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15 gennaio 2004

News Scienze della Comunicazione

Gli studenti di Scienze della Comunicazione hanno indetto delle assemblee per parlare dei vari problemi didattici e strutturali che sussistono. Si s
Gli studenti di Scienze della Comunicazione hanno indetto delle assemblee per parlare dei vari problemi didattici e strutturali che sussistono. Si sono svolte due sedute nelle aule di lettere e vi hanno preso parte tutti i rappresentanti degli studenti, nonché alcuni professori, tra cui il preside del dipartimento prof. Emilio D’Agostino.
I disagi maggiori, si sono riscontrati soprattutto per gli studenti del terzo anno del nuovo ordinamento, che hanno manifestato difficoltà nel laurearsi alla fine dei sei semestri del corso di laurea. Non esiste molta chiarezza per ciò che concerne il raggiungimento dei crediti attraverso i vari laboratori e seminari, rispetto ai quali non vi è molta informazione e anche perché alcuni non sono stati attivati o saranno attivati prossimamente, rendendo così difficile il raggiungimento ottimale dei c.f.u. necessari.
Marco Rizzo studente al secondo anno, con i rappresentanti degli studenti ha stilato un documento, indicando tutti i problemi inerenti al caso. Ad esempio alcuni studenti hanno protestato per la mole di libri da studiare in poco tempo, per via dei troppi esami che si devono fare per completare il corso di laurea. Il carico di studio è un problema che colpisce maggiormente gli studenti del nuovo ordinamento, piuttosto che quelli del vecchio, che invece lamentano la povertà di appelli a settembre o a dicembre.
Sul carico di studio D’Agostino ha dato la colpa alla riforma universitaria del 3+2, affermando che su ciò l’università e il dipartimento non possono farci nulla, e ha aggiunto che gli appelli per il vecchio ordinamento ci saranno.
Le lamentele si sono avute anche per la scomodità delle aule, troppo piccole per il numero elevato di studenti, e tecnologicamente insufficienti, se si pensa che solo l’aula 12 di lettere è adibita per il proiettore. Praticamente i fili per le attrezzature esistono in quasi tutte le aule, ma mancano i finanziamenti per inserire i proiettori o altre tecnologie. Polemiche anche per quanto riguarda il nomadismo degli studenti che sono costretti per fare lezione a spostarsi ad esempio dal centro stampa, fino all’aula 8 di scienze politiche.
Anche D’Agostino ha riscontrato tali problemi, che sono però stati minimizzati.
Roberto Scalia

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