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15 gennaio 2004

Marzabotto: la strage per la strage

Passati circa sei mesi dalla strage delle Fosse Ardeatine, la violenza tedesca continuava a fare vittime. Mentre il capo delle SS in Italia, General
Passati circa sei mesi dalla strage delle Fosse Ardeatine, la violenza tedesca continuava a fare vittime. Mentre il capo delle SS in Italia, Generale Wolff già meditava i suoi propositi di trattativa e di resa, altri come il Maggiore Reder dava sfogo ad un furore insieme metodico e allucinato. Reder, detto il monco, diede vita alla prima tappa del suo “itinerario di sangue” il 12 agosto a Sant’Anna di Stazzema, bottino finale 360 vittime civili.
L’ultima e anche la più grave delle stragi, fu compiuta dal generale tra il 29 settembre e il 1° ottobre a Marzabotto, una borgata dell’Appennino Emiliano, presso Bologna. Due reggimenti delle SS di Hitler circondarono la zona oltre il fiume Reno. Nella frazione Casaglia una folla si era raccolta nella chiesa in preghiera, quando irruppero i tedeschi uccidendo il prete officiante, e trucidando tre vecchi che non obbedirono in fretta all’intimazione di uscire. Gli altri, 147 tra cui 50 bambini, furono ammassati nel cimitero e mitragliati: 28 famiglie furono sterminate al completo, si salvarono solo alcuni bambini. Centosette, tra cui 24 bambini, furono gli assassinati della frazione Caprata. In casolari poco discosti morirono 282 persone, tra loro 38 bambini e due suore. A Cerpiano 49 morti, tra cui 24 donne e 19 bambini, rin chiusi in un oratorio e mitragliati a gruppi. Altre 103 vittime furono disseminate poco lontano, scovandole casa per casa. La strage continuò andando oltre… Il comune di Marzabotto lamentò 1830 morti, tra cui 5 preti.
A Marzabotto fu praticata la strage per la strage, gratuita. Il suo unico risultato fu di suscitare odio. Ancora più odiosa, Marzabotto, delle Fosse Ardeatine, un massacro che almeno aveva la sua giustificazione nel codice di guerra.
E quindi più odiosa anche dell’altro eccidio di piazzale Loreto a Milano, dove il 9 Agosto i gappisti avevano fatto saltare, in viale Abbruzzi, un autocarro militare germanico: 5 soldati morti sul colpo, altri 4 nei giorni successivi, a causa delle ferite. Kesselring voleva fosse applicata anche lì la regola del dieci per uno, poi l’arcivescovo Schuster riuscì, supplicandolo, a ridurre da 50 a 15 il numero degli ostaggi da sacrificare. Un plotone di esecuzione di fascisti sterminò accanto al distributore di benzina, in piazzale Loreto, all’alba del 10 Agosto, i prescelti, tutti detenuti politici prelevati da San Vittore. Mussolini e Claretta Petacci finirono poi appesi a quello stesso distributore.

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