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21 ottobre 2003

Agostinelli e le mille attenuanti del Napoli

Continuano a deludere i partenopei, mentre il tecnico sin dall’inizio se la prende con la sfortuna.
A volte il vittimismo pregna le parole di chiContinuano a deludere i partenopei, mentre il tecnico sin dall’inizio se la prende con la sfortuna.
A volte il vittimismo pregna le parole di chi non osa ammettere le proprie responsabilità. Se si aggiunge la frequenza con la quale alcuni inconvenienti si presentano alla vittima… ecco Vicinale Paradiso. Agostinelli è uno di quelli che non molla mai, lo si deve riconoscere. Non si abbatte dopo una sconfitta, né dopo l’ennesima occasione mancata di raggiungere un’agevole vittoria. Il mister dai passati in campo con la maglia azzurra crede nel suo gruppo, nella speranza che, con lui al timone, il Napoli raggiunga la massima serie. Forse è rimasto tra i pochi a crederci, dopo le prime dieci gare ed altrettanti punti in campionato. Quattordici lunghezze separano i partenopei dall’Atalanta capolista, e per Agostinelli il tutto è semplicemente frutto di tanta sfortuna. “Confido nei miei ragazzi, siamo fiduciosi, ci rifaremo…”. Parole sentite e risentite. Il silenzio stampa indetto nella scorsa settimana era per molti superfluo: le dichiarazioni del mister sono state, suppergiù, sempre le stesse nei vari e disastrosi dopo-partita d’inizio stagione. Il pubblico ormai non sa più cosa attendere. L’esonero di Agostinelli? Ma no. Lui è semplicemente stato sfortunato. La svolta nei risultati della squadra? Analizzando le partite sinora disputate, fino all’ultimo pareggio contro il Vicenza, e i motivi per cui in molti nell’equipe azzurra recriminano, il Napoli dopo dieci giornate avrebbe potuto, senza dubbio, avere in cassaforte qualche punto in più. Ma quanto può essere legittimo prendersela ogni sabato, o mercoledì che sia, con la malasorte, quando gli azzurri non hanno finora mai costruito più di tre o quattro palle-gol nella stessa partita? Dionigi è a secco su azione perché ha sbagliato diversi gol, o anche perché non è sempre facile concretizzare l’unico assist degno del nome che arriva nell’arco dei novanta minuti? Nel 2003 si è giunti a dare maggior importanza alla statistica rispetto alla superstizione. La prima ci dice che, a condizioni costanti nel tempo, prima o poi gli eventi, positivi e negativi, si bilanciano. Che Naldi stia attendendo la quadratura del cerchio della fortuna? Intanto il Napoli è atteso sabato alla sfida sul neutro di Campobasso contro il Torino. In questa settimana di preparazione Agostinelli guiderà i suoi nelle sedute di allenamento tattico, o in quelle al tavolo di un fattucchiere?

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