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15 gennaio 2004

Raccolti in campus

Cari amici,
stiamo per staccare l’ultima pagina al nostro calendario, come l’ultima foglia di un albero, che si lascia cadere per lasciare post
Cari amici,
stiamo per staccare l’ultima pagina al nostro calendario, come l’ultima foglia di un albero, che si lascia cadere per lasciare posto ad altre, verdi, piene di speranza, giornate in campus che di nuovo insieme divideremo.
E’ curioso, più ci allontaniamo dal 2000, e meno si riesce ad immaginare il futuro. Quel che resta della nostra immaginazione non è che un’altra faccia di una stessa moneta, o verosimilmente è pensare che l’immaginazione, il poter fantasticare, sia stato comprato con questa moneta.
I lussi, i privilegi del capitalismo, sono ormai in ogni angolo. Questo non fa che allargare le forbici della differenza, tra ricchi e poveri, che diventano sempre più taglienti.
Il povero è arrabbiato e con poca voglia di sperare o forse meglio dire, di accettare un’altra fragile illusione, di un’altra sterile manovra politica.
In redazione si è preferito non pensare a cosa possa riservarci il 2004! Telefonini ultima generazione, Re magi con GPRS per stella cometa, o a un Cristo resuscitato su internet; ci si è accontentati dei tradizionali piaceri. Uno di questi richiede una decina di grammi di inchiostro ben versati su carta, sincere idee e 44 fogli dove queste possano prendere forma. Una riuscita miscela chiamata Controcampus. Un giornale che anche quest’anno al solo costo di un sorriso, ha potuto regalare momenti di sapere. Sapevate per esempio delle avance di alcuni docenti su molti nostri colleghi? La verità è che non necessariamente è nei resti dell’antica Roma o nell’immensità del cosmo che si nascondono i misteri, siamo convinti che l’inspiegabile a volte resta introvabile, semplicemente perché nascosto dietro il silenzio, o dietro la minaccia di protagonisti della vita quotidiana.
Controcampus anche quest’anno ha cercato di essere una mappa, per visitare e conoscere meglio la nostra Università, affinché si possa evitare il più possibile di scivolare nelle sabbie mobili, ansie, paure, stress ed emozioni. Cose tra loro molto diverse, non foss’altro che per la diversità di casi, prove o esami che li hanno generati. Ma allo stesso tempo tutto questo è un insieme in cui la realtà, anche la più piccola, riesce a non perdere identità, in un campus e grazie anche a Controcampus, a diventare più forte.
Molti volti, molte identità, ma una sola Università.
Con un sorriso

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