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7 ottobre 2003

Ti manca la lingua?

I ragazzi del campus di Fisciano hanno poche opportunità di utilizzare le lingue straniere studiate, una volta usciti dalle aule dei corsi.

Questo è qI ragazzi del campus di Fisciano hanno poche opportunità di utilizzare le lingue straniere studiate, una volta usciti dalle aule dei corsi. Questo è quanto emerso e denunciato tramite un’ inchiesta svolta dal nostro giornale. Altro che europeizzazione: su ogni cento ragazzi iscritti all’ateneo salernitano, solo un misero 10% utilizza nella vita quotidiana una lingua straniera. Le lingue più conosciute dai cento ragazzi del nostro campione sono le più convenzionali: inglese (85%), francese (68%), spagnolo (27%) e tedesco (22%).

Purtroppo, però, solo una piccola percentuale, ovvero il 30%, degli intervistati afferma di avere un grado di conoscenza delle lingue estere studiate superiore alla sufficienza. Questo 30%, inoltre, è quasi interamente costituito da ragazzi iscritti alla facoltà di lingue e letterature straniere. Tra questi il 60% è costretto, per mettere in pratica le nozioni studiate, a inscenare corrispondenze private con ragazzi di altre nazioni, oppure a collegarsi a chat internazionali su internet. Ben il 5% del totale intervistato, infine, conosce solo l’italiano.

Molto più confortante è il dato che, su cento ragazzi, il 42% ha dichiarato di voler approfondire le proprie conoscenze sulle lingue già studiate, mentre un 36% desidera apprendere una nuova lingua. Le più gettonate, in tal caso, sono lo spagnolo, il tedesco e le lingue orientali. Ma gli studenti del campus hanno qualche idea su come creare occasioni utili a rendere più frequente l’utilizzo delle lingue straniere? Si direbbe di sì: per un 87% dovrebbe essere l’università a permettere o agevolare scambi culturali all’estero. Un 54% di questi, faciliterebbe l’accesso all’Erasmus, mentre un 35% si lamenta della quasi assoluta assenza di meeting, all’interno del campus, tra ragazzi di diverse nazionalità.

Un buon 8%, ancora, propone una maggior capillarità nei contatti tra università e industrie straniere, in modo da permettere a più persone uno stage in un paese europeo. Vi è anche (5%), soprattutto tra gli studenti di giurisprudenza, chi desidera l’implementazione di corsi di lingua facoltativi all’interno della propria facoltà. Insomma, gli studenti avvertono la necessità di conoscere le lingue straniere, constatando, probabilmente l’importanza che assumono nell’odierno mercato del lavoro. In un mondo professionale sempre più permeato dalla globalizzazione e dall’europeizzazione non ci si può più accontentare di una buona conoscenza dell’italiano. Gli studenti se ne sono accorti. L’università?

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