare da internazionale almeno nel campionato nazionale, ne saremmo ben lieti. Siamo qui in naturale e consueta attesa… Basterebbe un fischio.

PAOLO MINUCCI

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