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10 novembre 2003

Il Film: “M. Butterfly”, di David Cronenberg

Il destino di un uomo tra le mani di un’affascinate e misteriosa donna. O forse no?
Una misteriosa attrice dal fascino androgino, un inquieto diplo
Il destino di un uomo tra le mani di un’affascinate e misteriosa donna. O forse no?
Una misteriosa attrice dal fascino androgino, un inquieto diplomatico francese, le atmosfere esotiche della Cina degli anni ’60. Sono questi gli ingredienti di uno dei più discussi film del controverso ma geniale regista David Croneberg, un “amour fou” che nelle mani dell’autore di Videodrome ed ExistenZ diventa irreale, sospeso tra sogno (morboso) ed incubo. Eppure tutto si basa sulla storia vera di Renèe Galimard – un convincente Jeremy Irons-, funzionario dell’ambasciata transalpina a Pechino, che sarà disposto a tradire famiglia, lavoro, la sua stessa patria per amore di una diva del teatro dell’opera di Pechino (John Lone), che si rivelerà essere una spia, e, solamente molti anni dopo, addirittura un uomo, senza che (sue parole al processo) Galimard se ne fosse mai accorto. Come si può intuire dalla storia, tutto il film si svolge sul filo del surreale, col colpo di scena finale sempre palese, eppure in dubbio quasi fino al tragico epilogo. E, nonostante una certa freddezza, un bel film, che non parla semplicemente di omosessualità, ma di amore e di ciò che cerchiamo negli altri fino talvolta a non interessarci di ciò che sono veramente.
Peppe Tufano

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