• Google+
  • Commenta
7 ottobre 2003

Ingresso nella “comunità” Universitaria

“Scusa! Dov’è la segreteria?”
“Sei matricola vero?”
Classica risposta dei “veterani”…
Questo è l’ inizio che si presenta come un vero e proprio tor“Scusa! Dov’è la segreteria?”
“Sei matricola vero?”
Classica risposta dei “veterani”…
Questo è l’ inizio che si presenta come un vero e proprio tormentone per i neo-iscritti, e che proprio in questa situazione, li spinge a socializzare tra loro. Questo può essere motivo di distacco nei confronti dei vecchi iscritti, che per dato di fatto, crea una marginalità ancora più evidente nei rapporti con studenti di facoltà diverse, alimentando le distinzioni politiche e sociali che quest’ ultimi tendono a manifestare.
Il primo anno per alcune matricole può considerarsi critico, in quanto ci si sente un po’disorientati. Nello stesso tempo, però, l’ università è animata dalle associazioni studentesche che con la loro accoglienza rappresentano un utile punto di riferimento per i problemi che si riscontrano durante l’iter universitario. Importanti sono anche le svariate iniziative che l’ateneo intraprende attraverso le quali le matricole possono dar vita a nuovi rapporti interpersonali, purtroppo non tantissime e forse poco “adatte” a favorire una reale integrazione nel mondo universitario. Sicuramente non è facile crearsi un nuovo “gruppo” di amici, soprattutto nella diversità che caratterizza l’università rispetto alla scuola superiore. Sicuramente l’appellativo “matricola” è una prima forma di differenziazione, un biglietto da visita che identifica ogni ragazzo, ma che rende unico e indimenticabile l’ingresso nella “comunità” universitaria.

Google+
© Riproduzione Riservata