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10 novembre 2003

Proteste per la S.I.C.S.I. a Lancusi

Abbiamo raccolto le lamentele di alcuni ragazzi di Lancusi che ci hanno chiamato “d’urgenza” denunciando le peripezie affrontate nel frequentare l’o
Abbiamo raccolto le lamentele di alcuni ragazzi di Lancusi che ci hanno chiamato “d’urgenza” denunciando le peripezie affrontate nel frequentare l’ormai famoso corso post-universitario che prepara tutti coloro che si affacciano al mondo dell’insegnamento. Ricordiamo per chi non ne fosse a conoscenza che la sigla sicsi indica la Scuola Interregionale Campana di Specializzazione per l’Insegnamento, ossia l’unica strada, oramai, per accedere al mondo dell’insegnamento. I ragazzi che ci hanno contattato si lamentano in particolare del forte ritardo con cui sono iniziati i corsi avvenuto, stando a quanto è stato detto loro, per motivi di organizzazione. Grazie a questo ritardo coloro che hanno superato le prove d’ammissione per due classi d’insegnamento, pur potendo frequentare due corsi contemporaneamente sempre che ci fosse stata compatibilità tra fra gli orari dei corsi delle due classi, non lo hanno potuto fare. L’anno scorso questa compatibilità c’è stata, e gli studenti, nella speranza di conseguire due abilitazioni contemporaneamente, hanno pagato la tassa regionale anche per la seconda abilitazione la cosiddetta classe aggiuntiva, oltre alla tassa di euro 786,33 per l’immatricolazione, e a quella di euro 259 per la prima abilitazione.
L’anno scorso questa compatibilità tra i corsi delle due diverse classi c’e’stata, e dunque i nostri studenti hanno versato altre due tasse annue da euro 259 per abilitazione, sennonché a detta loro. All’inizio di quest’anno è stato comunicato ai ragazzi che i due corsi erano diventati incompatibili in quanto le ore di tirocinio che dovevano essere necessariamente 250; 200 per la prima e 50 per la seconda, non potevano essere materialmente ricoperte in un anno scolastico, per cui le prime 200, che negli anni precedenti bastavano per entrambe le classi, venivano effettuate in un anno, e le altre 50 che servivano per la seconda classe venivano effettuate nel cosiddetto ”eventuale semestre aggiuntivo”. Questi i fatti, insomma gli studenti protestano perché a loro dire, questa incompatibilità tra corsi sarebbe stata dovuta ai ritardi di organizzazione della sicsi, anche se per onor di cronaca bisogna dire che il bando non esclude un eventuale semestre aggiuntivo, per i ragazzi però questo semestre poteva essere evitato facendo risparmiare loro tempo e denaro.
Altre proteste, che questa volta ci sembrano oggettivamente esatte ed inconfutabili, sono quelle secondo cui, oggi chi frequenta i corsi di sicsi organizzati e tenuti all’università di Salerno pur pagando fior fior di tasse, non viene trattato come uno studente universitario. Infatti non può usufruire della mensa, mediante un tesserino, ne della biblioteca, ne di borse di studio e nemmeno di part-time, insomma è costretto quasi a sentirsi un ospite dell’ Università che forse dimentica che da quegli studenti, tale è ancora il loro status, percepisce una buona parte di introiti grazie ai loro versamenti che sono non inferiori a vere e proprie tasse universitarie. E’ questa una denuncia che suona forte come un pugno nello stomaco, pari a quello che incassano e incasseranno attuali e futuri “sicsini”.

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