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7 ottobre 2003

La Socializzazione e l’integrazione degli studenti nel Campus di Fisciano

In che modo gli studenti fuori sede socializzano, si integrano e mantengono vivi e saldi nel tempo, i rapporti d’amicizia? e cosa intendiamo esattamenIn che modo gli studenti fuori sede socializzano, si integrano e mantengono vivi e saldi nel tempo, i rapporti d’amicizia? e cosa intendiamo esattamente per socializzazione? Questi i temi affrontati da due sondaggi somministrati all’interno dell’università. Secondo gli studiosi, la socializzazione è il processo di interazione sociale attraverso il quale gli individui acquistano la loro personalità e apprendono i modelli di comportamento della loro società. Il processo di socializzazione comprende diversi fattori che influenzano i giovani per il corso della vita. I più importanti di questi fattori sono i cosiddetti agenti della socializzazione che nella società contemporanea si dividono in: famiglia, scuola, mezzi di comunicazione di massa e gruppo dei pari. Proprio quest’ultimo rappresenta il punto nevralgico dell’inchiesta che ha portato alla luce, come gli studenti fuori sede e non, ritengano la capacità di socializzare e di instaurare rapporti d’amicizia consolidati, una tappa obbligatoria nel lungo cammino della vita. L’appartenenza ad un gruppo di amici (o gruppo dei pari), colloca i giovani per la prima volta in un contesto in cui la socializzazione si compie essenzialmente al di fuori di ogni disegno preordinato. Gli studenti possono scegliere il gruppo di amici ed interagire su un piano di parità. A differenza della famiglia, il rapporto tra gli studenti è completamente centrato su interessi comuni che permettono al giovane, di confrontarsi su argomenti tabù, e distaccarsi dalle influenze della famiglia, assumendo ruoli ed identità separate, spesso disapprovate. L’ateneo di Fisciano ospita innumerevoli gruppi che formano una distinta subcultura, dotata di propri gusti, di proprie attività di svago, di propri modi di vestire, di un proprio gergo, di propri simboli, di propri valori, di propri eroi. La socializzazione può risultare per alcuni studenti un’impresa difficile che causa agitazione emotiva e confusioni di identità. Gli studenti di Fisciano frequentano l’Università, non meno di due volte a settimana. L’assiduità ai corsi e non, permette allo studente di familiarizzare maggiormente con la struttura, annotando quali siano i luoghi più frequentati e quali permettano di interagire e di “farsi vedere” in giro, aumentando le possibilità di futuri contatti. Nell’inchiesta è emerso che gli studenti non hanno riscontrato difficoltà neanche all’inizio del corso di studi, questo perché, i modelli di comportamento sono risultati essere simili se non uguali per tutti. I luoghi che incentivano il processo di socializzazione sono: i bar, i giardini e la mensa. In misura minore la biblioteca e le aule, infatti gli studenti per la maggior parte ne usufruiscono per studiare. Terminato il tempo di studio e concentrazione, la tappa obbligatoria dello studente è il caffè al bar con gli amici. Chi decide di aspettare l’inizio del corso successivo, non rinuncia assolutamente alla pausa nicotina in corridoio con un collega, osservando il passeggio e aspettando che passi un conoscente. Il dato più significativo riguarda la differenza tra gli studenti in sede e fuori sede e l’importanza che danno al gruppo dei pari. Gli studenti fuori sede hanno dichiarato di sentire maggiormente il bisogno di socializzare e non solo, vogliono rapporti sinceri e non di semplice convenienza. La ragione è che trascorrono la maggior parte del tempo con i propri coetanei, (con cui dividono a volte anche l’appartamento) che indirettamente, colmano la lontananza dalla famiglia, diventando reciproci punti di riferimento. Non è emerso che gli studenti in sede socializzino in misura minore rispetto ai fuori sede, ma frequentano al di fuori dell’Università, gruppi che non appartengono al campus o che vi appartengono ma che già conoscevano prima di intraprendere il corso di studi. In conclusione: se il nostro comportamento e la nostra personalità dipendono dal contenuto della socializzazione individuale, cosa rimane del libero arbitrio? Secondo le moderne teorie, noi siamo il prodotto di un’armoniosa socializzazione. Le persone sono costrette dalla società a fare cose che in realtà non desiderano fare. I giovani sono spinti continuamente da una parte all’altra e sono costretti a dare giudizi, e trovarsi in situazioni scomode e imprevedibili. In verità ogni persona è responsabile del suo comportamento perché può scegliere cosa fare, chi frequentare e perché. Le nostre esperienze di socializzazione non ci vengono imposte, ma siamo noi che in realtà le scegliamo, assumendo il comportamento che preferiamo.

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