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15 gennaio 2004

Avvocato Cesaro, lontano ma non troppo

Voce impostata, fisico scolpito ed aspetto accattivante, Roberto Nunziante Cesaro, avvocato specializzato in diritto pubblico e collaboratore da circaVoce impostata, fisico scolpito ed aspetto accattivante, Roberto Nunziante Cesaro, avvocato specializzato in diritto pubblico e collaboratore da circa un paio d’anni alla cattedra di Diritto del Lavoro della professoressa Vaccaro, è stato il primo ad attirare la nostra attenzione relativamente alla nuova rubrica di gossip che si pone la finalità di avvicinare il corpo docente a quello discente… E’ stato sufficiente prendere un insperato appuntamento (…dottore?…sì, noi siamo di Controcampus e…) per essere accolti con una sospettosa ma gradevole cordialità. Nato a Salerno il 24/3/1975, ariete, il nostro avvocato si è brillantemente sottratto alle domande relative alla propria vita privata, trincerandosi dietro un diplomatico “…a dire il vero, ultimamente non sto pensando ai locali…” come deterrente ad ulteriori curiosità che sarebbero inevitabilmente scaturite da un atteggiamento ammiccante. Disponibile ma impenetrabile, anche davanti ad una buona tazza di caffè, Roberto Nunziante Cesaro non si è scomposto dinanzi ad una sfilza di domande, anche ingenerose, rispondendo con credibile audacia e diplomazia. Com’è diventato assistente? “Non in modo automatico: ho fatto anch’io la mia gavetta personale fatta di corsi professionali, vari corsi di formazione post laurea, corsi di perfezionamento, di specializzazione…e poi sono diventato assistente.” Prima di sostenere gli esami come assistente, la sua preparazione è stata testata dal docente? “No…c’è stata un’occasione di prova, chiaramente non formale”. Qual è il suo metro di valutazione in sede d’esame? “Il metro di valutazione, devo dire la verità, non solo mio ma anche di tutti i colleghi della cattedra, nei quali comunque devo riscontrare la grossa umanità, è quello, innanzitutto, di rendersi conto dello stress che lo studente può provare in sede d’esame e dei timori vari; in secondo luogo, metterlo a suo agio, tentare comunque di aiutarlo laddove le lacune possono essere colmate; con un po’ di pazienza, ecco.” Ci sono state indicazioni da parte del docente di cattedra relativamente al metro di valutazione da utilizzare? “Più che altro, il docente di cattedra per noi è stato un esempio, probabilmente ognuno di noi ha preso il docente o i docenti come punto di riferimento nel metro di valutazione degli studenti. Del resto, quando si lavora, c’è sempre una persona più in alto di te che ti dà l’esempio”. Ha maturato qualche riflessione particolare passando da studente ad assistente, da “imputato” a “giudice”? “L’unica cosa che si può trarre è che l’impegno serio, metodico è l’unica cosa che ti può far andare avanti nella vita…” Sì, ma mi chiedevo se era cambiato qualcosa vedendo il tutto da un’altra prospettiva? “…No…”. O.K., dottore, grazie per il caffè e la chiacchierata!
Andrea Luciano

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