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15 gennaio 2004

Con tutti quelli che fumano perché dovrei essere proprio io quello sfortunato?

Questa è la superficiale opinione dei fumatori che contrasta con la notevole gravità del fenomeno.
Dott. Fasano, crede che siano di forte impatto
Questa è la superficiale opinione dei fumatori che contrasta con la notevole gravità del fenomeno.
Dott. Fasano, crede che siano di forte impatto le nuove scritte apposte sui pacchetti di sigarette?
“Non credo che servano poi a molto, bisognerebbe mettere la gente di fronte ai rischi reali, scrivere soltanto non ha senso. Ci vuole maggiore informazione e una campagna antifumo più “terroristica”! Con il fumo non si scherza: su 100 persone colpite da infarto, 95 sono fumatori”.
I fumatori sono in maggioranza uomini o donne?
“Se fino a qualche anno fa il rapporto era di 5 a 1, ora è di 1 a 2. Le condizioni di rischio sono le medesime per i due sessi”.
E’opinione diffusa che fumare sigarette ‘light’ sia meno dannoso. È una tesi corretta o solo una credenza senza basi di fondamento?
“I danni all’organismo sono gli stessi… Da settembre è stata, infatti, eliminata la scritta ‘light’ sia dai pacchetti sia dalle sigarette. Tanto più che tale scritta era riferita solo ed esclusivamente al contenuto di nicotina senza tenere conto di tutte le altre componenti altrettanto dannose. Il primo danno è riscontrabile già nella bruciatura della carta quando si accende la sigaretta”.
Possiamo considerare il fumo un anti-stress?
“No, anzi le persone più stressate e depresse sono generalmente fumatori. Il fumo è solo un’illusione”.
Allora perché si fuma?
“E’ una moda diffusasi dopo la II Guerra Mondiale, soprattutto negli anni 50-60. Nelle pubblicità e sul grande schermo gli attori erano spesso ripresi con la sigaretta in mano. Si fumava persino durante i programmi TV. La società moderna si è portata dietro questo strascico”.
Crescere in una famiglia di fumatori può influenzare negativamente le attitudini di un adolescente nei confronti del fumo?
“Il passaggio dall’infanzia all’adolescenza è delicato in quanto si cercano modelli di comportamento da imitare. Un figlio di fumatori è tendenzialmente più incline ad avvicinarsi al fumo negli anni successivi allo sviluppo. Fino agli 8-10 anni il bambino vive, generalmente, una fase di odio e repulsione verso il fumo. Dai 13-14 anni in poi lo scenario socio-emotivo dell’adolescente cambia e quel sentimento negativo può tramutarsi in attrazione… Anche se a torto, in alcuni casi la sigaretta serve a “darsi un tono“, è usata per sentirsi, o solo per dimostrarsi più grandi, agli occhi degli altri”.
Floriana Attanasio &
Maria Rosaria Stanzione

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