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28 ottobre 2003

Napoli, ancora un pareggio. E domenica contro Zola.

Il Napoli resta dov’era, nei bassifondi della classifica e in equilibrio sempre più precario tra la ripresa e la definitiva caduta. Solo una mezz’ora Il Napoli resta dov’era, nei bassifondi della classifica e in equilibrio sempre più precario tra la ripresa e la definitiva caduta. Solo una mezz’ora di grande grinta espressa dalla squadra ha evitato il baratro per gli azzurri. Subito in vantaggio con Dionigi al 5’, la formazione partenopea cedeva, poi, per l’intera prima frazione di gioco, l’iniziativa al Torino, con il serio rischio di naufragare sotto i colpi di Ferrante. Il bomber di Rossi metteva in riga Zamboni e soci pareggiando i conti all’11’ e firmando il sorpasso dopo appena dieci minuti. Il Napoli? Inesistente almeno fino al 10’ della ripresa. Agostinelli lasciava a due come Montesanto e Montervino l’arduo compito di creare gioco. Inutile sottolineare i frutti del gioco azzurro. Poi, al 16’ dei secondi quarantacinque minuti, nasceva l’episodio che capovolgeva la gara: uno strepitoso assist di Pasino permetteva a Vieri, finalmente rientrato dopo l’infortunio, di firmare il 2-2. Da allora fino alla fine, il Napoli, avanti con il cuore più che con un qualsivoglia cervello tattico, creava seri problemi a Sorrentino, ma il portiere granata tirava giù la saracinesca, e allora tutti via sotto la doccia con un punto a testa. Un’altra settimana, adesso, sarà concessa ad Agostinelli per disegnare un undici che finalmente convinca. Il tecnico, intanto, continua a recriminare, e ormai lui solo sa ancora con cosa prendersela. La gente, però, dimostra di non gradire. I sondaggi su siti e televisioni private, per quanto attendibili possano risultare, mostrano il chiaro venir meno della fiducia dei tifosi verso il mister ex Piacenza. Fiducia, invece, che sembrava ancora viva sabato sera negli spogliatoi di Campobasso, tra i giocatori. Sono loro, a quanto pare, lo scudo di Agostinelli, e Naldi da un po’ di settimane cozza contro la paradossale situazione di una squadra che non vince, ma che si stringe sempre di più intorno al suo allenatore. Ardua sarà, in ogni caso, la decisione del patron azzurro: esonerare il tecnico potrebbe creare malumori, non farlo chissà a quali risultati porterebbe. Ora il Napoli ha undici punti in classifica dopo altrettante gare, ed è il risultato di ben otto pareggi e una sola vittoria. Domenica prossima andrà in Sardegna per giocarsi (almeno queste sembrano le intenzioni) i tre punti contro la squadra di Zola e Suazo. Sarà difficile, ma il Cagliari sinora non si è dimostrato imbattibile: di sicuro assisteremo ad una gara che dipenderà molto dalle individualità, di cui le due contendenti sono abbastanza dotate.

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