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5 dicembre 2003

Mondiali di rugby 2003: L’Inghilterra sul tetto del mondo ovale

Per la prima volta nella storia del rugby una squadra europea è riuscita a conquistare il titolo mondiale (l’albo d’oro vedeva sino ad oggi l’AustraliPer la prima volta nella storia del rugby una squadra europea è riuscita a conquistare il titolo mondiale (l’albo d’oro vedeva sino ad oggi l’Australia con due titoli, Nuova Zelanda e Sudafrica con uno), e questa è stata l’Inghilterra, la sola compagine del vecchio continente che ha dimostrato di essere molto competitiva così come le altre squadre superfavorite.
Il lungo cammino verso la vittoria inglese è stato caratterizzato da spettacolari incontri, soprattutto nella seconda fase del torneo, dove il team britannico ha sconfitto ai quarti di finale i “conterranei” gallesi e in semifinale l’ostica nazionale francese, che era stata pronosticata come la squadra europea da battere. In finale, a rappresentare l’ultimo ostacolo sono stati i padroni di casa, i “Wallabies” australiani, che avevano superato molto agevolmente la Scozia ai quarti e che erano riusciti a battere contro ogni pronostico il dream team della Nuova Zelanda in semifinale. La partita è stata soffertissima, tanto da concludersi a soli due minuti dal termine del secondo tempo supplementare con una magistrale giocata del fuoriclasse Jonny Wilkinson, che è riuscito a concludere con un “drop” spettacolare da poco oltre metà campo. In quel momento la nazionale inglese si è laureata per la prima volta campione del mondo, tra i festeggiamenti degli oltre 16mila supporter giunti fino in Australia per seguire la propria nazionale.
Riguardo alle altre squadre che lottavano per il primato, resta incredibile l’eliminazione della Nuova Zelanda, da sempre la squadra di rugby più forte al mondo e che mai come quest’anno sembrava davvero imbattibile. Il team Maori, infatti, era uscito vincitore a punteggio pieno del girone D dopo aver letteralmente strapazzato Italia, Canada, Tonga e Galles, e poi aveva polverizzato i malcapitati del Sudafrica 29-9. Ma, alla prima prova opaca di squadra, i neozelandesi sono stati puniti dai bravissimi Australiani, i quali hanno saputo organizzare in modo impeccabile le strategie tattiche.
Altro team che ha deluso è stato, appunto, quello sudafricano, anch’esso partito a razzo nel proprio girone, dove si è fermarto solo contro l’Inghilterra, ma che nei quarti si è lasciato schiacciare troppo facilmente dai neozelandesi.
Il bilancio europeo è invece più che buono: basti pensare che cinque ottavi della griglia dei quarti di finale erano composti da team del Vecchio Continente, e che tutte le compagini qualificate al torneo hanno dimostrato davvero un bel gioco, Italia compresa.
Sinonimo, tutto ciò, dell’attenzione che sempre più persone stanno dando a questo sport e della voglia di rendere più popolare un meraviglioso gioco inventato, nel lontano 1863, dal figlio di un signorotto… non a caso inglese.

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